Per salvaguardare produzione e qualità è necessario
sostituire i tradizionali metodi di concimazione basati sulla pratica
di campo con sistemi guidati, capaci di determinare con maggiore precisione
la quantità di concime azotato da apportare alle bietole, in base ad
informazioni ricavate dalle analisi del terreno e delle foglie.
Servizio Agronomico ABI
La concimazione
azotata della barbabietola come è noto comporta notevoli difficoltà,
in quanto su questa coltura, operando empiricamente, facilmente si incorre in
sotto o sovradosaggi di azoto con conseguenze negative sia per la produzione
di saccarosio che per la qualità estrattiva.
Da diversi anni si sente lesigenza di sostituire i tradizionali metodi
di concimazione basati sulla pratica di campo con sistemi guidati,
capaci di determinare con maggiore precisione la quantità di concime
azotato da apportare alle bietole, in modo da coniugare produzione e qualità.
La campagna bieticola 1999 caratterizzata da buone produzioni di saccarosio
a cui non hanno sempre corrisposto buone PLV (vedi fig. 1) e purezze dei sughi
in molti casi scarse con elevati livelli di azoto nocivo, ha posto prepotentemente
allattenzione di tutta la necessità impellente di fornire ai coltivatori
validi strumenti di controllo della disponibilità azotata delle bietole.
Ritengo significativa in tal senso lanalisi dei dati riportati in fig.
2, relativi alla ripartizione per classi di PSD (Purezza Sugo Denso) e alfa-N
(azoto alfamminico) delle aziende dellarea nord aderenti allABI.
Come si può notare la ripartizione delle aziende per PSD è risultata:
scarsa 11%, media 23,3%, buona 65,7% mentre i livelli di alfa-N sono stati:
eccessivi 17,7%, medi 36,9% e bassi 45,4%. Questa situazione evidenzia la necessità
di recuperare le aziende con scarsi livelli produttivi e qualitativi ed eccessivo
alfa-N, mettendo a loro disposizione strumenti idonei a riportare i parametri
entro valori normali. Alle esigenze sopra citate si sono aggiunte da alcuni
anni, quelle di carattere ambientale, con particolare riferimento al regolamento
CE 2078/92, che prevede contributi economici alle aziende che si impegnano a
ridurre la quantità di fertilizzanti, con particolare riferimento allazoto,
rispettando valori massimi utilizzabili (generalmente 90-120 unità/ettaro
ad eccezione del Veneto con sole 40 unità/ettaro).
FIG.
1
RIPARTIZIONE
DELLE AZIENDE PER PLV NEL 1999
SOCI ABI AREA NORD E CENTRO
La
concimazione azotata incide notevolmente sia sulla qualità che sulla
PLV. Purtroppo anche in annate favorevoli come il 1999, le aziende che hanno
conseguito PLV scarse (<3,6 milioni/ha) sono state il 26,1% al nord e
il 25,7% al centro.
PROPOSTA OPERATIVA
Per contribuire alla razionalizzazione della concimazione azotata della bietola,
ritengo utile illustrare una proposta operativa (vedi fig. 4) basata sulla analisi
del terreno e lanalisi fogliare.
In pratica per mezzo delle analisi del terre-no eseguite nel periodo ottobre-dicembre
si dovrebbe determinare la disponibilità azotata (azoto minerale con CaCl2
o KCl), che unitamente a informazioni pedo-climatiche (tessitura, struttura, sostanza
orga-nica, piovosita’, ecc.) e agronomiche (tipo dilavorazioni, drenaggio, precessione,
produttività, qualità estrattiva, livelli di alfa-N) permette di stimare il fabbisogno
azotato teorico della coltura.
Per esperienza sappiamo che nella maggior parte dei casi la quantità di azoto
da somministrare alla barbabietola varia da 80 a 140 Kg/Ha di azoto. Determinato
il fabbisogno azotato della coltura, in pre-semina si dovrebbe apportare solo
una metà dell’azoto necessario (orientativamente 40-70 Kg/Ha).
Successivamente si completerà la concimazione azotata in copertura apportando
una quantità di azoto determinata in base alla analisi delle foglie da effettuarsi
allo stadio fenologico compreso tra le 4 e le 6 (max 8) foglie vere.
FIG.
2
RIPARTIZIONE
DELLE AZIENDE PER PSD E Alfa-N NEL 1999
SOCI ABI AREA NORD
Nella
campagna 1999 le aziende del nord Italia associate all'ABI che hanno registrato
scarso PSD sono state l'11% mentre nel 17,7% l'Alfa-N è stato troppo
elevato.
FIG.
3
MODO
DI PROCEDERE NEL PRELIEVO
DI CAMPIONI DI FOGLIE
PRELEVAMENTO
DEI CAMPIONI
Il prelevamento dei campioni di terreno o di foglie da sottoporre ad analisi,
è una operazione da effettuare con la massima attenzione, seguendo rigorosamente
le indicazioni riportate per un corretto campionamento.
Si comprende infatti la necessità di rappresentare con sufficiente precisione
grandi quantità di terreno o biomassa fogliare, con campioni che tenuto conto
delle procedure di laboratorio non dovrebbero superare il peso di alcuni chilogrammi
o ettogrammi, rispettivamente per terreno e foglie. Campioni prelevati frettolosamente,
con attrezzature non adeguate, hanno generalmente scarsa rappresentatività, pertanto
l’indicazione analitica che ne deriverà non sarà attendibile.
Nella figura 3 abbiamo sintetizzato le principali operazioni da effettuare nel
prelievo dei campioni di foglie e l’epoca ottimale di prelievo, ed in fig. 5 i
tempi e le condizioni di una eventuale conservazione ed i tempi di risposta massimi
entro i quali il laboratorio dovrebbe restituire i valori analitici per un pronto
utilizzo in campo.
CAMPIONI DI TERRENO
In merito al prelevamento di campioni di terreno si consiglia di operare nel modo
seguente:
- utilizzare una sonda campionatrice in grado di prelevare carote di 4-6 cm. di
diametro.
- ogni campione se prelevato su superfici fino a 2 Ha, dovrà essere composto da
almeno 15 prelievi (carote), procedendo a croce o a zig-zag sull’intera area oggetto
di campionamento.
Campionamenti su superfici superiori ai 2 Ha, secondo le indicazioni del D.M.
mag-gio 1992 relativo ai metodi ufficiali di analisi chimica del suolo dovrebbero
pre-vedere almeno 6 prelievi per Ha (Es. 3Ha = 18 prelievi; 4 Ha = 24 prelievi
).
- la profondità di prelievo, per la maggior parte delle determinazioni
chimico-fisiche compreso lazoto totale, deve essere pari al profilo normalmente
interessato alle lavo-razioni (30-50 cm.).
Per lazoto minerale la profondità minima di prelievo è di
50 cm. in quanto come è noto questo elemento, essendo poco trattenuto dai
colloidi può raggiungere profondità maggiori.
Per la valutazione dellazoto assimilabile (nitrico e ammoniacale) è
possibile prelevare i campioni da ottobre a dicembre, va tuttavia considerato
che il periodo di prelevamento ha grande rilevanza sulla determinazione del fabbisogno
azotato della coltura a causa delle rapide variazioni che lazoto assimilabile
può subire per dilavamento e attività microbica (immobilizzazione,
mineralizzazione o denitrificazione).
FIG.
4
PROPOSTA
DI PERCORSO OPERATIVO PER DETERMINARE LA QUANTITA' DI CONCIME AZOTATO DA
APPORTARE ALLE BIETOLE
Distribuzione
di concime azotato in copertura per mezzo di sarchiatore con spandiconcime.
In questa fase di sviluppo della coltura è ancora possibile apportare
azoto per sopperire a eventuale carenza, senza provocare danni qualitativi.
CAMPIONI
DI FOGLIE
Lanalisi dei tessuti fogliari può fornire valide indicazioni circa
lo stato nutrizionale delle piante per molti elementi nutritivi. In questo specifico
caso ci limitiamo a considerare lazoto, per le difficoltà che comporta
una corretta valutazione dellelemento, al fine di soddisfare in modo razionale
i fabbisogni della barbabietola.
Per questo scopo lepoca di prelievo consigliata è quella delle 4-6
foglie vere (massimo 8), in quanto in questo stadio le piantine di bietole hanno
un apparato radicale già sufficientemente sviluppato ed è ancora
possibile intervenire con concimazioni azotate di copertura per ovviare a carenze.
La quantità di azoto da apportare alla bietola deve essere calcolata correttamente
in quanto la carenza dellelemento causa perdite produttive mentre leccesso
provoca cattiva qualità dei sughi, bassa polarizzazione e minore resistenza
allo stress.
La foglia da prelevare deve essere preferibilmente quella più sviluppata.
Il prelievo di campioni di foglie in questa epoca risulta agevole, operando con
una pinza campionatrice è possibile raccogliere una porzione di lembo fogliare
da circa 80-100 piante in 15-20 minuti, quindi formare un campione rappresentativo
in quanto composto da un elevato numero di prelievi, che al termine del lavoro
è contenuto in una provetta. Se non si dispone di una pinza campionatrice
si può procedere ugualmente al campionamento prelevando una foglia da circa
50 bietole per ettaro. Il modo di procedere nel prelievo dei campioni di foglie
è illustrato in fig. 3, in pratica si consiglia di procedere seguendo la
diagonale dellappezzamento, campionando pezzi di fila composti da 8-10 piante.
FIG.
5
EPOCA
DI PRELIEVO, CONSERVAZIONE E TEMPI DI RISPOSTA PER LE ANALISI FOGLIARI
Prelievo
di campione di foglie su bietole allo stadio di 4 foglie vere per mezzo
di pinza campionatrice. Il prelievo di campioni di foglie in questo stadio
risulta agevole, operando con la pinza campionatrice è possibile
raccogliere una porzione di foglia da circa 80-100 piante in 15-20 minuti,
formando un campione rappresentativo, che al termine del lavoro sarà
contenuto in una provetta.
CONCIMAZIONE
AZOTATA
La determinazione della dose ottimale di azoto da somministrare alla barbabietola
presenta notevoli difficoltà per i numerosi fattori influenti. E
noto che la disponibilità azotata è altamente influenzata dal tipo
di terreno e dalle sue condizioni (tessitura, struttura), dal contenuto di sostanza
orga-nica e azoto totale, dallattività dei microrganismi, dal clima
(temperatura, precipitazioni), dallo sviluppo ed approfondimento dellapparato
radicale della bietola. Per tali motivi la quantità di azoto assimilabile
è soggetta da un anno allaltro e anche nello stesso anno a sensibili
variazioni, che rendono difficile la predisposizione di un piano di concimazione
basato unicamente sulla analisi chimica dei terreni.
Un esempio noto a tutti è costituito dagli ingiallimenti per asfissia radicale,
che di norma si verificano nel periodo primaverile in concomitanza di abbondanti
piogge, in terreni con carente struttura e insufficiente drenaggio, in questi
casi lazoto nel terreno può essere in quantità sufficiente
ma la coltura non è in grado di assimilarlo. Riteniamo che attualmente
il percorso operativo più semplice e affidabile per guidare la quantità
di concimi azotati da distribuire in copertura, sia quella di prelevare campioni
di foglie in corrispondenza dello stadio di 4-6 foglie vere delle bietole, su
cui determinare il contenuto in azoto totale. Nella figura 6 sono riportati i
quantitativi di azoto da apportare in copertura in base alle indicazioni ricavate
dallanalisi dei tessuti fogliari.
Tra i fertilizzanti azotati, sulla base di considerazioni relative a: caratteristiche
tecniche, costo dellunità fertilizzante, praticità dimpiego,
si consiglia di utilizzare UREA 46% o NITRATO-AMMONICO 26-27% o 33-34%. Lurea
sarebbe preferibile utilizzarla in pre-semina interrata, al fine di evitare possibili
perdite per volatilizzazione, mentre il nitrato ammonico può essere impiegato
sia in pre-semina che in copertura.
CONCLUSIONI
Con questa breve illustrazione, ritengo di aver evidenziato la possibilità
di orientare più correttamente gli apporti fertilizzanti per la barbabietola
da zucchero, seguendo un percorso operativo relativamente semplice.
Lapplicazione di tali criteri è particolarmente necessaria nelle
aziende che evidenziano scarso PSD ed elevati livelli di alfa-N, che come riportato
in fig. 2 hanno rappresentato nel 1999 nel campione esaminato, rispettivamente
l11% e il 17,7%. Credo che una maggior diffusione delle tecniche di concimazione
guidata, porterebbe a migliorare la produzione, la qualità, i costi e
limpatto ambientale.
Per tali motivi queste nuove tecniche andrebbero maggiormente promosse e divulgate,
informando gli agricoltori, indicando e/o sviluppando strutture nelle varie
zone bieticole in grado di effettuare le analisi e interpretare i risultati.
Maggiore sviluppo dellapparato fogliare in parcella di bietole concimata
con 120 Kg/Ha di azoto a confronto con parcella concimata con 40 Kg/Ha.
FIG.
6 VALORI DI AZOTO FOGLIARE E APPORTI AZOTATI CONSIGLIATI IN
COPERTURA
AZOTO
FOGLIARE (*)
(met. Kjeldhal)
(
s.s. )
APPORTI
AZOTATI
COPERTURA
( Kg/Ha)
<
35
60
- 75
35
- 40
45
- 60
41
- 45
30
- 45
46
- 50
15
- 30
>
50
0
- 15
(*)
Valori rilevati allo stadio di 4-6 foglie vere