STATUTO

TITOLO

COSTITUZIONE DURATA FINALITA’

Articolo 1

E’ costituita, con sede in Ferrara, Via Renato Hirsch, 19, una Associazione denominata “ASSOCIAZIONE BIETICOLTORI ITALIANI” “A.B.I.” in sigla, Associazione di categoria che tutela gli interessi dei produttori bieticoli e dei produttori agricoli.

L’Associazione svolge la propria attività su tutto il territorio nazionale e con delibera del Consiglio Direttivo può aprire sedi staccate, uffici periferici, recapiti.

Articolo 2

L’Associazione avrà durata fino al 31 (trentuno) Dicembre 2050 (duemilacinquanta) salvo proroga deliberata dall’Assemblea.

Articolo 3

L’Associazione può partecipare ad altri organismi o società che si propongono finalità che possano concorrere, direttamente o strumentalmente, al raggiungimento dell’oggetto statutario e degli obiettivi della politica agricola  nazionale e dell’Unione Europea.

Articolo 4

L’Associazione, senza fine di lucro, ha per oggetto la valorizzazione tecnico - economica della produzione agricola delle aziende dei singoli Soci e la tutela del mercato del prodotto, in armonia con le direttive nazionali e della politica agricola dell’Unione Europea, nonché l’assistenza ai Soci stessi per il migliore sviluppo delle produzioni  ed il più conveniente collocamento del prodotto.

Nell’ambito dei suoi fini istituzionali, l’Associazione provvede:

1)    a rappresentare i produttori associati nei confronti della pubblica amministrazione e degli enti pubblici. Ai fini di tale rappresentanza, il mandato è insito nel rapporto di associazione e si intende conferito allo scopo di coordinare la libera iniziativa dei produttori, garantita dalla Costituzione della Repubblica, con le iniziative pubbliche, anche mediante democratico apporto alla formazione dei programmi di intervento.

2)    a rappresentare e assistere i produttori associati nei rapporti con organizzazioni ed Enti privati che hanno oggetto affine a quello dell’Associazione od utile al raggiungimento all’esercizio dei compiti di intervento sul mercato derivanti dall’entrata in vigore dei regolamenti comunitari che interessano il prodotto;

3)    promuovere studi particolari sui problemi della cooperazione in tutte le sue forme attuali e di studiare le prospettive future;

4)    istituire corsi per dirigenti di cooperative al fine di mantenere un costante aggiornamento sulle più moderne tecniche colturali, sulle macchine agricole,sugli indirizzi economici più vantaggiosi in considerazione delle particolari situazioni di giacitura e fertilità dei terreni nonché dell’andamento dei mercati;

5)    a stipulare, anche ai sensi del D lgs. 102 del 27/05/2005, accordi e contratti, di qualsiasi natura, necessari e comunque utili al raggiungimento degli scopi statutari;.

6)    alla vendita in comune di prodotti mediante contratti con l’industria saccarifera che garantiscano al bieticoltore associato la regolarità della consegna, il miglior prezzo consentito dalla vigente disciplina comunitaria e nazionale del settore, le condizioni economiche più favorevoli per il trasporto del prodotto e l’utilizzazione dei sottoprodotti di spettanza del coltivatore;

7)    a promuovere studi, ricerche ed indagini concernenti il miglioramento della tecnica produttiva delle bietole e la soluzione dei problemi per una più redditizia coltivazione delle stesse e per la produzione delle sementi;

8)    a fornire ai Soci assistenza tecnica durante l’intero ciclo produttivo ed in particolare nella difesa fitosanitaria della bietola mediante studi, ricerche e sperimentazioni e conseguenti indirizzi tecnici;

9)    ad assicurare i servizi concernenti il controllo quanti – qualitativo del prodotto nel rapporto con gli strumenti di trasformazione industriale;

10)  a promuovere la meccanizzazione integrale della bieticoltura nelle forme più efficienti e consone alle diverse esigenze dei produttori;

11)  a sviluppare la rilevazione e la divulgazione dei dati per l’utilizzazione delle produzioni e la loro qualità intesa nel significato di livello qualitativo, attribuitole nel mercato Europeo ed Internazionale;

12)  alla deliberazione di regolamenti e di programmi di produzione e di vendita vincolanti per gli associati;

13)  favorire la cooperazione integrale in agricoltura attraverso lo sviluppo dello spirito associazionistico al fine di contribuire al miglioramento dei redditi degli operatori agricoli, anche attraverso la promozione di nuove forme associative; a promuovere la concentrazione dell’offerta e la regolarizzazione dei prezzi;

14)  procurare attraverso la selezione di specifici consulenti la più completa assistenza tecnica, legale, tributaria e commerciale ai soci, al fine di favorire strutture aziendali le più razionali ed efficienti per il raggiungimento dei migliori risultati economici;

15)  promuovere le più opportune iniziative per la tutela dell’origine obbligatoria e della qualità dei prodotti, garantendo un territorio libero da o.g.m., promuovere la costituzione di appositi marchi, suggerire in via strategica ai propri associati l’acquisto, l’affitto e la gestione di terreni e di aziende agricole;

16)  promuovere corsi di formazione per la costruzione di vivai, laboratori per analisi chimiche, fisiche e biologiche, campi sperimentali, riprodurre sementi elette, allevare e selezionare bestiame di razze pregiate;

17)  promuovere corsi di formazione per la costruzione e la gestione di impianti per la conservazione, la lavorazione, la manipolazione e la trasformazione dei prodotti agricoli conferiti dai soci e la vendita dei prodotti stessi;

18)  promuovere corsi di formazione per la realizzazione e la gestione di impianti per la produzione di energie ecocompatibili  attraverso l’utilizzazione dei prodotti agricoli e loro derivati;

19)  stipulare specifiche convenzioni per favorire la vendita dei prodotti agricoli dei soci produttori anche trasformati, lavorati e confezionati, nei mercati interni ed esteri, con la gestione di stands, magazzini consortili, supermercati e banchi di vendita al minuto fissi e mobili;

20)  stipulare specifiche convenzioni con enti, consorzi e società di assicurazioni;

21)  stipulare specifici accordi con enti, consorzi e società per la fornitura ai soci e non soci di macchine agricole, di attrezzi, di merci ad uso agrario e, in genere, di materie utili all’esercizio dell’agricoltura;

22)  l’Associazione potrà compiere tutti gli atti e negozi giuridici necessari o utili alla realizzazone degli scopi social, ivi compresa la costituzione di fondi per lo sviluppo tecnologico o per la ristrutturazione o per il potenziamento aziendale, ai sensi della Legge 31/01/1992 n. 59 ed eventuali norme modificative ed integrative,; potrà, inoltre, assumere partecipazioni in altre imprese a scopo di stabile investimento e non di collocamento sul mercato. In ogni caso nel rispetto dello scopo associativo e mutualistico e senza lo svolgimento di alcuna attività commerciale.

L’Associazione per il conseguimento dell’oggetto sociale può con deliberazione del Consiglio Direttivo aderire o costituire enti o società che svolgono attività complementare o affine.

TITOLO II

ASSOCIATI

Articolo 5

Possono far parte dell’Associazione i coltivatori diretti, gli imprenditori agricoli, assegnatari, mezzadri, usufruttuari, beneficiari semprechè non abbiano interessi contrastanti con quelli dell’Associazione stessa.

Possono essere soci: Società di persone e di capitale, Cooperative e loro Consorzi, altri Enti associativi costituiti da produttori agricoli.

Non possono far parte dell’Associazione:

a)                coloro che svolgono attività concorrenti o contrastanti con gli scopi e gli interessi della Associazione.

b)                i produttori singoli che facciano parte di cooperative o altre forme associative aderenti all'associazione stessa o ad altre del medesimo settore nello stesso territorio.

c)                 i produttori che partecipano ad altre associazioni operanti nello stesso settore e nel medesimo territorio.

Articolo 6

L’aspirante associato deve presentare domanda di iscrizione diretta al Consiglio Direttivo presso la sede dell’Associazione o ai suoi uffici periferici.

La domanda, da redigersi sull’apposito modulo, deve contenere i seguenti dati:

a)    cognome, nome, luogo e data di nascita, domicilio.

b)    ubicazione ed estensione dei terreni, con l’indicazione del piano colturale, nonché il titolo in virtù del quale i terreni stessi sono condotti.

c)    le quantità prodotte per singola coltura.

Se la domanda è proposta da persona giuridica, deve altresì indicare:

d)    la ragione sociale, o la denominazione e la sede.

e)    Il legale rappresentante.

f)     il provvedimento dell’organo competente a deliberare la proposizione della domanda e l’assunzione delle obbligazioni conseguenti all’eventuale accoglimento nonché allegare copia autentica dell’atto costitutivo e dello Statuto.

g)    l’elenco dei soci, corredato, per ogni singolo Socio, delle indicazioni di cui alle lettere a)b)c)d).

Il Consiglio Direttivo ha la facoltà di chiedere all’aspirante associato ulteriori informazioni e l’esibizione dei documenti  comprovanti la legittimità della domanda, nonché il possesso dei titoli e dei requisiti dichiarati.

Le domande di iscrizione sono annotate su apposito registro tenuto dalla Associazione.

Articolo 7

Il consiglio Direttivo decide sulle domande di ammissione dandone comunicazione all’interessato entro 15 giorni dalla deliberazione.

Contro la deliberazione del Consiglio Direttivo è ammesso ricorso al Collegio dei Probiviri entro 30 giorni dal ricevimento della predetta comunicazione.

Articolo 8

L’associato è tenuto a corrispondere all’Associazione a titolo di quota associativa una somma annualmente determinata dal Consiglio Direttivo, e per la coltura della bietola una quota calcolata in percentuale sul valore della produzione.

Articolo 9

Il nuovo associato deve versare la quota di ammissione entro un mese dalla comunicazione del provvedimento di ammissione come deliberato dal Consiglio Direttivo.

Le somme versate a titolo di quota di ammissione non sono ripetibili e formeranno il fondo ammissione soci.

Articolo 10

Al socio che non adempie le obbligazioni assunte sono applicabili, indipendentemente dalle azioni di responsabilità per i danni recati all’Associazione, le seguenti sanzioni:

a)    ammenda.

b)    sospensione a tempo determinato dai benefici dell’appartenenza all’Associazione, fermi gli obblighi assunti.

c)    espulsione.

Le sanzioni sono deliberate dal Consiglio Direttivo.

Avverso il provvedimento che infligge la sanzione è dato ricorso al giudizio degli arbitri a norma dell’art. 29.

Articolo 11

E’ escluso l’associato:

a)    che non è in grado di concorrere al raggiungimento delle finalità dell’Associazione;

b)    che reca danno morale o materiale all’Associazione;

c)    che abbia interessi contrastanti con quelli dell’Associazione.

Avverso il provvedimento di esclusione, è dato ricorso al giudizio degli arbitri all’art. 29 entro il termine perentorio di 30 giorni dalla data di comunicazione.

Articolo 12

Il recesso è consentito all’Associato:

a)    nel caso di dissenso dalle modifiche dei fini istituzionali;

b)    per cessazione dell’attività di produttore agricolo;

c)    per recesso volontario da comunicare con lettera raccomandata.

Sulla domanda di recesso delibera il Consiglio Direttivo entro 30 giorni dalla data di ricevimento della domanda stessa.

TITOLO III°

ORGANI DELL’ASSOCIAZIONE

Articolo 13

Gli organi dell’Associazione sono:

-         -         l’Assemblea

-         -         il Consiglio Direttivo;

-         -         il Presidente;

-         -         il Collegio dei Revisori dei Conti;

-         -         il Collegio dei Probiviri.

Articolo 14

L’Assemblea è convocata dal Presidente, previa deliberazione del Consiglio Direttivo, mediante avviso affisso nella sede dell’Associazione e mediante l’invio a tutti i Soci, almeno 8 giorni prima, di un periodico nel quale è pubblicato l’avviso di convocazione, almeno una volta all’anno entro 6 mesi dalla fine dell’esercizio sociale e comunque ogni volta che sarà considerato necessario.

L’Assemblea dovrà altresì essere convocata tutte le volte che ne facciano richiesta, con forma scritta contenente gli argomenti da trattare, il Collegio dei Revisori o un numero di Soci che rappresenti un decimo degli associati (vedi art. 20 c.c.).

La convocazione dovrà avvenire con le formalità previste dal presente articolo entro 30 giorni dal ricevimento della richiesta.

L’assemblea può essere convocata in qualsiasi parte del territorio nazionale.

Per le cooperative e le Associazioni aderenti si richiama il disposto dell’art. 2 punto 2 della Legge 674 del 20/10/1978.

Articolo 15

L’assemblea è costituita dagli associati ammessi da almeno tre mesi ed in regola con il pagamento delle quote associative.

Il voto è attribuito ai singoli associati per una unità su base capitaria.

Articolo 16

Il Consiglio Direttivo può deliberare che l’Assemblea degli associati sia preceduta da Assemblee parziali, quando sussistano ragioni di ampiezza del territorio e quando il numero dei soci sia superiore a 300.

Il Consiglio Direttivo deve convocare le assemblee parziali quando ne facciano richiesta il numero dei soci che rappresentino almeno il 20% dei voti.

Le Assemblee parziali sono convocate, con le forme prescritte dall’art. 14, in un’unica convocazione e sono valide qualunque sia il numero dei presenti e dei rappresentati.

Le Assemblee parziali non hanno alcun potere deliberativo e possono avere all’ordine del giorno solamente l’elezione dei delegati all’Assemblea generale sia ordinaria che straordinaria.

Le Assemblee parziali, presiedute dal Presidente o dal suo delegato, eleggono un delegato per ogni 100 soci appartenenti alla zona così come indicato nell’avviso di convocazione.

Nessuno può essere portatore di più di una delega. Se il numero degli associati non è esatto multiplo di 100, ed il resto supera 50, viene eletto un delegato anche per questo resto.

Articolo 17

Nel caso previsto dall’art. 16, l’Assemblea degli associati è composta dai delegati eletti nelle Assemblee parziali.

Articolo 18

L’Assemblea è valida in prima convocazione quando siano rappresentati almeno la metà più uno degli associati.

In seconda convocazione è valida qualunque sia il numero dei presenti o dei rappresentati.

L’Assemblea delibera a maggioranza assoluta di voti degli associati presenti o rappresentati in caso di modifiche riguardanti lo Statuto per le quali è richiesta la presenza di un Notaio che redigerà il verbale.

Articolo 19

E’ di competenza dell’Assemblea:

a)    approvare i bilanci preventivi, e i rendiconti e la relazione annuale predisposti dal Consiglio Direttivo.

b)    nominare i membri del Consiglio Direttivo, del Collegio dei Revisori dei Conti e del Collegio dei Probiviri.

c)    deliberare le generali direttive di azione per il conseguimento delle finalità.

d)    deliberare la costituzione di fondi di intervento alimentati da contributi degli associati e di Enti pubblici e privati, Nazionali ed Esteri.

e)    deliberare, con verbale redatto da Notaio, eventuali modifiche dello Statuto secondo le modalità previste dall’ art. 18.

f)     approvare i regolamenti interni.

Articolo 20

Il Consiglio Direttivo è composto da sette a tredici membri scelti fra gli associati.

Il Consiglio Direttivo elegge il Presidente e il Vice - Presidente, fino ad un massimo di due, scegliendoli fra i suoi membri.

Il Consiglio resta in carica quattro anni e i suoi membri sono rieleggibili.

Decade dall’incarico il Consigliere che non partecipa per tre sedute consecutive alle riunioni del Consiglio Direttivo.

Se nel corso dell’esercizio vengono a mancare uno o più membri, il Consiglio Direttivo provvede a sostituirli con conseguente ratifica da parte dell’Assemblea,ed i membri così nominati restano in carica fino alla fine del mandato.

Articolo 21

E’ di competenza del Consiglio Direttivo:

a)    provvedere alla formulazione delle proposte da sottoporre all’Assemblea degli Associati e curare le esecuzioni delle deliberazioni da essa adottate;

b)    deliberare la convocazione dell’Assemblea;

c)    deliberare la convocazione delle Assemblee parziali;

d)    deliberare sulle domande di ammissione dei Soci e delle relative quote , sulle quote associative annuali, oltre a quanto previsto dall’art. 10 del presente Statuto, nonché sulle domande di recesso e sui casi di esclusione.

e)    deliberare il regolamento dei servizi;

f)     predisporre i Bilanci preventivi, i rendiconti e la relazione annuale da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea;

g)    determinare le modalità di gestione dei fondi di intervento di cui all’art. 19 lettera d);

h)    deliberare l’adesione ad Unioni Regionali o Nazionali oppure ad Organismi anche Internazionali.

i)     nominare un comitato esecutivo avente i seguenti compiti:

1)    nominare il Direttore Generale dell’Associazione;

2)    deliberare sulle eventuali azioni giudiziarie sia attive che passive;

3)    deliberare sulle materie di cui al punto 6) del precedente art. 4;

4)    determinare le modalità di gestione dei fondi di intervento di cui all’art. 19 lettera d);

5)    deliberare l’adesione ad Unioni Regionali o Nazionali oppure ad Organismi anche internazionali.

Il Consiglio Direttivo può delegare i propri poteri, per singoli atti e categorie di atti, al Comitato Esecutivo.

Il Comitato Esecutivo è composto dal Presidente e dai 2 Vice Presidenti, in caso che vi sia un solo Vice-Presidente da un consigliere formalmente nominato. Il Direttore Generale partecipa al lavori del Consiglio Direttivo e del Comitato Esecutivo con voto consultivo svolgendo contemporaneamente le funzioni di Segretario.

Il Consiglio Direttivo, inoltre, ha tutti i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione non espressamente riservati o attribuiti all’Assemblea

Articolo 22

Il Consiglio Direttivo  è convocato a mezzo avvisi scritti, da recapitare almeno cinque giorni prima della riunione ovvero tre giorni prima in caso di urgenza.

Per la validità delle adunanze del Consiglio Direttivo è necessaria la presenza della maggioranza dei membri in carica.

Il Consiglio delibera con il voto favorevole del 50% più uno dei presenti.

Articolo 23

Il Presidente, rappresenta l’Associazione anche in giudizio; nel caso di assenza o di impedimento, è sostituito dal Vice – Presidente delegato.

Al Presidente, ed eventualmente, ai Vice – Presidenti, compete un’indennità di carica da determinarsi dal Consiglio Direttivo.

Il Presidente dura in carica quattro anni ed è rieleggibile.

Il Presidente presiede l’Assemblea, il Consiglio Direttivo ed il Comitato Esecutivo. Ha la firma sociale  e la rappresentanza legale dell’Associazione. Egli può rilasciare mandati generali e speciali.

Il Presidente cessa dalla carica esclusivamente nel caso di dimissioni, sopravvenuta incompatibilità ai sensi del presente Statuto.

In caso di dimissioni, impedimento o cessazione a qualsiasi titolo del Presidente, l’incarico viene assunto dal Vice-Presidente più anziano che ne assume le funzioni.

Articolo 24

Il Collegio dei Revisori dei Conti è costituito da tre membri effettivi e da due supplenti scelti anche fra estranei all’Associazione.

I Revisori dei Conti durano in carica quattro anni e sono rieleggibili.

Articolo 25

Il Collegio dei Probiviri è costituito da tre membri scelti fra i non associati, i quali nominano nel loro seno il Presidente.

I Probiviri durano in carica quattro anni e sono rieleggibili.

TITOLO IV°

PATRIMONIO – ENTRATE DELL’ASSOCIAZIONE

RENDICONTI

Articolo 26

Il patrimonio dell’Associazione è costituito:

a)    dal fondo ammissione soci.

b)    dai beni immobili e dai valori che per acquisti, lasciti, donazioni, o comunque, sono o vengono in proprietà dell’Associazione.

c)    dalle somme che in sede di approvazione del rendiconto annuale l’Assemblea, su proposta del Consiglio Direttivo, destina a fondo patrimoniale.

d)    dalle somme che in sede di approvazione del rendiconto annuale l’assemblea, su proposta del Consiglio Direttivo, destina a speciali accantonamenti.

e)    dal fondo riserva formato dagli avanzi di gestione.

L’inventario del patrimonio sociale deve essere redatto e tenuto secondo le norme stabilite dal regolamento dei servizi.

Articolo 27

Le entrate dell’Associazione sono costituite:

a)    dalle quote di ammissione;

b)    dall’ammontare delle quote associative che gli associati devono all’Associazione nella misura annualmente stabilita dal Consiglio Direttivo;

c)    dalle rendite patrimoniali;

d)    dagli eventuali contributi di Enti pubblici e privati, Nazionali od Esteri.

Articolo 28

L’esercizio sociale dell’Associazione si chiude il 31 (trentuno) dicembre di ciascun anno.

Entro sei mesi dalla chiusura di ciascun esercizio il Consiglio Direttivo sottopone all’Assemblea il relativo rendiconto e le sue proposte concernenti gli eventuali avanzi o disavanzi, nonché il bilancio di previsione delle entrate e delle spese per l’esercizio iniziato il 1° (primo) Gennaio.

TITOLO

GIUDIZIO ARBITRALE

Articolo 29

Le controversie fra gli associati e tra questi e l’Associazione così durante il rapporto di associazione come al suo termine, quale che sia la loro natura, tecnica, amministrativa o giuridica, sono deferite al giudizio dei Probiviri.

Il termine perentorio per ricorrere al giudizio dei Probiviri quando non diversamente fissato, è di trenta giorni dalla data di conoscenza del provvedimento che forma oggetto di gravame.

Il giudizio dei Probiviri è inappellabile.

TITOLO VI°

DISPOSIZIONI FINALI

Articolo 30

Per tutto quanto non è previsto dal presente Statuto si fa riferimento al regolamento del Consiglio della Comunità Europea del 19 giugno 1978 n. 1360 e dalla Legge 20 ottobre 1978 n.  674 sulle Associazioni dei Produttori nonché ai principi generali del diritto.