La bietola marittima

 

Enrico Biancardi e Piergiorgio Stevanato

 

La bietola marittima è una pianta selvatica diffusa soprattutto lungo le coste del Mediterraneo. Grazie all'elevata resistenza alla salsedine, vegeta spesso sugli argini vicino al mare, talora in condizioni proibitive per le altre piante. In alcune località, c'è ancora la consuetudine di raccogliere le foglie giovani dal gusto simile allo spinacio. Lo stesso faceva l'uomo preistorico, che circa 12.000 anni fa iniziò a seminare la pianta, adattandola alle proprie necessità e differendola sempre più nettamente dalla specie selvatica.

La bietola marittima ha un grande interesse scientifico per essere stata sia la progenitrice di tutte le bietole coltivate, sia per essere una fonte di caratteristiche importanti, come le resistenze alla cercospora e alla rizomania. E' tuttora in pieno sviluppo la ricerca di proprietà utili da trasferire alla bietola da zucchero. Nell'ambito di alcuni programmi di salvaguardia e conservazione della biodiversità, altrettanto interesse è dedicato al rilevamento dei siti dove la bietola marittima è presente, alla valutazione delle caratteristiche genetiche, alla raccolta e alla conservazione del seme nelle banche del germoplasma.

In Italia, la bietola marittima ha una certa diffusione lungo le coste dell'Alto Adriatico. Da piante qui raccolte sono state ricavate le resistenze genetiche appena ricordate. E' stata inoltre segnalata in Abruzzo, Calabria, Sicilia, Sardegna ed è probabile che sia presente in altre regioni per il momento non esplorate. Fino a pochi anni fa, la pianta era considerata una pericolosa fonte d'inquinamento delle coltivazioni di bietola da seme presenti nelle province di Ferrara e Ravenna. Infatti, la specie selvatica è in grado di trasmettere attraverso il polline diversi caratteri dannosi, come la tendenza alla prefioritura. E' stata quindi eliminata su vaste aree, come le saline di Cervia. Ora occorre fare il contrario, soprattutto nell'ipotesi che diventi possibile la coltivazione della bietola transgenica. In questo caso, la migrazione di geni modificati causata dal polline potrebbe provocare gravi danni alla specie selvatica.

E' stata disegnata una mappa delle diverse popolazioni nel tratto di costa che va da Trieste ad Ancona e sono state svolte analisi della loro struttura genetica. Si è visto che la pianta preferisce ambienti naturali, poco o per nulla antropizzati. Forse a causa della continua espansione delle attrezzature turistiche, il numero di piante di bietola marittima si sta riducendo in diverse località. Per la salvaguardia di un ingente patrimonio genetico, è quindi indispensabile non solo che la specie sia inclusa nell'elenco delle piante protette, ma anche siano avviati appropriati programmi di difesa.