La resistenza ad erbicidi totali (glifosate, glufosinate-ammonio
ecc.) è probabilmente la più vicina all'impiego su larga scala. Inoltre, sono in corso di verifica diverse varietà
GM dotate di resistenza al virus della rizomania e al nematode Heterodera schachtii. Per quanto riguarda la resistenza agli erbicidi, le biotecnologie
hanno permesso di trasferire il gene che codifica la resistenza al glifosate
(Roundup), un erbicida ad ampio spettro d'azione e a basso impatto ambientale.
L'utilizzo di un solo principio attivo per gli interventi in post-emergenza
offre diversi vantaggi, in quanto consente il controllo della flora infestante
nel momento in cui diventa dannosa. Un altro non trascurabile vantaggio
è dato dalla possibilità di eliminare malerbe altrimenti molto difficili,
come le bietole annuali o, per il mais, il giavone e la sorghetta. La rizomania è tra le malattie più dannose per la bietola.
Oltre alle due resistenze più usate ("Holly" e "Rizor"),
altre forme ne sono state isolate dalla bietola marittima (Beta vulgaris
subsp. maritima). Le biotecnologie,
data anche la semplice struttura genetica del carattere, potrebbero avere
un ruolo importante nel riunire più tipi di resistenza nella stessa varietà. Il
nematode Heterodera schachtii provoca sensibili
perdite produttive alla bieticoltura di molti paesi. Il controllo dell'infestazione
con geodisinfestanti comporta costi insostenibili e notevoli danni ambientali.
Anche in questo caso, i progressi risolutivi nella lotta al parassita
saranno possibili con il miglioramento genetico. I geni della resistenza
sono stati individuati in alcune bietole selvatiche (Beta procumbens e Beta patellaris).
Sono state costituite alcune varietà resistenti, che iniziano a dare risultati
soddisfacenti nelle prove di campo.
Per
accennare agli ipotizzati effetti nocivi della bietola GM sull'uomo, occorre
premettere che lo zucchero raffinato possiede un elevato grado di purezza
e che, nello stesso prodotto, è da escludere la presenza di quantità potenzialmente
nocive di proteine modificate, tossine, allergeni ecc. Per quanto riguarda
l'ambiente, la coltivazione di bietola GM potrà dare origine a problemi
di diffusione di geni modificati. Ciò deriva dal sistema riproduttivo
a fecondazione anemofila, dall'elevata emissione di polline e dalla diffusione
di specie selvatiche interfeconde, come la bietola marittima, in vicinanza
delle coltivazioni da seme. Anche la coltura da zucchero è in grado di
produrre polline attraverso lo sviluppo accidentale di bietole che fioriscono
nel primo anno. Si possono quindi verificare diverse occasioni d'incrocio,
che potrebbero portare alla formazione di popolazioni di bietole malerbe
con dinamiche evolutive di difficile previsione. Finora poco si è fatto
per studiare le conseguenze della diffusione di polline GM nelle specie
selvatiche, importanti riserve di biodiversità e di caratteristiche utili
per le varietà coltivate. Altre riserve sull'utilizzo di bietole GM nascono
dai rischi d'inquinamento delle moltiplicazioni di seme normale, per le
quali l'Italia detiene posizioni d'importanza mondiale.
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