La barbabietola da zucchero
I vincoli degli accordi GATT

Norme innovative hanno caratterizzato la campagna bieticolo-saccarifera europea. I nuovi accordi GATT hanno reso, infatti, necessario apportare adattamenti alla regolamentazione comunitaria del settore bieticolo-saccarifero, a partire dalla campagna 1995/96. Gli aspetti di tale accordo che qui maggiormente interessano riguardano:

  1. accesso al mercato: la protezione della produzione europea di zucchero (garantita fino alla campagna 1994 da un sistema di "prelievi" all’importazione) dalla campagna 1995 viene assicurata alla frontiera comune da una "tariffa doganale" (et = equivalente tariffario) uguale, all’inizio del periodo, alla differenza fra il prezzo mondiale (fob) dello zucchero ed il suo prezzo di intervento sul mercato comunitario, maggiorato del 10%. Come periodo di riferimento per il calcolo è stato assunto quello degli anni 1986-1990. L’equivalente tariffario concordato in 52,40 euro/q, (regolamento (CE) n. 1395/95) dovrà essere ridotto del 20% nei sei anni dal 1995 al 2000. Per l’anno 1995 l’equivalente tariffario per lo zucchero è stato fissato in 50,7 euro/q. Una maggiore protezione del mercato interno dalle eccessive fluttuazioni dei prezzi sul mercato mondiale viene assicurato da un importo mobile (clausola di salvaguardia speciale) che viene aggiunto automaticamente alla tariffa doganale comune3.

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    Questo meccanismo scatta quando il prezzo all'importazione cade oltre il 10% sotto il prezzo medio (1986-1990) di importazione zucchero (cif) nella Ce. Il prezzo di scatto (prezzo limite) della clausola di salvaguardia è stato fissato in 531 euro/t (regolamento Ce) n. 1423/95). L'importo aggiunto alla tariffa di base (diritto addizionale) cresce proporzionalmente allo scarto tra il prezzo reale di importazione (reso cif Amsterdam - prezzo rappresentativo) ed il prezzo limite. Si rimanda, in proposito, allo schema di regolamentazione del settore esposto nel vol. XLVII dell'Annuario dell'agricoltura italiana, cap. XVIII, p. 414. I coefficienti di riduzione per l'Italia sono i seguenti: quota "A" = 0,082491; quota "B" = 0,015514. La riduzione dell'aiuto prevista a partire dalla campagna 1995/96 fa riferimento al valore unitario della campagna 1994/95 e cioè: euro 140,6 milioni = 9,00 euro/q zucchero (valore arrotondato) q 15.682.500 Per effetto dell'eliminazione dello "switch-over" l'importo risulta di: 9x1,207509=10,87 euro/q. Il regolamento prevede che tale importo sia ridotto per tutte e tre le aree, nella prima campagna del 25% (8,15 euro/q).



  2. il vincolo all’esportazione che si compone di due misure: a) vincolo di riduzione quantitativo: riduzione del 20% delle esportazioni sovvenzionate (ad esclusione di quelle di zucchero originarie degli ACP e dell’India), con riferimento al tonnellaggio medio del periodo di riferimento 1986-1990). Nei sei anni dal 1995 al 2000 la quantità di riferimento, fissata in 1.617.000 tonnellate di zucchero, deve essere ridotta di 339.600, per raggiungere il valore minimo di 1.277.400 tonnellate; b) vincolo di riduzione del bilancio: riduzione del 36%, in sei anni, delle "sovvenzioni all’esportazione" dello zucchero "A" e "B" di origine comunitaria, con riferimento al valore medio dei bilanci del periodo 1986-1990 fissato in Meuro 776,5. La forte diminuzione del periodo, pari a 279,5 Meuro (valore finale nel 2000 = Meuro 497), determinerà certamente un calo delle sovvenzioni all’esportazione (restituzioni all’esportazione) riconosciute ai produttori comunitari.
    I suddetti vincoli hanno un margine di flessibilità nel periodo, ma devono rispettare i valori finali previsti dall’accordo. Questi ultimi due vincoli sono quelli che potranno esercitare una maggiore influenza sull’evoluzione del settore bieticolo-saccarifero comunitario.
    La nuova regolamentazione del settore bieticolo-saccarifero europeo – Dopo aver approvato (con la decisione 94/800/CE) gli accordi GATT , il Consiglio dell’Unione europea ha definito le nuove norme che ne conseguono per l’OCM nel settore dello zucchero, fissate con regolamento (CE) n. 1101/95 (recante modifiche al regolamento CEE) n. 1785/81), e valide per le sei campagne dal 1995/1996 al 2000/2001 (GUCE n. 110 del 17 maggio 1995) . Tale normativa è finalizzata, anzitutto, alla necessità di proseguire nel controllo della produzione di zucchero coperta da garanzia di prezzo e di collocamento, per far fronte agli impegni assunti nel quadro del GATT, cioè quelli di: ridurre le esportazioni, sia come quantità che come importo di finanziamento; continuare ad importare, nell’ambito degli accordi con i Domini d’Oltre Mare francesi (DOM) e con i paesi ACP nonché con l’India, le quantità di zucchero necessarie all’approvvigionamento delle proprie raffinerie. La nuova regolamentazione comunitaria proroga, pertanto, per un periodo di sei anni (corrispondenti al periodo di transizione previsto dall’Accordo GATT) il precedente sistema di organizzazione del mercato dello zucchero, basato sul principio della responsabilità finanziaria integrale dei produttori, per le perdite derivanti dallo smaltimento delle eccedenze di produzione nell’ambito delle quote e sulle garanzie di prezzi e di smercio, differenziati per quote di produzione assegnate alle singole imprese comunitarie.
    E’ stata, quindi, riconfermata l’entità delle quote di produzione "A" e "B" di zucchero (isoglucosio e inulina) già precedentemente assegnate ai singoli Stati membri.
    Resta pure riconfermato il sistema di autofinanziamento del settore attraverso la riscossione delle seguenti penali:


  3. Il 60% di tali contributi resta a carico dei bieticoltori. Nel sistema di controllo della produzione è stato, tuttavia, inserito uno strumento di gestione che permette l’adeguamento (per una o più campagne di commercializzazione) delle garanzie risultanti dal sistema delle quote qualora (al 1° ottobre per ciascuna campagna di commercializzazione) dovesse apparire che il volume dell’esportazione risulti superiore agli impegni assunti nell’ambito dell’Accordo GATT, tenuto conto del consumo, della produzione, delle importazioni, delle scorte e dei riporti, nonché della perdita media prevista a carico del regime di autofinanziamento. Le quote delle singole imprese dovranno, in tal caso, essere ridotte applicando un coefficiente di ripartizione, che non dovrà alterare l’equilibrio esistente in materia di quote e di partecipazione agli oneri gravanti sulla produzione. E’ stato, quindi, calcolato, per ogni Stato membro, un coefficiente di riduzione delle garanzia per la quota "A" e della "garanzia per la quota B", sulla base degli oneri massimi alle stesse riferito (2% del prezzo di intervento dello zucchero per la quota "A" e 39,5% del prezzo di intervento per la quota "B").
    Per quanto concerne gli aiuti nazionali, il regolamento (CE) n. 1101/95 riconosce che in Italia la produzione delle barbabietole, a motivo della sua specificità e della dimensione delle aziende agricole, incontra difficoltà nell’applicazione dei moderni metodi di coltivazione nelle regioni del Nord e del Centro, seppure in misura sempre minore nel Nord. Le suddette difficoltà persistono tuttavia nelle regioni meridionali, in ritardo dal punto di vista dello sviluppo e dell’adeguamento strutturale, laddove la coltivazione della barbabietola è ritenuta indispensabile per evitare, anzitutto, il ritorno alla monocoltura.
    L’Italia è quindi autorizzata a concedere un aiuto, a partire dalla campagna 1994/95, da distribuire su cinque campagne di commercializzazione nel Nord e nel Centro e su sei campagne nel Sud.
    L’aiuto di adattamento, autorizzato a favore dei produttori di barbabietole, può essere concesso solo per la quantità di zucchero ottenuta da ciascuna impresa nel limite delle proprie quote "A" e "B". L’importo unitario dell’aiuto nelle singole regioni non può superare per 100 kg di zucchero bianco i seguenti valori:

    (in euro) Nord Centro Sud
    nella campagna 1995/96 8,15 8,15 8,15
    nella campagna 1996/97 5,43 5,43 7,61
    nella campagna 1997/98 3,8 4,35 7,06
    nella campagna 1998/99 2,17 3,26 6,52
    nella campagna 1999/2000 1,09 2,17 5,98
    nella campagna 2000/2001 - - 5,43


    Parte dell’aiuto riconosciuto per le regioni del Sud può essere accordato ai produttori di zucchero. Solo per quest’area è possibile adeguare l’aiuto, previsto per ogni campagna, in funzione delle necessità eccezionali connesse con i piani di ristrutturazione del settore in corso, la cui conformità dovrà essere valutata dalla Commissione. L’Italia presenterà ogni anno al Consiglio le misure adottate nella concessione degli aiuti, la loro ripartizione per regione e fra bieticoltori ed industriali nelle regioni meridionali. Nel 1999 è stata codificata ed è scattata per la prima volta la riduzione GATT.