2. Breve
descrizione del metodo analitico
3.2 Dati
relativi al Mercato Mondiale (Paesi terzi)
4. FATTORI
DETERMINANTI E CONSEGUENTI SCENARI DI RIFERIMENTO
4.1 Principali fattori
determinanti
5. EFFETTI
SUI SETTORI INTERESSATI
5.1 Opzione
1: Riduzione delle quote
5.1.1 Descrizione della misura e sua applicazione
5.1.2 Effetti sul mercato UE e sui mercati internazionali
5.1.3 Effetti complessivi sui settori UE interessati
5.1.4 Effetti sulla distribuzione regionale della produzione della barbabietola
da zucchero nella UE
5.1.5 Effetti sulla singola azienda agricola
5.1.6 Effetti sull’industria della trasformazione e
sull’industria della raffinazione
5.1.7 Effetti sull’occupazione
5.1.8 Effetti sui Paesi terzi e sui Territori d’Oltremare
5.2 Opzione
2: Taglio al sostegno dei prezzi
5.2.1 Descrizione
della misura e sua applicazione
5.2.2 Effetti sul
mercato UE e sui mercati internazionali
5.2.3 Effetti
complessivi sui settori UE interessati
5.2.4 Effetti sulla
distribuzione regionale della produzione della barbabietola da zucchero nella
UE
5.2.5 Effetti sulla
singola azienda agricola
5.2.6 Effetti
sull’industria della trasformazione e sull’industria della raffinazione
5.2.7 Effetti
sull’occupazione
5.2.8 Effetti sui
Paesi terzi e sui Territori d’Oltremare
5.3 Opzione 3: Taglio al sostegno dei prezzi con
compensazione parziale
5.3.1 Descrizione
della misura e sua applicazione
5.3.2 Effetti sul
mercato UE e sui mercati internazionali
5.3.3 Effetti
complessivi sui settori UE interessati
5.3.4 Effetti sulla
distribuzione regionale della produzione della barbabietola da zucchero nella
UE
5.3.5 Effetti sulla
singola azienda agricola
5.3.6 Effetti
sull’industria della trasformazione e sull’industria della raffinazione
5.3.7 Effetti
sull’occupazione
5.3.8 Effetti sui
Paesi terzi e sui Territori d’Oltremare
5.4.1 Descrizione
della misura e sua applicazione
5.4.2 Effetti sul
mercato UE e sui mercati internazionali
5.4.3 Effetti
complessivi sui settori UE interessati
5.4.4 Effetti sulla
distribuzione regionale della produzione della barbabietola da zucchero nella
UE
5.4.5 Effetti sulla
singola azienda agricola
5.4.6 Effetti
sull’industria della trasformazione e sull’industria della raffinazione
5.4.7 Effetti
sull’occupazione
5.4.8 Effetti sui
Paesi terzi e sui Territori d’Oltremare
5.5 Opzione
5: Progressiva eliminazione delle quote, associata a compensazione parziale
5.5.1 Descrizione della
misura e sua applicazione
5.5.2 Effetti sul
mercato UE e sui mercati internazionali
5.5.3 Effetti
complessivi sui settori UE interessati
5.5.4 Effetti sulla
distribuzione regionale della produzione della barbabietola da zucchero nella
UE
5.5.5 Effetti sulla
singola azienda agricola
5.5.6 Effetti
sull’industria della trasformazione e sull’industria della raffinazione
5.5.7 Effetti
sull’occupazione
5.5.8 Effetti sui
Paesi terzi e sui Territori d’Oltremare
5.6 Opzione 6:
liberalizzazione totale del mercato saccarifero
5.6.1 Descrizione
della misura e sua applicazione
5.6.2 Effetti sul
mercato UE e sui mercati internazionali
5.6.3 Effetti
complessivi sui settori UE interessati
5.6.4 Effetti sulla
distribuzione regionale della produzione della barbabietola da zucchero nella
UE
5.6.5 Effetti sulla
singola azienda agricola
5.6.6 Effetti
sull’industria della trasformazione e sull’industria della raffinazione
5.6.7 Effetti
sull’occupazione
5.6.8 Effetti sui
Paesi terzi e sui Territori d’Oltremare
6. CONFRONTO GENERALE E CONCLUSIONI PROVVISORIE
Il documento che segue è la traduzione italiana del documento denominato Final
report ‑ Study to assess the impact of future options for the future reform
of the sugar common market organisation, preparato nel febbraio 2003
dall’istituto di ricerca tedesco EuroCARE.
La traduzione del testo in italiano ha presentato alcuni problemi, in
certi casi di ordine tecnico – per esempio dovuti alla difficoltà a rendere
l’espressione inglese con un’espressione italiana adeguata ‑, ed in altri
casi di ordine logico ‑ dovuti invece alla difficoltà di comprensione del
senso stesso della frase. In entrambi i casi si è fornita una traduzione
strettamente letterale e, per sottolineare la provvisorietà della traduzione,
essa è stata evidenziata in colore giallo. Talvolta, in nota, si è fornita una
breve spiegazione del problema riscontrato.
Inoltre, per rendere più agevole la lettura, in alcuni casi sono state
fatte delle integrazioni, che sono traduzioni di parti degli Allegati I e II.
Ove questo è avvenuto, si è provveduto a segnalarlo in nota.
In ogni caso tutti gli interventi del traduttore sul
testo italiano, che non hanno corrispondenza col testo inglese, sono stati
riportati nelle note con l’indicazione NdT (Nota del Traduttore).
Infine, per evitare di appesantire la lettura, si è pensato di non
tradurre l’espressione inglese welfare. Il lettore deve tuttavia essere
avvertito del fatto che, nel linguaggio dell’economia politica, tale termine
non ha la stessa valenza che gli è attribuita invece nel linguaggio politico.
Nel contesto dello studio in oggetto il termine welfare deve essere
inteso nel senso di “benessere economico dei settori interessati”o di “utilità totale
per i settori interessati”.
Nel Novembre 2001 EuroCARE è stato incaricato di
fornire alla Direzione Generale per l’Agricoltura della Commissione UE le
analisi quantitative relative agli effetti di diverse opzioni per la futura
riforma dell’Organizzazione Comune di Mercato (OCM) dello zucchero. I risultati
di tali analisi dovrebbero costituire le basi analitiche per la preparazione
della proposta della Commissione UE per la futura riforma dell’OCM zucchero.
Il presente studio ha lo scopo di quantificare gli
effetti che sei opzioni di riforma, delineate dalla Commissione UE, potrebbero
avere nei confronti dei settori interessati della UE ed in altre zone del
mondo. Come riportato nel memorandum esplicativo della Commissione al
Consiglio, “il regime attuale e qualunque cambiamento ad esso introdotto
dovranno essere attentamente esaminati in termini di effetti provocati tanto
sul settore che sulle colture concorrenti, sul sostegno all’industria,
sull’occupazione, sui consumatori, sulle Regioni più Lontane, sui Paesi Meno Avanzati e sui
Paesi in Via di Sviluppo, mediante anche un confronto complessivo
costi/benefici”.
Come stabilito dalla Commissione UE, il presente
studio valuterà le sei opzioni di riforma sulla base di una modellizzazione,
sia in termini assoluti, che in relazione allo scenario di riferimento. Tali
opzioni dovrebbero essere applicate al mercato dal 2006/07 in avanti, per un
periodo temporale di medio termine (5 anni).
Lo scenario di riferimento su cui si basa la
modellizzazione è dato dal sistema così come riformato dal Regolamento
n.1260/2001. Tale scenario tiene in considerazione le disposizioni
preferenziali contenute nell’Accordo di Partnership ACT-EC, l’Accordo con l’India
e le agevolazioni tariffarie applicate ai Paesi Meno Avanzati (PMA). Le opzioni
sono, in breve, le seguenti:
Opzione 1: Riduzione delle Quote
Progressiva riduzione delle quote, al
fine di rimuovere gradualmente i contributi all’esportazione e al fine di
offrire opportunità di mercato a partner commerciali.
Opzione 2: Taglio al sostegno dei prezzi
Taglio al sostegno dei prezzi, al fine
di rimuovere gradualmente i contributi all’esportazione e al fine di offrire
opportunità di mercato a partner commerciali.
Opzione 3: “Come da Agenda 2000”
Taglio al sostegno dei prezzi, con
compensazione parziale collegata alle quote.
Opzione 4: Combinazione della riduzione delle quote e del taglio al
sostegno dei prezzi, con compensazione parziale
Combinazione delle Opzioni 1 e 2, con
una parziale compensazione.
Opzione 5: Soppressione delle quote, associata a compensazione parziale
Inserimento della barbabietola da
zucchero nel sistema “colture arabili”, compresa la misura di “set aside”
obbligatorio, con soppressione delle quote, taglio al sostegno dei prezzi e
compensazione parziale[1].
Opzione 6: Totale liberalizzazione del settore saccarifero
Assenza di qualunque intervento
comunitario.
La complessa natura dell’analisi degli effetti che ci
è stata commissionata, preclude in modo pressoché totale la possibilità di
studiare gli aspetti rilevanti della questione attraverso l’uso di un unico
strumento analitico. Di conseguenza il presente studio si fonda sull’uso
coordinato e complementare di diversi strumenti economici quantitativi,
ciascuno adatto ad uno specifico livello di analisi. In generale l’analisi
svolta segue un approccio “dall’alto in basso ”, e cioè dal contesto globale a
quello della singola azienda, seppure con qualche incursione in senso
contrario.
Per rappresentare il contesto globale,
la presente analisi fa uso del Modello di Simulazione del Commercio Mondiale
dell’Agricoltura (WATSIM), strumento capace di simulare gli effetti
provocati dalle opzioni di riforma sui Paesi terzi e sul livello del prezzo
internazionale.
WATSIM è un
modello basato sui flussi commerciali, che considera la totalità della
produzione e del commercio mondiali dello zucchero e 11 macro-regioni del
mondo. Tale composizione geografica di WATSIM è stata scelta per soddisfare le
esigenze del presente studio.
Nel modello
inoltre, beni di differente origine geografica sono considerati sostituti
imperfetti, che rispondono in maniera omogenea a cambiamenti di rapporto dei
prezzi.
Per analizzare
gli effetti che l’accordo EBA provocherà sulla UE e sui Paesi che ne
beneficiano, è stato necessario trasformare WATSIM da modello originariamente
progettato per rappresentare i flussi commerciali del “mercato mondiale”, in
modello capace di rappresentare gli effetti di politiche commerciali
bilaterali.
Le clausole di
accesso minimo garantito ai mercati nazionali, negoziate nel corso dell’Uruguay
Round, sono spesso attuate dai Paesi Industrializzati sotto forma di Quote di
Accesso a Tariffa Ridotta (TRQ). Per analizzare i problemi relativi alle
concessioni commerciali bilaterali per l’accesso ai mercati, WATSIM è in grado
di gestire TRQ di specifiche regioni.
Altre
importanti politiche commerciali prevedono prezzi d’intervento, che in WATSIM
sono modellati come prezzi minimi. Il regime dei prezzi d’intervento è
rappresentato mediante imposte flessibili che simulano misure di salvaguardia
e, soprattutto, mediante restituzioni all’esportazione[2].
Seppure ben equipaggiato per analizzare
le politiche commerciali, il modello WATSIM non è in grado di gestire
opportunamente il settore saccarifero della UE e l’Organizzazione Comune di
Mercato (OCM). Per procedere all’analisi di tali livelli di indagine, è perciò
necessario usare il Modello di Simulazione della Politica Agricola
Comune (CAPSIM). Tale modello è in grado di rappresentare il mercato
saccarifero ed i mercati di altri prodotti agricoli nella UE. Grazie alla sua
completa copertura, gli effetti sul reddito possono essere espressi nei termini
della Contabilità Economica dell’Agricoltura (European Accounts of
Agriculture). Oltre agli effetti sul benessere del consumatore ed agli
effetti sul bilancio UE, questo modello consente di valutare anche gli effetti
complessivi sul welfare della UE.
Sia
CAPSIM che WATSIM si basano su funzioni comportamentali che presentano
elasticità specifiche
in accordo con la teoria microeconomica. Per i fattori esogeni, come ad esempio
la produzione, si usano le tendenze. Grazie alla loro natura complementare i
due modelli possono interagire tra loro: WATSIM fornisce a CAPSIM i prezzi del
mercato mondiale ed i flussi delle importazioni lorde, mentre CAPSIM fornisce a
WATSIM i dati relativi all’offerta risultanti dal tipo di quota e dai prezzi
d’intervento dello zucchero. Un’equazione di collegamento dei prezzi fornisce
il legame tra il prezzo dello zucchero e quello delle barbabietole, dati i
prezzi sul mercato mondiale e le regole per la riscossione delle imposte.
I prezzi delle barbabietole da zucchero vengono usati come dati di
partenza per due[3]
tipi di modelli agrari di offerta che si fondano su di una struttura di
ottimizzazione esplicita. Per valutare l’uso dei terreni agricoli e la composizione
del raccolto negli Stati Membri a livello di NUTS 2[4],
il presente studio fa uso di una versione speciale del modello di offerta
basato sull’attività CAPRI (modello per lo studio degli Effetti Regionali della
Politica Agricola Comune). Questa versione è stata appositamente progettata per
rappresentare le caratteristiche del problema decisionale dei bieticoltori,
compresa la natura aleatoria della produzione ed una presunta relazione tra la
futura possibilità di cessione delle quote e l’attuale uso delle quote per
spiegare la presenza della produzione C[5].
Nel modello CAPSIM, i parametri di una funzione che serve a descrivere gli
incentivi alla produzione di barbabietola da zucchero sono stati calibrati per
simulare il comportamento di CAPRI, così da assicurare la verosimiglianza di
questi modelli.
Invece, per rappresentare il contesto individuale, per prevedere
cioè il comportamento della singola azienda agricola che produce barbabietola
da zucchero, questo studio fa uso di modelli semplici di gestione dell’azienda.
I dati così ottenuti possono essere poi aggregati con quelli dell’offerta
regionale e nazionale. Questi modelli comportano essenzialmente il confronto
tra i margini lordi (attesi) della barbabietola da zucchero e quelli di colture
alternative, ed una regola che consenta di decidere verso quali colture più
redditizie spostarsi, in accordo con le restrizioni agricole, presupponendo che
i costi marginali siano costanti fino a concorrenza dei limiti della coltura
successiva. Tale approccio, sebbene semplifichi in maniera considerevole i
termini reali del problema decisionale a livello della singola azienda
agricola, ha tuttavia il pregio di fornire previsioni attendibili, in
particolare quando vengono aggregati i dati relativi a centinaia di aziende del
circuito FADN. Tuttavia la
linearità dei vincoli/limiti e l’esogeneità di tutti i prezzi possono tendere,
entro certi limiti, a gonfiare i risultati previsti nel contesto di un
approccio normativo. In ogni caso, questo tipo di analisi condotta a
livello di singola azienda agricola è l’unico possibile per studiare gli
effetti del commercio delle quote. Inoltre tale analisi assicura che i modelli
con aggregazione maggiore si basino su dati certi (prezzi delle barbabietole
nell’anno base e quote regionali) e consente di effettuare controlli incrociati
sui loro presupposti e risultati.
Infine, esistono alcuni aspetti rilevanti del problema che
non sono facilmente inquadrabili nella struttura dei modelli formali. Perciò
per descrivere la competitività internazionale dell’industria della
trasformazione, le relazioni interprofessionali e il problema specifico dei dolcificanti
si usano in modo flessibile studi speciali. Inoltre si usano studi
speciali per bilanciare la metodologia formale dei modelli su larga scala e per
verificare la loro attendibilità.
Il diagramma di flusso in Figura 2-1 evidenzia i compiti
degli strumenti analitici scelti, ed in particolare la loro interazione nel
presente studio.
Figura 2-1: Interazioni
dei modelli

CAPRI e CAPSIM si basano principalmente su dati EUROSTAT (ZPA1,
COSA e PRAG). Le incoerenze classiche[6]
della base di dati vengono eliminate all’interno di un pre-modulo chiamato COCO
che impone completezza e coerenza[7].
Esso fornisce informazioni sui livelli di attività, sugli equilibri di mercato,
sui prezzi, o sulla produzione a livello nazionale. I dati regionali usati nel
modello CAPRI provengono dal database REGIO di EUROSTAT e sono
poi integrati e resi coerenti con i dati nazionali. Informazioni relative agli
strumenti usati dalla politica agricola, come premi, tassi di set-aside,
o prezzi istituzionali, sono tratti dai regolamenti pubblicati dalla
Commissione.
I modelli per la singola azienda agricola si basano
direttamente su dati FADN, usando informazioni relative all’allocazione delle
colture, ai prezzi di cessione delle quote delle aziende agricole[8],
ai costi di produzione o all’investimento del capitale.
Gli studi speciali relativi all’attività di trasformazione,
ai dolcificanti e alle relazioni inter-professionali si basano sulle
statistiche nazionali, sui dati forniti delle associazioni nazionali
saccarifere e su ricerche specifiche.
Una delle variabili chiave, cioè i prezzi delle barbabietole
da zucchero usati nei modelli, si basa su uno studio condotto tra le industrie
di trasformazione di quasi tutta la UE.
Tutti i modelli si basano anche sulle cosiddette stime e
presupposti esperti. Per quanto riguarda il comparto saccarifero, i più
importanti sono:
- Le aspettative dei coltivatori sulle riduzioni o
aumenti di quote
- Margini di trasformazione costanti
Il database di
WATSIM è costituito di due parti.
A) Database non spaziale (NSDB): il
database non spaziale (NSDB) per il sistema di modellizzazione WATSIM contiene dati
estratti dagli archivi di FAOSTAT, USDA, Banca Mondiale e OECD. Le serie
storiche comprendono gli anni dal 1961 al 1997, con dati aggiuntivi (sebbene
incompleti) per il 1998 e 1999, che consentono di usare il 1999 come anno base
per il modello. La parte più importante del database non-spaziale contiene dati
forniti dalla FAO riguardanti l’utilizzo dei terreni e la produzione regionali,
SUAs (equilibrio tra
offerta e domanda), i prezzi di import/export e il commercio. Anche gli
indici di crescita della popolazione provengono dagli archivi FAO. I dati FAO,
dove possibile, sono integrati con i dati USDA. I dati sul reddito regionale
pro-capite forniti dalla Banca Mondiale, ed i dati relativi alle politiche
agricole forniti dall’OECD completano il database non spaziale di WATSIM.
B) Database
spaziale (SDB): Il sistema è stato ampliato con un database spaziale (SDB), che
comprende i flussi commerciali bilaterali che si muovono tra le regioni di
WATSIM.
La base di dati COMTRADE, pubblicata dalla Divisione di Statistica delle
Nazioni Unite, costituisce la fonte dei dati necessari relativi ai flussi
commerciali del database spaziale di WATSIM. Per elaborare i dati grezzi
relativi ai flussi commerciali si è impiegato un controllo di coerenza, per
assicurare che i flussi di scambio riportati in COMTRADE siano coerenti con i
dati forniti dalla FAO e dall’USDA.
Il problema principale che si incontra
nell’accorpare differenti fonti di dati è che la definizione di prodotto varia
da una fonte all’altra. Per il sistema di modellizzazione comunque, i dati sono
stati aggregati ad un livello specifico e ne è poi stata verificata la coerenza
in modo da creare uno scenario di riferimento affidabile. Per un’ulteriore
aggregazione dei dati COMTRADE con i livelli di aggregazione regionale e
merceologica usate da WATSIM, vengono utilizzati fattori di conversione
dettagliati. Grazie alla cooperazione con la Direzione Generale per
l’Agricoltura, il database SDB di WATSIM include ora dati aggregati
opportunamente per tutti i beni del modello WATSIM.
Un altro problema sorge dall’assenza di dati corretti
relativi ai prezzi interni dei Paesi non membri dell’OECD. Finché non saranno
disponibili informazioni ulteriori, per stimare il livello regionale dei prezzi
nei Paesi Terzi si dovranno usare i valori unitari del commercio derivati dai
valori e dalle quantità commerciali fornite dalla FAO.
Qualsiasi analisi di impatto richiede
un parametro di valutazione con il quale misurare gli effetti delle opzioni
della politica considerata. Nel presente studio la naturale situazione di
riferimento sarebbe quella dell’andamento normale degli scambi (“business as
usual”) o, meglio, normale per quanto possibile nella struttura
dell’esistente OCM zucchero. Infatti alcune nuove circostanze, provenienti
principalmente dall’ambiente esterno, minacciano la stabilità futura
dell’attuale OCM zucchero:
· Il fatto più
importante è che lo zucchero è incluso nel programma EBA (“Everything But
Arms”, cioè “Tutto Tranne Armi”) della UE a partire dall’anno 2000, con il
quale si consente ai 48 Paesi Meno Avanzati del mondo (PMA) di immettere sul
mercato UE, senza pagare dazi doganali, quantitativi di merci equivalenti al
totale della produzione nazionale del Paese beneficiario. Mentre le
importazioni in questi Paesi sono ad oggi per lo più trascurabili, e il pieno
accesso ai loro mercati verrà consentito solo a partire dal 2009, le
importazioni provenienti da questi Paesi superano anche i 2 milioni di
tonnellate di zucchero (vedi oltre). Circa 300.000 tonnellate di queste
importazioni aggiuntive sostituirebbero il cosiddetto “Zucchero a Preferenza
Speciale”, ma ciò ridurrebbe anche la capacità di esportazione con rinuncia al
WTO di un quantitativo equivalente.
· Un recente
accordo preferenziale è stato inoltre concluso con i Balcani Occidentali.
Infatti, dal momento che già prima dello scioglimento della Yugoslavia la
produzione totale non era trascurabile (più di 900.000 t), e dal momento che in
tempi recenti le importazioni stanno crescendo notevolmente, la UE deve fare
fronte a significativi aumenti delle importazioni da quest’area geografica.
· Infine le
importazioni di fruttosio dai Paesi del Mediterraneo sono in crescita, e si
stima che sostituiranno circa 100.000 tonnellate di consumo di zucchero.
E’ difficile valutare quale sia l’esatta portata di questi
fattori esterni di pressione. Essa dipende, tra l’altro, dallo sviluppo delle
infrastrutture commerciali nei 48 PMA. Vista la situazione di grande
incertezza, si è deciso di condurre un’analisi di sensitività relativa alle
conseguenze provocate da una maggiore o minore reattività delle importazioni
dai PMA, conseguente alla modifica dei sostegni (vedi oltre). Questo studio
valuterà inoltre le conseguenze provocate da tagli ulteriori ai limiti delle
esportazioni sovvenzionate, così come ci si può attendere dal Doha Round del
WTO attualmente in corso.
Naturalmente le conseguenze, più che i problemi commerciali,
sono rilevanti ai fini dell’andamento dello scenario di riferimento. In
generale si può dire che la struttura attuale della PAC è determinata
dall’entrata in vigore delle decisioni di Agenda 2000, che vengono usate come
dati di immissione per il modello, come descritto in Witzke 2003[10].
Le variabili esogene sono le seguenti:
·
La domanda di zucchero nella UE è in
leggera diminuzione (-0.2% p.a.) perché l’elasticità del reddito è bassa e
perché una parte dell’aumento della domanda di dolcificanti è diretto verso
dolcificanti non a base di zucchero. Invece in altre regioni del mondo la
domanda è in crescita (2.1% p.a.);
· La produzione
(in aumento nella UE di uno 0.8% p.a. per le barbabietole da zucchero) e certe
variabili esogene (superfici totali, superfici a colture erbacee) sono di
solito valutati usando gli indici di crescita sul nostro database.
Invece in altre regioni del mondo la produzione di zucchero sta registrando un
aumento maggiore (+1.8% p.a.).
Mentre la disponibilità di terreni è pressoché costante a
livello globale (-0.001% p.a.), la domanda e l’offerta di zucchero crescono in
maniera simile, facendo supporre che il movimento del prezzo internazionale
sarà modesto.
Gli scenari di sensitività precedentemente menzionati sono
caratterizzati principalmente dall’ambiente commerciale che l’Unione Europea
potrebbe incontrare durante il periodo di simulazione. Noi suggeriamo uno
scenario intermedio, uno scenario pessimistico ed uno ottimistico riguardanti
le ripercussioni della riforma sull’OCM zucchero:
1.
Scenario intermedio: alti livelli di importazioni dai
Paesi dell’Accordo EBA e dai Balcani Occidentali, ma nessuna riduzione
ulteriore dei limiti alle esportazioni imposte dal WTO[11].
Lo scenario intermedio presuppone elasticità commerciali
dello zucchero piuttosto alte, determinanti un incremento delle importazioni
totali della UE da 1.74 a 4.35 milioni di tonnellate. Di queste, 2.56 milioni
di tonnellate provengono dai PMA, e 0.57 milioni da altre regioni del mondo
inclusi i Balcani Occidentali. Il resto proviene quasi interamente dai Paesi ACP
(1.21 milioni di tonnellate).
2.
Scenario pessimistico: alti livelli di importazioni
dai Paesi dell’Accordo EBA e dai Balcani Occidentali, e riduzioni ulteriori dei
limiti alle esportazioni imposte dal WTO[12].
Lo scenario pessimistico prevede lo stesso aumento delle
importazioni provenienti dai Paesi EBA e dai Balcani Occidentali, a cui
comunque si aggiunge un ulteriore taglio ai limiti delle esportazioni WTO
rilevanti di 0.57 milioni di tonnellate, equivalenti al 45% degli impegni
finali assunti nel corso dell’Uruguay Round, tenendo conto che per il mercato
dello zucchero ciò che è rilevante è il limite di bilancio imposto dal WTO.
Queste caratteristiche sono state scelte con l’intento di definire i possibili
esiti del Doha Round attualmente in corso. Si è comunque evitato di fare
pronostici ulteriormente approfonditi riguardo a quale potrebbe essere il
risultato delle discussioni affrontate in sede di WTO, pronostici basati per
esempio su considerazioni di economia politica, e abbiamo evitato anche le
supposizioni riguardanti i risultati del Doha Round relativi ai partner
commerciali, come per esempio gli USA.
3.
Scenario ottimistico: minori livelli di
importazioni dai Paesi dell’Accordo EBA e dai Balcani Occidentali, ma nessuna
riduzione ulteriore dei limiti alle esportazioni imposte dal WTO[13].
Lo scenario ottimistico presuppone minori elasticità
commerciali dello zucchero. In questo scenario le importazioni di zucchero
della UE raggiungerebbero “solo” quota 2.84 milioni di tonnellate, di cui
quelle dai PMA sarebbero solo 1.3 milioni, e cioè una quantità di zucchero
inferiore a quella da loro potenzialmente prodotta. Mentre i Paesi ACP riescono
a raggiungere la propria quota, le quote degli altri importatori diminuiscono
per effetto delle minori importazioni dai Balcani Occidentali rispetto allo
scenario intermedio.
La tabella 4.2-1 mostra i dettagli relativi ai vari scenari.
Mentre lo scenario ottimistico vede minori importazioni di zucchero a
preferenza speciale da parte della UE, lo scenario pessimistico mostra una situazione
in cui la UE è costretta a ridurre le proprie esportazioni.
Tabella 4.2-1: Origine
e quantità delle importazioni di zucchero nella UE: scenari alternativi di
riferimento (1000 t)
Il confronto tra i dati
sull’importazione e sull’esportazione nei PMA (vedi Allegato I) mostra che la
maggior parte delle esportazioni aggiuntive verso la UE provenienti dai PMA
sarà sostituita sui mercati degli Stati Membri da importazioni provenienti da
altri paesi, soprattutto dal Brasile e dagli “altri esportatori” di zucchero
(Tailandia, Australia, Cuba). Di conseguenza i maggiori esportatori di zucchero
del mondo beneficerebbero indirettamente anche dall’accordo EBA.
I risultati mostrati sopra, relativi alle importazioni ed al
prezzo medio aggregato sul mercato mondiale (vedi l’Allegato I per i dettagli
su tale prezzo aggregato e sui prezzi spot) sono stati usati come dati di
immissione per le relative simulazioni nel modello CAPSIM. I risultati di tali
simulazioni offrono la seguente rappresentazione del mercato UE.
Tabella 4.2-2: Riepilogo
del mercato saccarifero UE nelle tre situazioni di riferimento
|
|
Base |
Previsioni 2011 |
||
|
|
1998 |
Intermedio |
Ottimistico |
Pessimistico |
|
Diritti di quota |
14592 |
11210 |
12718 |
10619 |
|
Produzione
interna |
17181 |
14589 |
15417 |
14239 |
|
Produzione
in quota |
14528 |
11104 |
12615 |
10512 |
|
Produzione
C |
2653 |
3485 |
2802 |
3726 |
|
Importazioni |
1741 |
4348 |
2841 |
4355 |
|
Offerta totale (1000 t) |
18922 |
18937 |
18257 |
18594 |
|
Domanda
interna |
13046 |
12694 |
12696 |
12693 |
|
Esportazioni |
5876 |
6243 |
5561 |
5901 |
|
Esportazioni
C |
2653 |
3485 |
2802 |
3726 |
|
Esportazioni
sovvenzionate, rilevanti WTO |
1332 |
1219 |
1219 |
640 |
|
Esportazioni
sovvenzionate, non rilevanti WTO |
1741 |
1387 |
1387 |
1387 |
|
Non
sovvenzionate |
150 |
153 |
154 |
149 |
|
Domanda totale (1000 t) |
18922 |
18937 |
18257 |
18594 |
|
Prezzo
dello zucchero UE (€/t) |
688.9 |
689.2 |
689.1 |
689.2 |
|
Prezzo
della barbabietola da zucchero A (€/t) |
50.4 |
52.6 |
52.5 |
52.6 |
|
Prezzo
della barbabietola da zucchero B (€/t) |
40.5 |
52.7 |
52.6 |
52.7 |
|
Prezzo
della barbabietola da zucchero C (€/t) |
15.5 |
18.3 |
17.8 |
18.4 |
|
Prezzo
sul mercato mondiale (€/t) |
213.2 |
243.7 |
283.4 |
244.7 |
Gli scenari di riferimento intermedio, ottimistico e
pessimistico richiedono rispettivamente tagli di quota del 23%, 13% e 27% per
adattarsi ai supposti limiti imposti dal WTO. Tagli di quota maggiori
incrementerebbero, entro certi limiti, la produzione di barbabietola C,
produzione che trae anche vantaggio da un più alto livello del prezzo
internazionale. Le esportazioni sovvenzionate non rilevanti al WTO corrispondono
a importazioni dai Paesi ACP per la stessa quantità. Si prevede che le
esportazioni non sovvenzionate di certe quantità ad alto tasso di lavorazione
eccedenti la produzione in quota, si aggireranno attorno a 0.15 milioni di
tonnellate.
La parte inferiore della tabella mostra anche che, negli
scenari di riferimento, i prezzi delle barbabietole in quota aumentano perché i
tagli di quota riducono la produzione in quota al di sotto del livello della
domanda nazionale, e per effetto dell’eliminazione delle imposte. Il costo
delle esportazioni sovvenzionate sopra riportato dovrebbe perciò essere
sopportato dal bilancio UE. Le quote vengono ridotte secondo un fattore di
“declassamento” che comporta riduzioni maggiori nei Paesi con quote
relativamente alte di barbabietola B. Ciò si può vedere chiaramente nella
figura seguente, in cui si evidenzia anche il ruolo giocato dai singoli Stati
Membri nel generare l’offerta complessiva di zucchero della UE (Figura 4.2-1).
Figura 4.2-1: Quote
dello zucchero nell’anno base (1997/99) e nello scenario di riferimento
intermedio (2011)

La successiva Figura 4.2-2 rappresenta la percentuale di
produzione di barbabietole sul totale dei terreni utilizzati per l’agricoltura,
percentuale che nello scenario di riferimento supera il 7% solo nelle regioni
maggiori produttrici di barbabietole.
Figura 4.2-2: Percentuale
di terreni coltivati a barbabietola da zucchero sul totale di terreni
utilizzabili per l’agricoltura nello scenario intermedio (2011)


Nota: Le variabili (percentuali o indici di crescita) sono illustrate nelle cartine del presente lavoro con colore di intensità crescente. La relazione precisa tra la variabile e l’intensità del colore è rappresentata a destra della cartina con un grafico del tipo a distribuzione cumulativa.
Il reddito agricolo totale delle regioni maggiori
produttrici risente in maniera piuttosto sensibile delle politiche adottate per
il settore saccarifero (vedi oltre, ed inoltre la parte relativa al modello
CAPRI nell’Allegato II). In ogni caso lo sviluppo complessivo del settore
agricolo e il bilancio della UE risentono in maniera evidentemente maggiore
degli effetti dei provvedimenti contenuti in Agenda 2000 e dell’andamento degli
indici di lungo periodo (Tabella 4.2-3).
Tabella 4.2-3: Sviluppo
degli indicatori di reddito (in milioni di euro) per gruppi economici
|
|
Base 1997/99 |
2011-
Intermedio |
% di crescita |
2011-Ottimistico |
% di
crescita |
2011-Pessimistico |
% di
crescita |
|
Valore netto aggregato aggiunto
ai fattori di costo |
117518 |
136739 |
16% |
137184 |
17% |
136381 |
16% |
|
dalla barbabietola da zucchero |
5177 |
4515 |
-13% |
4951 |
-4% |
4338 |
-16% |
|
Entrate nette dell’industria
saccarifera |
1807 |
1578 |
-13% |
1866 |
3% |
1467 |
-19% |
|
Spesa alimentare |
509076 |
632075 |
24% |
632194 |
24% |
631887 |
24% |
|
per prodotti contenenti zucchero |
50030 |
58368 |
17% |
58370 |
17% |
58367 |
17% |
|
Spesa FEOGA |
39766 |
45367 |
14% |
45373 |
14% |
45104 |
13% |
|
per lo zucchero |
1547 |
1246 |
-19% |
1264 |
-18% |
994 |
-36% |
|
imposte sullo zucchero |
733 |
0 |
-100% |
0 |
-100% |
0 |
-100% |
|
Spesa netta |
39033 |
45367 |
16% |
45373 |
16% |
45104 |
16% |
Nello scenario di riferimento
pessimistico le entrate dell’agricoltura derivanti dalla barbabietola da
zucchero sarebbero di circa 600 milioni di euro in meno rispetto allo scenario
ottimistico, situazione che viene poi aggravata dagli effetti negativi sul
prezzo di altri prodotti conseguente al fatto che terreni prima destinati alla
coltivazione di barbabietola da zucchero sono invece destinati ad altri usi.
Tagli molto forti alle quote provocherebbero effetti decisamente negativi
sull’industria saccarifera, mentre il consumatore finale ne risentirebbe in
maniera lieve. La tabella mostra anche che più del 10% della spesa alimentare è
destinata a prodotti contenenti zucchero, il cui valore è però generalmente
determinato non tanto dal valore in sé dello zucchero grezzo in essi contenuto,
quanto piuttosto dal processo di trasformazione.
Infine la parte inferiore della Tabella 4.2-3 mostra gli
effetti dei vari scenari sul bilancio della UE. E’ importante notare che le
previsioni di bilancio fissano i diversi tipi di spesa al loro ammontare
nell’anno base, che non
sono coperti dal modello CAPSIM[14],
in particolare le spese della PAC del secondo pilastro che in seguito
all’attuazione di Agenda 2000 sono diventate più ingenti. Comunque questo tipo
di previsione “a fattori fissi” è in grado di rivelare gli effetti isolati
delle politiche del primo pilastro, incluso l’OCM zucchero nelle tre situazioni
di riferimento. In tutti e tre gli scenari di riferimento il peso netto
dell’OCM zucchero aumenta, perché le imposte sono quasi nulle e perché le
restituzioni alle esportazioni per quantità corrispondenti alle importazioni
preferenziali sono finanziati esclusivamente dal bilancio UE. Comunque non si
sono supposti correttivi per altre misure della PAC al fine di compensare
l’aumento della spesa netta relativa allo zucchero. Esclusivamente dal punto di
vista del bilancio UE, lo scenario pessimistico è meno grave degli altri due
perché il prezzo dello zucchero sul mercato mondiale è più alto, e le
esportazioni sovvenzionate sono ridotte per rispettare i limiti più stringenti
imposti dal WTO (+184 milioni di euro rispetto a +472 milioni nello scenario
ottimistico).
Se si osserva solamente il reddito dei bieticoltori, esso
sembra meno alto di quello del settore agricolo nel suo complesso, perché i
tagli alle quote hanno effetti molto pesanti su questo specifico settore. A
causa del particolare mix di prodotti di queste aziende agricole, il valore
nominale del reddito medio rimane invariato, cosa che comporta una perdita del
valore reale, stante il tasso di inflazione cumulativo della UE, di circa il
27%. La seguente tabella 4.2-4 mostra anche che la percentuale di terreni che
queste aziende destinano alla coltivazione di cereali cresce del 5.5% nello
scenario intermedio (del 3.4%[15]
e del 6.5% rispettivamente nello scenario ottimistico e in quello
pessimistico). Nel settore comunque, si osserva una diminuzione dei terreni
destinati a cereali in misura del 4-5%, determinato dall’aumento di terreni
messi a riposo e dall’attuale diminuzione delle aree totali destinate
all’agricoltura (Allegato I). Con ciò si dimostra ancora una volta che non si
devono sovrastimare gli effetti prodotti delle barbabietole da zucchero
sull’agricoltura nel suo insieme, anche se la situazione può essere molto
diversa per le aziende agricole specializzate. La variazione nel reddito delle
aziende agricole che producono barbabietola da zucchero si aggira
rispettivamente tra il –1.2% e il +2.5% per gli scenari pessimistico ed
ottimistico. L’iniziale calo del reddito, dovuto ad Agenda 2000 ed alla
riduzione delle quote delle barbabietole, è poi ampiamente compensato
dall’aumento della produzione e dalla crescita del prezzo prevista fino al
2011.
Tabella 4.2-4: Aziende agricole che producono
barbabietola da zucchero nella UE: estensione dei terreni coltivati e relativi
redditi (campione FADN) negli scenari di riferimento
|
|
Anno base 1997-99 1000 ha |
Anno 2011-Intermedio 1000 ha |
Variazione % |
Anno 2011 - Ottimistico 1000 ha |
Variazione % |
Anno 2011 -Pessimistico 1000
ha |
Variazione % |
|
Barbabietole da zucchero A |
1376 |
-450 |
-32.7 |
-325 |
-23.6 |
-496 |
-36.1 |
|
Barbabietole da zucchero B |
290 |
-102 |
-35.3 |
-74 |
-25.6 |
-115 |
-39.6 |
|
Barbabietole da zucchero C |
366 |
+30 |
+8.1 |
+40 |
+11.0 |
0 |
+0.1 |
|
Tot.
barbabietole da zucchero |
2032 |
-523 |
-25.7 |
-356 |
-17.5 |
-609 |
-30.0 |
|
Cereali |
8013 |
+445 |
+5.5 |
+299 |
+3.7 |
+521 |
+6.5 |
|
Altre colture |
2886 |
+78 |
+2.7 |
+57 |
+2.0 |
+89 |
+3.1 |
|
|
€/azienda |
€/azienda |
% |
€/azienda |
% |
€/azienda |
% |
|
Reddito |
29177 |
-87 |
-0.3 |
+742 |
+2.5 |
-351 |
-1.2 |
Infine possiamo dare uno sguardo più approfondito all’industria
della trasformazione. La Tabella 4.2-5 mostra i principali fattori che
determinano il profitto previsto dell’industria saccarifera.
Tabella 4.2-5: Ammontare del profitto e numero di
zuccherifici per l’industria saccarifera UE nell’anno base e nelle tre
situazioni di riferimento
|
|
|
Anno base 1997-99 |
2011 Intermedio |
% di crescita |
2011 Ottimistico |
% di crescita |
2011 Pessimistico |
% di crescita |
|
Entrate
dell’industria |
Mio € |
10574 |
8499 |
-20% |
9359 |
-11% |
8154 |
-23% |
|
Costi
delle barbabietole |
Mio € |
5024 |
4364 |
-13% |
4791 |
-5% |
4191 |
-17% |
|
Imposte |
Mio € |
733 |
0 |
-100% |
0 |
-100% |
0 |
-100% |
|
Costi di
trasformazione |
Mio € |
3011 |
2557 |
-15% |
2702 |
-10% |
2495 |
-17% |
|
Profitto |
Mio € |
1807 |
1578 |
-13% |
1866 |
3% |
1467 |
-19% |
|
Zuccherifici |
N° |
161 |
137 |
-15% |
144 |
-10% |
133 |
-17% |
Dal momento che non è possibile
reperire dati affidabili relativi ai costi medi di trasformazione, abbiamo
applicato un costo costante stimato in 175 euro per tonnellata di zucchero[16]
in modo tale che le differenze nei costi totali di trasformazione derivano
direttamente dai differenti livelli di offerta di zucchero sui mercati
nazionali (Tabella 4.2-5). Il reddito dell’industria diminuisce in maniera più
che proporzionale rispetto alla diminuzione della quantità prodotta, perché il
reddito medio diminuisce all’aumentare della percentuale di zucchero C
prodotto. I costi delle barbabietole variano in funzione della quantità
prodotta e del valore medio, che a sua volta è determinato dal comportamento presunto
del prezzo per l’industria saccarifera (vedi Allegato II). In tutti gli scenari
si presuppone che non ci sia imposizione fiscale, il che comporterebbe un
aumento del reddito dei coltivatori e delle industrie di trasformazione, se
allo stesso tempo le quote non fossero ridotte. La somma totale di tutte le
determinanti dà come risultato il profitto stimato dell’industria saccarifera.
L’ultima riga della tabella mostra gli effetti sul numero di zuccherifici,
supponendo che nel settore si registri la chiusura di quell’esatto numero di
impianti, necessario per mantenere la
produttività di base e la produttività per stabilimento. Nel caso in cui
l’attività di raffinazione aumenti, essendo aumentata la quantità di zucchero
grezzo importato negli scenari di riferimento, gli zuccherifici rimanenti
sarebbero per lo più usati per aumentarne la produttività. Perciò, l’aumento
dell’attività di raffinazione non impedirà che nel settore venga chiuso un
considerevole numero di zuccherifici. L’attività di raffinazione comunque sarà
vantaggiosa solo per gli zuccherifici che hanno accesso ai porti, causando così
differenze tra le regioni nella possibilità di adattamento.
Nello scenario intermedio, in seguito
alla destinazione a cereali ed altre colture di quasi 500.000 ettari di terreno
prima destinati alla barbabietola da zucchero, la domanda d’impiego in
agricoltura diminuisce di 5.398 posti di lavoro. Inoltre la chiusura degli
zuccherifici, determinata da una riduzione del 15% nell’offerta di
barbabietole, genera la perdita di 4.725 posti di lavoro nel settore della
trasformazione e di circa 10.868 posti di lavoro nei settori collegati, come ad
esempio in quello dei trasporti ed altri. L’effetto complessivo
sull’occupazione perciò potrebbe tradursi in una perdita di più di 20.000 posti
di lavoro. Poiché la raffinazione dello zucchero è attività che richiede meno
manodopera rispetto alla produzione di barbabietola da zucchero (circa il 25%
in meno), e l’impianto può lavorare per tutto l’anno (circa quattro volte
quello della produzione di barbabietola da zucchero), gli effetti
sull’occupazione sono minimi. Presupponendo che l’attività di raffinazione sia
in crescita, si conserveranno circa 1.000 posti di lavoro di cui 300 nel
settore della trasformazione e 700 nei settori collegati.
Tabella 4.2-6 Scenario
di riferimento – Occupazione
|
Occupazione |
Anno base 1997-99 |
Anno
2011 -Intermedio |
Anno
2011 – Anno base 1997/99 |
Anno
2011-Ottimistico |
Anno
2011 – Anno base 1997/99 |
|
|
Agricoltura1) |
Posti di
lavoro |
34611 |
29213 |
-5398 |
29213 |
-5398 |
|
Trasformazione2) |
Posti di
lavoro |
31294 |
26568 |
-4725 |
26568 |
-4725 |
|
Settori collegati3) |
Posti di
lavoro |
71975 |
61107 |
-10868 |
61107 |
-10868 |
|
Totale |
Posti di
lavoro |
137879 |
116888 |
-20992 |
116888 |
-20992 |
1) Presupposto: domanda di manodopera in agricoltura: barbabietole da zucchero 25 ore/ettaro, colture concorrenti: 8 ore/ettaro; 1500 ore/unità di manodopera
2) Unità di manodopera a tempo pieno. Fonte: Comitato Europeo dei Fabbricanti di Zucchero (CEFS), 2000, Bruxelles
3) Presupposto: 2.3 posti di lavoro per unità di manodopera nell’industria della trasformazione. Fonte: Comitato Europeo dei Fabbricanti di Zucchero (CEFS), 2000, Bruxelles
Visti i risultati sopra
riportati, è piuttosto evidente il motivo per cui l’adattamento all’aumento
delle importazioni con il concetto di “business as usual” non può essere
molto soddisfacente. Il problema di far fronte all’aumento delle importazioni
può essere risolto nell’OCM zucchero solo a costi elevati:
▪
I redditi dell’agricoltura e dell’industria saccarifera
resteranno invariati oppure diminuiranno, a seconda dello scenario di
riferimento verso cui evolverà in futuro la situazione attuale.
▪
Il prezzo pagato dai consumatori UE per prodotti contenenti
zucchero continuerà ad essere molto più alto di quello del mercato mondiale.
▪
L’onere finanziario si sposterà dai produttori sul bilancio
dell’Unione Europea.
Inoltre non è affatto chiaro se le concessioni WTO supposte
nello scenario pessimistico siano le peggiori possibili. In particolare, se i
partner commerciali faranno pressioni per adottare correttivi in altre aree
della PAC, è possibile che l’Unione Europea risponda con proposte audaci per
l’OCM zucchero. Tali proposte sono incluse tra le opzioni che saranno
considerate in seguito, nella parte principale del presente lavoro.
L’opzione 1
prevede una progressiva riduzione delle quote per rimuovere gradualmente le
restituzioni all’esportazione e per offrire opportunità di mercato a partner
commerciali. Inizialmente si era pensato di analizzare tre stadi di riduzione
progressiva delle quote:
1) Eliminare le sovvenzioni all’esportazione di zucchero prodotto nella UE ma mantenere le sovvenzioni all’esportazione di una quantità equivalente alle importazioni ACP.
2) Eliminare qualunque sovvenzione
all’esportazione.
3) Eliminare le esportazioni di zucchero C per
offrire opportunità di mercato ai partner commerciali.
Comunque dalla Tabella 4.2-2 si vede che i tagli di quota
operati in tutte e tre gli scenari di riferimento sono sufficienti per ridurre
il livello delle esportazioni sovvenzionate al di sotto del livello delle
importazioni. Per dirla diversamente, l’intera quantità di esportazioni sovvenzionate
nelle situazioni di riferimento è coperta da importazioni equivalenti dai PMA e
non sono più presenti contributi all’esportazione per produzioni in quota
eccedenti la domanda interna. Il primo stadio di progressiva riduzione delle
quote perciò si realizza già nello scenario di riferimento, e quindi restano da
analizzare solo le fasi 2 e 3. Si sono perciò applicati i seguenti due casi
all’analisi quantitativa dell’Opzione 1:
Opzione 1a: Ulteriore taglio alle quote di un 23.6%, secondo
la chiave di “declassamento” nello scenario di riferimento intermedio. Tale
percentuale è risultata sufficiente per eliminare completamente le esportazioni
sovvenzionate, ma la produzione di zucchero C destinata all’esportazione
aumenterebbe (Tabella 5.1-1).
Opzione 1b: Una “super tassa” applicata assieme alla
riduzione delle quote previste nell’Opzione 1a, per ridurre il prezzo effettivo
delle barbabietole C praticamente a zero e lasciare il mercato UE delle
esportazioni ai concorrenti stranieri. Per evitare che la produzione di
barbabietole C a prezzo zero venga usata al solo scopo di tutelarsi nei
confronti di quote che non vengono raggiunte a causa di cattivi raccolti,
questa misura deve essere accompagnata dalla possibilità di spostare i diritti
in quota da una campagna di raccolta all’altra, cosicché tale strategia diventa
inutile.
L’Opzione 1b comporta alcune modifiche dell’OCM zucchero, ma
qualche cambiamento diventerebbe molto probabile se le quote fossero ridotte al
di sotto del livello dell’Opzione 1a[17]. In aggiunta
a queste Opzioni di base, verranno analizzati anche gli effetti del commercio
delle quote tra gli Stati Membri (NUTS0) e tra le regioni (NUTS2).
Gli effetti sul mercato sono causati dai tagli di quota, che
riducono l’offerta nazionale in misura diversa a seconda dell’Opzione applicata
(1a o 1b). Si presuppone che le quote per l’isoglucosio e l’inulina vengano
ridotte in misura pari a quelle della barbabietola da zucchero, ma che gli
effetti sul mercato siano trascurabili a causa della modesta entità di tali
quote.
Tabella 5.1-1: Opzioni
1a/1b – Effetti sul mercato UE
Nell’Opzione 1a, la riduzione della produzione
in quota provoca principalmente un aumento della produzione di barbabietole C,
cosicché l’offerta comunitaria totale decresce solo di poco più del 10%. I
terreni precedentemente destinati alla coltivazione di barbabietola da zucchero
vengono ora coltivati soprattutto a cereali, ma in parte anche a patate e ortaggi, cosa che determina una certa
riduzione dei prezzi di mercato.
Nell’Opzione
1b, la produzione di zucchero C scompare in seguito all’applicazione della
super tassa, provocando una forte riduzione dell’offerta comunitaria di
zucchero, superiore al 40%. Questo fenomeno aggrava gli effetti sul prezzo
dello zucchero nel mercato interno e su quello internazionale, prezzo
quest’ultimo che aumenta del 3% rispetto allo scenario intermedio.
Tabella 5.1-2: Opzioni
1a/1b – Provenienza delle importazioni UE (1000 t)

Nota: Una reiterata azione di coordinamento tra CAPSIM e WATSIM potrebbe originare dati relativi all’importazione leggermente differenti da quelli descritti nella Tabella 5.1-1 e 5.1-2
La tabella 5.1-2 mostra che le importazioni UE dai PMA
sono in leggera crescita, mentre le importazioni UE da altre regioni del mondo
sono in effetti tenute sotto controllo dalle barriere doganali. Crescerebbero
anche i flussi delle esportazioni provenienti dai Paesi maggiori esportatori di
zucchero, soprattutto nell’Opzione 1b quando essi sostituiscono la produzione
UE di zucchero C in molti mercati (vedi Allegato II, sezione WATSIM).
Premesso che le Opzioni 1a e 1b si distinguono per i
diversi obiettivi di riduzione delle esportazioni, la seguente Tabella 5.1-3
mostra l’incidenza dei correttivi necessari al punto di partenza, cioè allo
scenario di riferimento.
Tabella 5.1-3: Risposta del mercato UE all’applicazione
dell’Opzione 1a agli scenari di riferimento

Per definizione, nello scenario pessimistico le esportazioni sovvenzionate sono inferiori rispetto agli altri due, e di conseguenza i tagli alle quote sono meno drastici. Lo scenario ottimistico è caratterizzato da una produzione relativamente bassa di zucchero C, che crescerà considerevolmente in conseguenza di ulteriori tagli di quota. Nonostante queste differenze, l’ultima riga della Tabella mostra che, almeno per ciò che riguarda l’aumento provocato sul prezzo internazionale dello zucchero, le tre situazioni di partenza non differiscono molto quanto agli effetti che ne risultano.
Come ci si può
aspettare, la riduzione delle quote porta a significativi risparmi sul bilancio
UE, grazie alla scomparsa delle restituzioni all’esportazione. Le perdite per
l’industria saccarifera sono notevoli sia in termini assoluti che relativi
(Tabella 5.1-4), mentre la perdita per l’agricoltura è modesta. Le perdite
invece aumentano nell’Opzione 1b, a causa del calo del prezzo di patate e
ortaggi. Per quanto riguarda gli effetti sull’industria saccarifera, l’Opzione
1b risulta preferibile all’Opzione 1a, perché la produzione di barbabietole C è
essenzialmente considerata poco redditizia (vedi paragrafo 5.1.6). Queste
differenze nei profitti dell’industria saccarifera sono anche all’origine del
modesto aumento del welfare tra l’Opzione 1a e 1b. In questa e nelle altre
Opzioni, a chi scrive non è sembrato opportuno scorporare i benefici per il
consumatore finale da quelli dell’industria alimentare. Infatti la teoria
macroeconomica suggerisce che la competizione imperfetta nell’industria
alimentare, se associata a
rendimenti di scala crescenti, può anche causare una più alta trasmissione del
prezzo rispetto a quella che si ottiene da rendimenti di scala costanti in una
situazione di concorrenza perfetta (McCorriston, Morgan, Rayner 2001)[18].
Uno studio empirico più approfondito sulla trasmissione del prezzo nei prodotti
alimentari è in fase di preparazione, ma non era ancora disponibile al momento
della stesura del presente studio. Piuttosto che usare percentuali meramente
supposte, per esempio del 50%, della distribuzione dei benefici tra industria
alimentare e consumatori finali, si è preferito indicare nelle Tabelle solo la
somma totale dei due.
Tabella 5.1-4 Opzioni 1a/1b – Effetti sul Welfare
|
|
|
Opzione 1
a- Riferimento |
in % |
Opzione
1b- Riferimento |
in % |
|
Agricoltura |
Mio € |
-795 |
-0.58% |
-1189 |
-0.87% |
|
Industria saccarifera |
Mio € |
-484 |
-30.7% |
-310 |
-19.6% |
|
Consumatori finali/ Industria
alimentare |
Mio € |
256 |
0.04% |
696 |
0.11% |
|
Risparmi sul bilancio UE |
Mio € |
1091 |
-2.40% |
1023 |
-2.26% |
|
Welfare complessivo |
Mio € |
67 |
|
221 |
|
Nota: I benefici relativi per i consumatori/industria alimentare sono
espressi in percentuale sulla spesa alimentare
La seguente Tabella 5.1-5 dà conferma del fatto che lo
scenario di riferimento influisce sugli effetti totali provocati sul welfare e
sugli effetti distributivi sui diversi settori interessati.
Tabella 5.1-5: Valutazione
degli effetti sul Welfare UE all’applicazione dell’Opzione 1a agli scenari di
riferimento
|
|
|
Opzione 1
a- Intermedio |
Opzione
1a- Ottimistico |
Opzione
1a- Pessimistico |
|
Agricoltura |
Mio € |
-795 |
-789 |
-626 |
|
Industria saccarifera |
Mio € |
-484 |
-503 |
-377 |
|
Consumatori finali/ Industria
alimentare |
Mio € |
256 |
252 |
202 |
|
Risparmi sul bilancio UE |
Mio € |
1091 |
1109 |
844 |
|
Welfare complessivo |
Mio € |
67 |
70 |
44 |
Perciò, visti
i limiti di tempo e spazio del presente studio, si è deciso di limitare
l’analisi che segue allo scenario intermedio. Indagini più approfondite degli
effetti saranno opportune allorché lo scenario della politica agricola avrà
preso una forma più delineata.
La Figura 5.1-1 illustra gli effetti sulle regioni relativi all’estensione dei terreni coltivati a barbabietola da zucchero (a livello di NUTS 2) nell’Opzione 1a.
Figura 5.1-1: Riposta
regionale delle aree coltivate a barbabietola da zucchero nell’Opzione 1a
(2011)


Le più toccate dalla riduzione delle
quote sono alcune regioni di Italia e Grecia, e i Paesi maggiori produttori di
zucchero, cioè Francia e Germania. Le differenze tra una regione e l’altra sono
dovute in parte al fattore di declassamento. Ma in alcuni Paesi, come l’Italia,
la situazione è davvero molto eterogenea. In Italia infatti, ci sono un paio di
regioni che producono quantitativi considerevoli di barbabietole C, mentre le
altre hanno produzioni per lo più in quota o persino al di sotto. In alcune
regioni predomina la tipica produzione di barbabietole C (Emilia Romagna,
Puglia) (vedi Allegato I), mentre in altre regioni la produzione non
raggiunge nemmeno la quota loro assegnata (Toscana, Marche).
Queste differenze si riscontrano meno facilmente in Paesi dove la produzione è
più omogenea, come Germania e Francia, ma si possono riscontrare anche in
Spagna.
Le differenze regionali per quanto riguarda gli effetti
sull’estensione dei terreni coltivati a barbabietola da zucchero all’interno di
un Paese, dipendono principalmente dalla competitività relativa della
produzione della barbabietola rispetto alle altre colture. Nelle regioni
contrassegnate in verde scuro dei Paesi Bassi (Zuid-Holland) cereali e
patate sono più competitivi che in altre regioni dello stesso Paese. La loro
estensione relativa è due volte superiore a quella media olandese. Lo stesso
vale per due regioni contrassegnate in verde della Spagna (Castilla-La Mancha
e Castilla Leon) dove i cereali sono più competitivi che nel resto del
Paese[19].
Il reddito medio annuo dei bieticoltori, che nello scenario
di riferimento è di 29.093 €, diminuisce di circa il 5%. Il reddito dei
bieticoltori scende sotto il livello dell’anno base. I margini lordi aggregati
delle quote della barbabietola da zucchero nella UE sono in leggera
diminuzione. La produzione di barbabietola C cresce fino a raggiungere il 35%
della produzione totale di barbabietole, a causa della destinazione a
barbabietola C dei terreni prima destinati alla produzione di barbabietole in
quota nelle zone molte produttive (vedi Allegato I).
Nell’Opzione 1b il reddito decresce solo del 4%. La perdita
di profitto è inferiore a quella che si registra nell’Opzione 1a, perché la
produzione non economicamente vantaggiosa di barbabietole dovrebbe cessare, se
la variabilità dei raccolti riesce ad essere compensata attraverso il
trasferimento di diritti sulle quote da un anno all’altro.
Tabella 5.1-6: Indicatori
chiave del reddito delle aziende agricole che producono barbabietola da
zucchero nella UE - Opzione 1
|
|
|
Riferimento Intermedio |
Opzione
1a |
Opzione
1a- Riferimento |
Opzione
1b |
Opzione
1b- Riferimento |
|
Prezzo barbabietole A |
€/t |
55 |
55 |
0% |
55 |
0% |
|
Prezzo barbabietole B |
€/t |
56 |
56 |
0% |
56 |
0% |
|
Prezzo barbabietole C |
€/t |
24 |
26 |
7% |
0 |
-100% |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Margine lordo sulle
barbabietole A |
€/ha |
2308 |
2176 |
-6% |
2176 |
-6% |
|
Margine lordo sulle
barbabietole B |
€/ha |
2429 |
2300 |
-5% |
2300 |
-5% |
|
Margine lordo sulle
barbabietole C |
€/ha |
546 |
601 |
10% |
-1346 |
-346% |
|
Margine
lordo sulle colture concorrenti |
€/ha |
712 |
586 |
-18% |
728 |
2% |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Reddito dell’azienda
agricola |
€/azienda |
29093 |
27752 |
-5% |
28022 |
-4% |
Complessivamente la perdita di reddito è piuttosto moderata,
e sarà tollerabile anche se ci saranno più disparità tra le aziende agricole in
proporzione all’ampiezza dei tagli di quota, perché l’affitto dei terreni nelle
zone della barbabietola da zucchero tenderà a diminuire nel lungo periodo.
Commercio delle
Quote
Tabella 5.1-7 Effetti
del commercio delle quote di barbabietole – Opzioni 1a/1b
|
|
|
Riferimento
2011 |
Opzione
1a |
Opzione
1b |
|
UE |
|
|
|
|
|
Commercio delle quote |
% |
31 |
38 |
38 |
|
Produzione |
% |
-7.6 |
-13.0 |
+4.2 |
|
Profitto |
% |
+4.3 |
+4.6 |
+4.5 |
|
NUTS 0[20] |
|
|
|
|
|
Commercio delle quote |
% |
27 |
32 |
32 |
|
Produzione |
% |
-7.8 |
-13.3 |
+3.3 |
|
Profitto |
% |
+3.1 |
+3.2 |
+3.2 |
|
NUTS 2 |
|
|
|
|
|
Commercio delle quote |
% |
25 |
30 |
30 |
|
Produzione |
% |
-5.8 |
-11.8 |
+5.3 |
|
Profitto |
% |
+2.3 |
+2.4 |
+2.4 |
Inoltre la difficoltà a raggiungere un accordo
potrebbe ridurre la propensione a vendere o ad acquistare quote rispetto alle
previsioni. E’ stata comunque inclusa una stima dei costi di transazione.
Se le quote dello zucchero vengono ridotte, le
industrie di trasformazione soffriranno della ridotta capacità di utilizzo
degli impianti e di minori profitti, in conseguenza del passaggio dalla
produzione in quota alla produzione di zucchero C (Tabella 5.1-8). Nell’Opzione
1a, il reddito complessivo dell’industria diminuisce di 1565 Mio € (18%).
Supponendo che i costi di trasformazione rimangano invariati, il profitto
dell’industria diminuirà di 483 Mio € (31%). Calcolando la capacità media di
produzione, 16 zuccherifici della UE dovrebbero cessare la loro attività,
affinché la capacità di utilizzo data rimanga costante.
L’Opzione 1b genera una riduzione del reddito dell’industria
(-2822 Mio €, cioè -33%) maggiore di quella generata dall’Opzione 1a, per
effetto di un decremento del 43.5% nell’offerta di barbabietole. Attraverso
l’adattamento della capacità produttiva, che significa chiudere 60
zuccherifici, si potrebbe evitare un aumento dei costi di trasformazione, e il
calo del profitto potrebbe essere limitato a -314 €/t (-20%).
La riduzione della
capacità produttiva dovrebbe riguardare prevalentemente gli stabilimenti di
trasformazione esistenti, poiché la ridistribuzione della produzione delle
barbabietole in questa Opzione avviene solo in grado minore. Visto che si
può supporre che tutti gli altri provvedimenti disciplinanti il mercato
saccarifero rimarranno in vigore, le industrie di trasformazione dello zucchero
quasi non avranno margine d’azione per cercare di trasferire le loro perdite
sui bieticoltori, attraverso la riduzione dei prezzi, dal momento che i
coltivatori sono tutelati da prezzi minimi. Tuttavia, se il diritto di disporre
delle quote viene trasferito sui coltivatori, questi useranno la flessibilità
appena acquisita contro le industrie di trasformazione, al fine di spostare su
di esse le proprie perdite di prezzo e reddito. La riduzione della capacità si
concentrerà regionalmente in zone coltivate meno competitive.
Tabella 5.1-8: Ammontare
del profitto e numero di zuccherifici per l’industria UE della trasformazione -
Opzioni 1a/1b
|
|
|
Anno 2011 |
Opzione
1a |
Opzione
1a - Anno 2011 |
Opzione
1b |
Opzione 1b - Anno 2011 |
|
Entrate dell’industria |
Mio € |
8501 |
6935 |
-1565 -18% |
5679 |
-33% |
|
Costi delle barbabietole |
Mio € |
4364 |
3574 |
-18% |
2968 |
-32% |
|
Costi di trasformazione |
Mio € |
2557 |
2265 |
-11% |
1445 |
-44% |
|
Profitto |
Mio € |
1580 |
1097 |
-483 -31% |
1266 |
-20% |
|
Zuccherifici |
N° |
137 |
121 |
-16 -11% |
77 |
-44% |
La perdita complessiva di occupazione nella UE
generata dall’Opzione 1a è, nei nostri calcoli, stimata in circa 12.000 posti
di lavoro (Tabella 5.1-9). A causa della diminuzione di terreni coltivati a
barbabietola, l’agricoltura perderà circa 2.000 posti di lavoro, necessitando
le colture concorrenti di una quantità inferiore di manodopera. La chiusura di
16 zuccherifici determinerà la perdita di circa 3.000 posti di lavoro. Si
perderanno anche circa 7.000 posti nei settori collegati, come quello dei
trasporti ed altri. Gli effetti sull’occupazione generati dall’Opzione 1b
sarebbero invece molto più gravi, aggirandosi, secondo i nostri calcoli, in una
perdita di 45.223 posti di lavoro.
Tabella 5.1-9 Effetti
sull’occupazione - Opzioni 1a/1b
|
|
|
Riferimento 2011 |
Opzione 1a |
Opzione 1a – Riferimento |
Opzione 1b |
Opzione 1b – Riferimento |
|
Agricoltura |
Posti di lavoro |
29213 |
27207 |
-2006 |
22128 |
-7085 |
|
Trasformazione |
Posti di lavoro |
26568 |
23539 |
-3029 |
15011 |
-11557 |
|
Settori collegati |
Posti di lavoro |
61107 |
54141 |
-6966 |
34525 |
-26582 |
|
Totale |
Posti di lavoro |
116888 |
104887 |
-12001 |
71664 |
-45223 |
Gli effetti di una riforma che prevede esclusivamente
riduzioni delle quote saranno in confronto moderati sui Paesi Terzi. Con
l’attuale OCM, la produzione e la trasformazione dello zucchero nei Paesi che
stanno per accedere alla UE beneficeranno certamente degli alti prezzi
d’intervento, allorché tali Paesi faranno il loro ingresso nell’Unione. Ciò
vale particolarmente per la Polonia, che contribuisce per circa un terzo alla
produzione totale dei Paesi in entrata, e che si caratterizza per un elevato
grado di autonomia. L’effetto è meno evidente per Ungheria, Repubblica Ceca e
Slovacchia. Per quanto riguarda Lituania, Lettonia, Romania e Bulgaria gli alti
prezzi di intervento servirebbero da incentivo per dare avvio alla produzione
nazionale di zucchero.
Inoltre l’attuale OCM zucchero consente il trasferimento di
reddito verso i Paesi ACP, verso l’India e in futuro anche verso i PMA, visto
che i prezzi garantiti per le esportazioni di zucchero sono molto al di sopra
dei prezzi del mercato mondiale. Come si vede nella Tabella 5.1-2, i tagli di
quota non comportano significativi cambiamenti né al totale delle importazioni
UE, né alla loro composizione, dal momento che il livello dei prezzi nazionali
rimane pressoché invariato. Informazioni più dettagliate su produzione,
commercio e prezzi nei Paesi terzi si possono trovare nell’Allegato I.
Anche se nell’Opzione 1 il livello delle
importazioni UE rimane stabile, il livello delle esportazioni diminuisce
significativamente. I cambiamenti più notevoli che si registrano nei Paesi che
importano zucchero dalla UE (“importatori principali”, Paesi del Mediterraneo)
sono l’aumento dei prezzi, la diminuzione della domanda e l’aumento della
produzione nazionale (per i prezzi, vedi Tabella 5.1-10).
Tabella 5.1-10: Prezzi
praticati dai Paesi terzi nei rispettivi mercati nazionali relativamente
all’Opzione 1 in US$/MT

Il Brasile e i Paesi del Mediterraneo
registreranno gli aumenti di prezzo più alti. La crescita del prezzo nei Paesi
che stanno per entrare nella UE non è altrettanto certa, proprio per il fatto
che essi stanno per entrare nella UE, cosa che non è stata espressamente presa
in considerazione nel presente studio.
La ratio che sta
alla base dell’Opzione 1 è quella di rispettare le condizioni che si presume
verranno stabilite dal WTO, attraverso modifiche introdotte alla struttura del
regime delle quote in vigore. I risultati della modellizzazione relativi allo
sviluppo dei mercati mostrano che ciò si può ottenere attraverso riduzioni
appropriate delle quote. Questa Opzione perciò sembra praticabile dal punto di
vista politico, e non necessiterebbe di adempimenti amministrativi ulteriori[21].
I tagli alle quote provocano riduzioni corrispondenti nel
Valore Aggiunto dell’agricoltura e dell’industria saccarifera, e notevoli
risparmi di spesa per la UE. Tuttavia l’aumento complessivo del welfare sarebbe
piuttosto limitato, in conseguenza della rigidità del sistema delle quote
fisse.
Perciò sono stati fatti calcoli
ulteriori sulla base dell’analisi condotta su un’azienda agricola campione, dai
quali risulta che aumenti significativi in termini di efficienza si
otterrebbero con l’introduzione della possibilità di vendere e comprare quote.
Ma l’introduzione di un tale strumento necessiterebbe di investimenti da parte
dei produttori di zucchero, e comporterebbe un maggiore impiego delle risorse
pubbliche, cose entrambe che avrebbero ragione di essere solo se il nuovo
sistema della commerciabilità delle quote potesse essere realizzato in una
prospettiva a lungo termine.
Poiché il livello dei prezzi minimi garantiti è molto al di
sopra del livello del prezzo sul mercato mondiale, questa Opzione avrebbe come
effetto quello di continuare a garantire il trasferimento di redditi verso i
Paesi ACP, ed in futuro anche verso i PMA.
L’Opzione 2 prevede tagli al sostegno dei prezzi al fine di
eliminare gradualmente le restituzioni alle esportazioni e per offrire
opportunità di mercato ai partner commerciali . Inizialmente si era pensato di
studiare tre fasi di tagli progressivi al sostegno dei prezzi, corrispondenti
agli obiettivi quantitativi menzionati nell’Opzione 1. Si è precedentemente
spiegato che il primo di questi obiettivi, l’eliminazione cioè delle
esportazioni sovvenzionate di zucchero prodotto in UE, è già raggiunto nello
scenario di riferimento. Ora, per procedere all’analisi della misura del taglio
al sostegno dei prezzi prevista dall’Opzione 2, è necessario fare un breve
salto in avanti per dare uno sguardo ai risultati prodotti dalla completa liberalizzazione
del mercato (Opzione 6). Tale misura ha come effetto quello di consentire,
anche ai prezzi del mercato mondiale, la sopravvivenza di un certo quantitativo
di esportazioni dalla UE, sebbene in misura molto ridotta. Conseguentemente ai
prezzi internazionali non è applicata alcuna misura di sostegno, cosa che
eliminerebbe la produzione di zucchero C, e questo obiettivo sembra
raggiungibile solo nel contesto di una rigida strategia di controllo
quantitativo.
Ciò fa sì che l’Opzione 2a sia l’unica rilevante nel
contesto delle strategie di mero taglio al sostegno dei prezzi. Ne risulta che
il prezzo d’intervento dovrebbe essere ridotto a circa 470 € per consentire di
eliminare completamente tutte le esportazioni sovvenzionate.
Una differenza fondamentale tra il mero
taglio delle quote previsto dall’Opzione 1 e i provvedimenti previsti dalle
altre Opzioni, è che altri partecipanti al mercato, diversi dai produttori UE,
stanno assumendo una gran parte dei provvedimenti auspicati. La Tabella 5.2-1
mostra che le importazioni diminuiscono di circa 2.3 milioni di tonnellate, e
quindi occorre solo una modesta riduzione della produzione in quota per
eliminare i 2.6 milioni di tonnellate di esportazioni sovvenzionate presenti
nello scenario di riferimento. Le importazioni verso la UE diminuiscono perché
per alcuni produttori dei PMA che producono ad alti costi (vedi oltre) non è
economicamente vantaggioso sfruttare l’accesso preferenziale ai mercati UE di
cui godono, a prezzi di mercato inferiori del 25%. L’offerta interna UE
diminuisce del 11.5%, cioè all’incirca come nell’Opzione 1, ma poiché nell’Opzione
2 le quote rimangono invariate, tale diminuzione è da imputare principalmente
alla riduzione della produzione di zucchero C. Cosa quest’ultima che si
verifica perché, quando i prezzi in quota delle barbabietole sono così ridotti,
non è conveniente usare come strategia per tutelarsi contro cattivi raccolti,
quella di far crescere la produzione C di un ammontare corrispondente
(sull’argomento vedi Allegato I). La diminuzione di produzione di zucchero C
nella UE contribuisce ad incrementare leggermente il prezzo internazionale
dello zucchero.
Tabella 5.2-1: Opzione 2 – Effetti sul mercato UE
|
|
|
Riferimento 2011 |
Opzione 2 |
Opzione 2- Riferimento |
|
Diritti di quota |
|
11210 |
11210 |
0.0% |
|
Produzione
interna |
1000 t |
14589 |
12916 |
-11.5% |
|
Produzione
in quota |
1000 t |
11104 |
10887 |
-2.0% |
|
Produzione C |
1000 t |
3485 |
2029 |
-41.8% |
|
Importazioni |
1000 t |
4348 |
2062 |
-52.6% |
|
Offerta totale |
1000 t |
18937 |
14978 |
-20.9% |
|
Domanda interna |
1000 t |
12694 |
12797 |
0.8% |
|
Esportazioni |
1000 t |
6243 |
2181 |
-65.1% |
|
Esportazioni
C |
1000 t |
3485 |
2029 |
-41.8% |
|
Esportazioni
sovvenzionate |
1000 t |
2606 |
0 |
-100.0% |
|
Non
sovvenzionate 1) |
1000 t |
153 |
152 |
-0.3% |
|
Domanda
totale |
1000 t |
18937 |
14978 |
-20.9% |
|
Prezzo
UE |
€/t |
689 |
514 |
-25.4% |
|
Prezzo
sul mercato mondiale |
€/t |
244 |
246 |
0.9% |
1)
Una parte
dello zucchero trasformato viene esportato senza sovvenzioni
La successiva Tabella 5.2-2 fornisce alcuni dettagli sui
flussi delle importazioni (vedi Allegato I per la raffigurazione completa). Il
cambiamento nella composizione delle importazioni UE è evidente: essendo
diminuito il prezzo dello zucchero nella UE, gli importatori preferenziali
introducono molto meno zucchero, in particolare i PMA e, in modo anche più
evidente, i Paesi ACP a causa del più alto livello dei costi delle loro
produzioni. Si deve poi anche accennare al fatto che il peso maggiore dei
cambiamenti relativi alle “altre regioni” ricadrà sui Balcani Occidentali.
Tabella 5.2-2: Opzione
2 – Provenienza delle importazioni UE
|
Paese |
Rif.
intermedio |
Opzione
2 |
Variazione |
Variazione
% |
|
PMA |
2561 |
1488 |
-1073 |
-41.9% |
|
Paesi
ACP |
1213 |
378 |
-834 |
-68.8% |
|
Altri
Paesi |
574 |
226 |
-348 |
-60.7% |
|
Totale |
4347 |
2092 |
-2255 |
-51.9% |
Nota: Una reiterata azione di coordinamento tra CAPSIM e WATSIM potrebbe originare dati relativi all’importazione leggermente differenti da quelli descritti nella Tabella 5.2-1 e 5.2-2
La diminuzione del prezzo provocherà anche una notevole
riduzione della differenza di prezzo tra zucchero e suoi sostituti. Ciò comunque
non avverrà in misura sufficiente a rendere irrilevante il sistema delle quote
per i sostituiti dello zucchero.
Come ci si può attendere, questa politica di taglio al
sostegno dei prezzi produrrà benefici per i consumatori e per l’industria
alimentare a spese dell’agricoltura e dell’industria saccarifera. L’industria
saccarifera perderebbe circa metà dei profitti stimati per lo scenario di
riferimento. E’ da notare inoltre che il risparmio sul bilancio UE che si
ottiene da questa Opzione, è maggiore rispetto a quello che si ottiene dal
taglio delle quote previsto nell’Opzione 1a, perché l’ammontare delle
sovvenzioni allo zucchero per uso industriale si riduce.
L’ultima riga della Tabella mostra che la riduzione dei
prezzi genera non solo un effetto di ridistribuzione del welfare, ma anche un
significativo aumento del welfare complessivo, che è chiaramente superiore a
quello risultante dal taglio delle quote nell’Opzione 1a.
Tabella 5.2-3: Opzione
2 – Effetti sul Welfare
|
|
|
Opzione
2 – Riferimento |
in % |
|
Agricoltura |
Mio € |
-1354 |
-0.99% |
|
Industria
saccarifera |
Mio
€ |
-821 |
-52.0% |
|
Consumatori
finali/Industria alimentare |
Mio € |
2296 |
0.36% |
|
Risparmio
sul bilancio UE |
Mio € |
1144 |
-2.52% |
|
Welfare complessivo |
Mio € |
1264 |
|
Nota: I benefici relativi per i
consumatori/industria alimentare sono espressi in percentuale sulla spesa
alimentare
La Figura 5.2-1 illustra gli effetti dell’Opzione 2 sulle aree coltivate a barbabietola da zucchero nelle varie regioni della UE.
Figura 5.2-1: Riposta
regionale delle aree coltivate a barbabietola da zucchero nell’Opzione 2a
(2011)


Il taglio al sostegno dei prezzi produce sull’allocazione
regionale delle barbabietole effetti diversi da quelli determinati dal taglio
delle quote. Nel caso in esame infatti, la riduzione dei terreni coltivati a
barbabietola da zucchero non dipende dal fattore di declassamento, ma è da
imputare esclusivamente al cambiamento della competitività regionale nella
produzione di barbabietole. A sua volta questo fenomeno è da imputare, tra
l’altro, anche alla differenza nei prezzi regionali di barbabietole in quota e
di barbabietole C, alla percentuale di produzione di barbabietole C nello
scenario di riferimento intermedio, ed alla distribuzione regionale dei vari
tipi di produzioni.
Proprio come nell’Opzione 1a, alcune
delle regioni italiane risentono maggiormente di questo fenomeno, ma
l’estensione dei terreni destinati alla coltivazione della barbabietola è in
forte diminuzione anche in alcune regioni di Spagna, Irlanda e soprattutto
Portogallo, dove si registrano le riduzioni maggiori. Tuttavia, contrariamente
a quanto appena descritto, in molte regioni di Francia, Germania e Austria la
riduzione è decisamente minore rispetto a quella che si verifica nell’Opzione
1a. Dettagli ulteriori, inclusi gli effetti sul reddito regionale, si possono
trovare nell’Allegato I.
L’analisi svolta a livello della singola azienda conferma il
risultato appena commentato, cioè che la coltivazione di barbabietola da
zucchero diminuisce soprattutto nelle regioni meno competitive degli Stati
Membri della UE. Nelle zone dove invece la coltivazione della barbabietola è
particolarmente competitiva, la riduzione dei prezzi non provoca tanto una
diminuzione dell’estensione dei terreni destinati alla coltura della
barbabietola, quanto piuttosto una diminuzione del reddito derivante da tale
coltivazione. La perdita totale di reddito nell’Opzione 2 si aggira intorno al
13% del reddito della singola azienda agricola.
Tabella 5.2-4: Indicatori chiave del reddito delle aziende
agricole che producono barbabietola da zucchero nella UE- Opzione 2
|
|
|
Riferim. intermedio |
Opzione
2 |
Opzione
2- Riferim. |
|
Prezzo
barbabietole A |
€/t |
55 |
41 |
-25% |
|
Prezzo
barbabietole B |
€/t |
56 |
42 |
-26% |
|
Prezzo
barbabietole C |
€/t |
24 |
26 |
9% |
|
|
|
|
|
|
|
Margine
lordo sulle barbabietole A |
€/ha |
2308 |
1447 |
-37% |
|
Margine
lordo sulle barbabietole B |
€/ha |
2429 |
1489 |
-39% |
|
Margine
lordo sulle barbabietole C |
€/ha |
546 |
621 |
14% |
|
Margine
lordo sulle colture concorrenti |
€/ha |
712 |
575 |
-19% |
|
|
|
|
|
|
|
Reddito
dell’azienda agricola |
€/azienda |
29093 |
25249 |
-13% |
La perdita di reddito dei bieticoltori
potrebbe essere notevolmente attenuata se il diritto di disporre delle quote di
barbabietola da zucchero fosse ceduto ai produttori, e se tale diritto fosse
liberamente trasmissibile all’interno della UE o all’interno degli Stati
Membri. Secondo l’analisi da noi svolta, dal fatto che nell’Opzione 2 il
commercio delle quote fa aumentare la produzione, si deduce che, se tale
commercio non fosse permesso, le quote non sarebbero utilizzate completamente.
Tuttavia, l’introduzione del libero scambio delle quote causerebbe un aumento dello
spostamento regionale della coltivazione di barbabietole, e conseguentemente
uno spostamento ancora maggiore della distribuzione del reddito regionale
dell’agricoltura, e maggiori conseguenze per le società di trasformazione dello
zucchero.
Tabella
5.2-5: Effetti del commercio delle quote
di barbabietole – Opzione 2
|
|
|
Riferim.
2011 |
Opzione
2 |
|
UE |
|
|
|
|
Commercio
delle quote |
% |
31 |
30 |
|
Produzione |
% |
-7.6 |
+5.4 |
|
Profitto |
% |
+4.3 |
+2.0 |
|
Stati Membri |
|
|
|
|
Commercio
delle quote |
% |
27 |
32 |
|
Produzione |
% |
-7.8 |
+3.3 |
|
Profitto |
% |
+3.1 |
+3.2 |
|
NUTS 2 |
|
|
|
|
Commercio
delle quote |
% |
25 |
20 |
|
Produzione |
% |
-5.8 |
+0.3 |
|
Profitto |
% |
+2.3 |
+1.0 |
Nell’Opzione 2 l’industria UE della
trasformazione subisce perdite molto maggiori che nell’Opzione 1a (Tabella
5.2-6). La perdita nelle entrate conseguente alla diminuzione di offerta di
barbabietole e alla diminuzione del prezzo dello zucchero ammonta a 2417
milioni di euro (-28%). La riduzione della capacità produttiva tramite la
chiusura di 16 zuccherifici consentirebbe di coprire i costi base di produzione. Ma, a causa del più basso prezzo dello
zucchero, la pressione sull’industria è molto maggiore che nell’Opzione 1. I
profitti complessivi dell’industria scenderebbero di 833 milioni di euro
(-53%).
Tabella 5.2-6: Ammontare del profitto e numero di
zuccherifici per l’industria UE della trasformazione - Opzione 2
|
|
|
Riferim.
2011 |
Opzione
2 |
Opzione 2- Riferim. 2011 |
|
Entrate dell’industria |
Mio € |
8501 |
6084 |
-28% |
|
Costi
delle barbabietole |
Mio € |
4364 |
3071 |
-30% |
|
Costi di
trasformazione |
Mio € |
2557 |
2265 |
-11% |
|
Profitto |
Mio € |
1580 |
748 |
-53% |
|
Zuccherifici |
N° |
137 |
121 |
-11% |
Se nell’Opzione 2 il diritto di
disporre delle quote dello zucchero venisse trasferito dalle aziende di
trasformazione dello zucchero ai bieticoltori, le conseguenze aumenterebbero
drammaticamente. La competitività della produzione di barbabietole nelle zone
meno vocate si ridurrebbe così tanto che le industrie di trasformazione, colpite
anch’esse dal calo dei prezzi, avrebbero ben pochi margini economici per
impedire ai bieticoltori di abbandonare la coltivazione di barbabietola.
D’altro canto i bieticoltori userebbero la possibilità appena acquisita per
vendere le quote di zucchero loro assegnate.
L’Opzione 2 produce effetti sull’occupazione simili a
quelli prodotti dall’Opzione 1a. Nell’intero settore UE, a seguito della
diminuzione delle aree destinate alla bieticoltura ed alla chiusura di circa 16
zuccherifici, potrebbero essere messi a rischio circa 12.000 posti di lavoro
(Tabella 5.2-7).
Tabella 5.2-7: Occupazione - Opzione 2
|
|
|
Riferimento |
Opzione 2 |
Opzione 2 - |
|
Agricoltura |
Posti di lavoro |
29213 |
27222 |
-1990 |
|
Trasformazione |
Posti di lavoro |
26568 |
23513 |
-3055 |
|
Settori
collegati |
Posti di lavoro |
61107 |
54080 |
-7027 |
|
Totale |
Posti di lavoro |
116888 |
104815 |
-12073 |
Se confrontata con la riduzione delle quote prevista
dall’Opzione 1, si calcola che la riforma del mercato saccarifero attraverso la
riduzione al sostegno dei prezzi prevista dall’Opzione 2, produce conseguenze
anche più gravi per i Pesi terzi. L’Opzione 2 apporta modifiche alla
composizione tanto delle esportazioni quanto delle importazioni UE. Poiché le
importazioni della UE diminuiscono, come mostrato nella Tabella 5.2-2 sopra
riportata, l’effetto di crescita dei prezzi prodotto da questa Opzione sulle
aree geografiche non coperte da accordi preferenziali è molto meno pronunciato
che nell’Opzione 1, come mostrato nella seguente Tabella 5.2-8. Come nelle zone
geografiche preferenziali, soprattutto PMA e Paesi ACP, i prezzi diminuiscono
notevolmente perché la domanda UE diminuisce. Se il reddito derivante dalle
esportazioni diminuisce in modo proporzionale al sostegno dei prezzi, l’Opzione
2 porterebbe per esempio a riduzioni dei prezzi di circa 100 e 150 €/t
rispettivamente. La perdita per uno dei più importanti partner commerciali
della UE, le Mauritius, ammonterebbe ad una cifra tra 50 e 70 milioni di euro
all’anno.
Tabella 5.2-8: Prezzi
praticati da Paesi terzi nei rispettivi mercati nazionali relativamente
all’Opzione 2 in US$/MT
|
Paese |
Riferim.
intermedio |
Opzione
2 |
Variazione
% |
|
Paesi in
entrata |
232 |
239 |
2.8% |
|
India |
318 |
320 |
0.6% |
|
PMA |
443 |
397 |
-10.4% |
|
Importatori
principali |
359 |
364 |
1.4% |
|
Paesi
ACP |
313 |
280 |
-10.6% |
|
Mediterraneo |
289 |
299 |
3.6% |
|
Esportatori
principali |
259 |
263 |
1.5% |
|
Altri
Paesi in Via di Sviluppo |
351 |
355 |
1.2% |
|
Brasile |
225 |
228 |
1.1% |
|
Resto
del mondo |
393 |
394 |
0.3% |
I previsti tagli al sostegno dei
prezzi fanno sì che la situazione attuale della Polonia peggiori dopo il suo
ingresso nella UE, mentre i mercati di Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia
continuerebbero a generare profitti anche in seguito all’ingresso di questi Paesi
nell’Unione. Il contesto generale per la ricostituzione della produzione
nazionale di zucchero sarebbe peggiore in Lituania, Lettonia, Romania e
Bulgaria, ma sarebbe comunque migliore rispetto al periodo precedente al loro
ingresso nella UE. Gli svantaggi che derivano agli utilizzatori e consumatori
di zucchero, e le conseguenze sul welfare che derivano dall’attuale
regolamentazione del mercato saccarifero e dal taglio delle quote, sono
comunque minori rispetto a quelli che deriverebbero dall’Opzione che prevede il
taglio al sostegno dei prezzi.
La politica delle opzioni
colpirebbe di certo anche i Territori d’Oltremare degli Stati Membri della UE.
Il fatto che fino ad oggi questi territori abbiano prodotto quantità inferiori
alle quote assegnategli mostra che, nonostante i considerevoli aiuti
finanziari, la loro competitività nella produzione di zucchero diminuirebbe
drasticamente in seguito alla riduzione dei prezzi. Una ancora maggiore e
sproporzionata riduzione del reddito e della capacità produttiva ci si aspetta
anche in Réunion, il più importante tra i Territori d’Oltremare.
Allo stato attuale dell’analisi
si può supporre che gli effetti prodotti sui Pesi terzi dalle Opzioni 3 e 4
siano una sorta di mix degli effetti delle Opzioni 1 e 2.
La riduzione al sostegno dei
prezzi applicata all’attuale regime delle quote dovrebbe essere piuttosto ampia
per consentire di eliminare le esportazioni sovvenzionate e per rispettare i
limiti che si prevede verranno imposti dal WTO. Ciò comporterebbe da un lato
ampie perdite di reddito per i bieticoltori e per l’industria saccarifera, ma
dall’altro produrrebbe consistenti vantaggi per i consumatori di zucchero e
risparmi sul bilancio UE. Ma, anche in questa Opzione, si avrebbero limitati aumenti
di efficienza nella produzione di barbabietola da zucchero e nella
trasformazione.
I requisiti
amministrativi[22]
ulteriori necessari per la realizzazione di questa Opzione sono trascurabili,
ma potrebbe essere difficile ottenere il necessario appoggio politico: infatti
la prospettiva di una drastica riduzione al sostegno dei prezzi, non
accompagnata dalla possibilità di adattamenti nel lungo periodo e da aumenti di
efficienza (e pagamenti compensativi), è poco promettente.
L’Opzione 3 prevede
tagli al sostegno dei prezzi, con compensazione parziale legata ai diritti in
quota. Poiché il sostegno è concesso sotto duplice forma, l’Opzione è stata
inizialmente denominata “come da Agenda 2000”, anche se si vedrà in seguito che
per molti aspetti è l’Opzione 5 che assomiglia di più alla struttura delineata
da Agenda 2000 per le altre colture.
Anche in questa
Opzione, come nelle altre, si era in un primo tempo pensato di attuare la
misura in tre fasi successive. La prima di queste, corrispondente alla
eliminazione delle esportazioni sovvenzionate di zucchero prodotto nella UE, ha
perso rilevanza, visti i risultati dello scenario di riferimento. La terza fase
prevede l’eliminazione delle esportazioni C attraverso tagli di prezzo, misura
che perde senso, dati i risultati che si ottengono con la liberalizzazione
totale del mercato. Perciò, ancora una volta, è il taglio dei prezzi la misura
da prendere in considerazione, poiché essa consente l’eliminazione di tutte le
esportazioni sovvenzionate, ma nel caso di specie accompagnata da pagamenti
compensatori. Più precisamente è risultato che un prezzo d’intervento ridotto a
452 €, compensato per gli agricoltori con un pagamento legato ai diritti in
quota di 486 €/ha o di 7.8 €/t in media nella UE, sarebbe in grado di eliminare
le esportazioni sovvenzionate.
Se la compensazione offerta ai
bieticoltori è del 50%, la diminuzione della produzione di zucchero nella UE è
moderata ed è approssimativamente ridotta alla metà della diminuzione che si
verifica all’Opzione 2. Questo richiede una riduzione del prezzo leggermente
maggiore (-27%[23] in confronto ad un -25%) per
ottenere una compensazione attraverso un ulteriore taglio alle importazioni.
Tabella 5.3-1: Opzione
3 – Effetti sul mercato UE
|
|
|
Riferimento
2011 |
Opzione
3 |
Opzione
3- Riferimento |
|
Diritti di quota |
|
11210 |
11210 |
0.0% |
|
Produzione
interna |
1000 t |
14589 |
13743 |
-5.8% |
|
Produzione
in quota |
1000 t |
11104 |
11058 |
-0.4% |
|
Produzione C |
1000 t |
3485 |
2685 |
-22.9% |
|
Importazioni |
1000 t |
4348 |
1902 |
-56.2% |
|
Offerta totale |
1000 t |
18937 |
15646 |
-17.4% |
|
Domanda interna |
1000 t |
12694 |
12812 |
0.9% |
|
Esportazioni |
1000 t |
6243 |
2834 |
-54.6% |
|
Esportazioni
C |
1000 t |
3485 |
2685 |
-22.9% |
|
Esportazioni
sovvenzionate |
1000 t |
2606 |
0 |
-100.0% |
|
Non
sovvenzionate 1) |
1000 t |
153 |
148 |
-2.9% |
|
Domanda
totale |
1000 t |
18937 |
15646 |
-17.4% |
|
Prezzo
UE |
€/t |
689 |
493 |
-28.4% |
|
Prezzo
sul mercato mondiale |
€/t |
244 |
245 |
0.4% |
1) Una parte dello zucchero trasformato viene esportato
senza sovvenzioni
La situazione complessiva del mercato,
compresi gli effetti sul commercio, è assai simile a quella determinata dall’Opzione
2. La seguente Tabella 5.3-2 fornisce alcuni dettagli sui flussi delle
importazioni (vedi Allegato I per la raffigurazione completa). Il cambiamento
nella composizione delle importazioni UE è evidente: essendo sceso il prezzo
interno nella UE, gli importatori preferenziali immettono quantitativi di merci
decisamente inferiori, soprattutto i PMA e in maniera anche più evidente i
Paesi ACP a causa del più elevato costo delle loro produzioni. Si deve poi
anche accennare al fatto che le conseguenze maggiori per le “altre regioni”
ricadranno sui Balcani Occidentali.
Tabella 5.3-2: Opzione
3 – Provenienza delle importazioni UE (1000 t)
|
Paese |
Riferim.
intermedio |
Opzione
3 |
Variaz. |
Variaz.
% |
|
PMA |
2561 |
1196 |
-1365 |
-53.3% |
|
Paesi
ACP |
1213 |
461 |
-751 |
-62.0% |
|
Altri
Paesi |
574 |
214 |
-360 |
-62.8% |
|
Totale |
4347 |
1871 |
-2477 |
-57.0% |
Nota: Una reiterata azione di coordinamento tra CAPSIM e WATSIM potrebbe originare dati relativi all’importazione leggermente differenti da quelli descritti nella Tabella 5.2-1 e 5.2-2
Come nel caso dell’Opzione 2, ci si aspetta che la
riduzione del prezzo riduca in maniera
consistente la differenza di prezzo tra zucchero e suoi sostituti, ma ciò non
avverrà in misura sufficiente a rendere irrilevante il sistema delle quote per
i sostituti dello zucchero.
In linea con l’obiettivo che si vuole raggiungere con
i pagamenti compensativi ai coltivatori, la perdita di reddito dell’agricoltura
si riduce sensibilmente. A livello della singola azienda, la compensazione non
raggiunge il 50% se confrontata con l’Opzione 2, perché una certa perdita di
reddito è causata da riduzioni dei prezzi sui mercati collegati (patate,
ortaggi) che non sono compensati. I minori risparmi sul bilancio UE sono il
risultato di un reddito maggiore delle aziende agricole, e il taglio ulteriore
al sostegno dei prezzi rinforza l’effetto ridistribuivo dall’industria
saccarifera verso i consumatori finali e l’industria alimentare.
Tabella 5.3-3: Opzione
3 – Effetti sul Welfare
|
|
|
Opzione
3 – Riferimento |
in % |
|
Agricoltura |
Mio € |
-764 |
-0.56% |
|
Industria
saccarifera |
Mio
€ |
-953 |
-60.4% |
|
Consumatori
finali/Industria alimentare |
Mio € |
2424 |
0.38% |
|
Risparmio
sul bilancio UE |
Mio € |
556 |
-1.23% |
|
Welfare complessivo |
Mio € |
1263 |
|
Nota: I benefici relativi per i
consumatori/industria alimentare sono espressi in percentuale sulla spesa
alimentare
L’ultima riga della Tabella evidenzia che scegliere se
adottare l’Opzione 2 o la 3 è essenzialmente una questione di ridistribuzione,
visto che gli effetti complessivi sul welfare sono molto simili.
A livello regionale i cambiamenti
rispetto all’Opzione 2 sono minimi. Riduzioni sopra la media si verificano in molte regioni di
Italia, Grecia, Spagna, e Irlanda, mentre una resistenza più marcata della
produzione di barbabietole si registra in molte regioni dell’Europa centrale. I
dettagli sono forniti nell’Allegato I.
La
perdita di reddito dei bieticoltori si aggira intorno al 7%, risultando così
molto minore rispetto all’Opzione 2 (Tabella 5.3-4).
Tabella 5.3-4: Indicatori
chiave del reddito per le aziende agricole che producono barbabietola da
zucchero nella UE - Opzione 3
|
|
|
Riferimento intermedio |
Opzione
3 |
Opzione
3- Riferimento |
|
Prezzo
barbabietole A |
€/t |
55 |
39 |
-29% |
|
Prezzo
barbabietole B |
€/t |
56 |
40 |
-30% |
|
Prezzo
barbabietole C |
€/t |
24 |
26 |
8% |
|
|
|
|
|
|
|
Margine
lordo sulle barbabietole A |
€/ha |
2308 |
1782 |
-23% |
|
Margine
lordo sulle barbabietole B |
€/ha |
2429 |
1852 |
-24% |
|
Margine
lordo sulle barbabietole C |
€/ha |
546 |
602 |
10% |
|
Margine
lordo sulle colture concorrenti |
€/ha |
712 |
582 |
-18% |
|
|
|
|
|
|
|
Reddito
dell’azienda agricola |
€/azienda |
29093 |
26999 |
7% |
Il libero scambio delle quote compenserebbe anche in
questo caso una parte considerevole delle perdite delle aziende agricole
(Tabella 5.3-5). La percentuale di quote scambiate varia tra il 22% e il 29%, e
l’aumento dei profitti tra l’1.7% e il 3.5% a seconda delle limitazioni
regionali imposte allo scambio di quote. Nell’Opzione 3, per effetto del
commercio delle quote, la produzione di barbabietole diminuisce del 4-5% poiché
le aziende agricole che hanno acquistato quote sostituiscono la produzione C
con la produzione in quota.
Tabella
5.3-5: Effetti del commercio delle quote
di barbabietole – Opzione 3
|
|
|
Riferimento
2011 |
Opzione
3 |
|
UE |
|
|
|
|
Commercio
delle quote |
% |
31 |
29 |
|
Produzione |
% |
-7.6 |
-4.3 |
|
Profitto |
% |
+4.3 |
+3.5 |
|
Stati Membri[24] |
|
|
|
|
Commercio
delle quote |
% |
27 |
24 |
|
Produzione |
% |
-7.8 |
-4.6 |
|
Profitto |
% |
+3.1 |
+2.5 |
|
NUTS 2 |
|
|
|
|
Commercio
delle quote |
% |
25 |
22 |
|
Produzione |
% |
-5.8 |
-4.4 |
|
Profitto |
% |
+2.3 |
+1.7 |
Nell’Opzione 3, il taglio dei prezzi e la
compensazione del 50% tramite pagamenti diretti ai bieticoltori, producono nei
confronti dell’industria della trasformazione effetti anche più negativi di
quelli causati dall’Opzione 1 e 2. Benché l’offerta di barbabietole diminuisca
solo del 6%, i profitti dell’industria calano del 60%, a seguito della
riduzione del prezzo dello zucchero di circa un terzo. Attraverso l’adattamento
della capacità produttiva, che nello scenario di riferimento si traduce nella
chiusura di 8 zuccherifici, le perdite potrebbero essere compensate solo in misura
ridotta.
Tabella 5.3-6: Ammontare
del profitto e numero di zuccherifici per l’industria UE della trasformazione -
Opzione 3
|
|
|
Riferimento
2011 |
Opzione
3 |
Opzione
3- Riferimento
2011 |
|
Entrate dell’industria |
Mio € |
8501 |
6109 |
-28% |
|
Costi
delle barbabietole |
Mio € |
4364 |
3075 |
-30% |
|
Costi di
trasformazione |
Mio € |
2557 |
2409 |
-6% |
|
Profitto |
Mio € |
1580 |
626 |
-60% |
|
Zuccherifici |
N° |
137 |
129 |
-6% |
Se nell’industria l’adattamento della capacità
produttiva si limita alla chiusura di 8 zuccherifici per mantenere il livello
dei costi di trasformazione del periodo di riferimento, si perderebbero circa
6.000 posti di lavoro in tutto il settore saccarifero. Per effetto dei
pagamenti diretti, gli effetti sull’occupazione nel settore agricolo sono minori
di quelli prodotti dalle Opzioni 1 e 2. Ma poiché le perdite dell’industria
sono solo in parte compensate dall’adattamento della capacità produttiva, ci si
attendono ulteriori misure di razionalizzazione, inclusi effetti ulteriori
sull’occupazione nell’industria e nei settori collegati.
Tabella 5.3-7: Occupazione - Opzione 3
|
|
|
Riferimento |
Opzione
3 |
Opzione
3 - |
|
Agricoltura |
Posti di lavoro |
29213 |
28215 |
-998 |
|
Trasformazione |
Posti di lavoro |
26568 |
25027 |
-1541 |
|
Settori
collegati |
Posti di lavoro |
61107 |
57563 |
-3544 |
|
Totale |
Posti di lavoro |
116888 |
110805 |
-6083 |
I risultati prodotti da questa Opzione sulla UE sono
un aumento della produzione e delle esportazioni in confronto all’Opzione 2, e
un leggero calo delle importazioni dovuto al minor prezzo praticato nella UE.
Mentre la composizione delle importazioni nella UE è già stata illustrata nella
Tabella 5.3-2, le conseguenze del cambiamento nelle esportazioni sono meno
evidenti che nell’Opzione 2 (vedi Tabella 5.3-8). Di nuovo, si registra un calo
dei prezzi per i Paesi ACP e per i PMA, mentre i prezzi dei Paesi in entrata
nella UE e di quelli del Mediterraneo sono in leggera crescita. Le conseguenze
specifiche per i Paesi in entrata e per i Territori d’Oltremare non sono
significativamente diverse da quelle viste nell’Opzione 2, non essendo state
prese in considerazione informazioni specifiche sulle modalità delle misure
compensative.
Tabella 5.3-8:
Prezzi praticati da Paesi terzi nei rispettivi mercati nazionali relativamente
all’Opzione 3 in US$/MT
|
Paese |
Riferim.
intermedio |
Opzione
3 |
Variaz. |
|
Paesi in
entrata |
232 |
237 |
2.2% |
|
PMA |
443 |
388 |
-12.6% |
|
Paesi
ACP |
313 |
280 |
-10.6% |
|
Mediterraneo |
289 |
297 |
2.9% |
In linea di principio questa Opzione, combinando la
misura del taglio al sostegno dei prezzi per un ammontare capace di eliminare
le esportazioni sovvenzionate, con una misura di compensazione parziale
attraverso il pagamento collegato alle quote, sembra avere un approccio promettente.
La compensazione parziale del reddito potrebbe fare accettare più facilmente
questa Opzione a scapito delle altre che prevedono il mero taglio al sostegno
dei prezzi o il mero taglio delle quote.
Tuttavia il mantenimento del sistema delle quote
ostacolerebbe gli adattamenti strutturali e l’aumento dell’efficienza. Perciò
l’Opzione 5, che combina un approccio più market oriented con pagamenti
di compensazione diretti, sembrerebbe essere l’approccio più efficiente.
L’Opzione 4 prevede
la combinazione della misura della riduzione delle quote (Opzione 1) e della
misura del taglio al sostegno dei prezzi (Opzione 2), con compensazione
parziale legata ai diritti di quota. Nella prima variante prevista per questa
Opzione (Opzione 4a), il prezzo d’intervento è stato ridotto a 500 €, e quindi
la riduzione è minore che nell’Opzione 2 o 3. Conseguentemente il 50% delle
perdite di reddito riferite allo scenario intermedio, sarebbero compensate in
forma collegata, ed inoltre una riduzione supplementare del 5.6% delle quote
presenti nello scenario di riferimento verrebbe usata per eliminare completamente
le esportazioni sovvenzionate rimanenti.
Poiché in questa versione dell’Opzione 4 la modifica
del mercato si ottiene con una riduzione delle quote attentamente calcolata, è
altrettanto plausibile pensare di attuare una rigida politica di controllo
quantitativo, analoga a quella dell’Opzione 1b, per eliminare la produzione UE
di zucchero C. Questa ulteriore possibilità costituisce la seconda variante
dell’Opzione 4 (Opzione 4b)
Gli effetti provocati
sul mercato dall’Opzione 4 si possono dedurre quasi completamente da quelli
dell’Opzione 3. Al minore taglio al sostegno dei prezzi previsto dall’Opzione
4a, consegue un minore decremento dell’offerta, la cui entità potrebbe essere
ulteriormente ridotta se non si applicasse la misura del taglio delle quote. In
particolare la produzione C subisce un decremento modesto, essendo il suo
“valore assicurativo” ancora alto. Ai più alti prezzi UE conseguono
importazioni maggiori rispetto a quelle dell’Opzione 2, che tuttavia rimangono
molto al di sotto del livello delle importazioni nello scenario di riferimento.
Tabella 5.4-1: Opzione
4 – Effetti sul mercato UE
|
|
|
Riferimento 2011 |
Opzione 4a |
Opzione 4a- Riferimento |
Opzione 4b |
Opzione 4b- Riferimento |
|
Diritti di quota |
|
11210 |
10578 |
-5.6% |
10578 |
-5.6% |
|
Produzione
interna |
1000 t |
14589 |
13551 |
-7.1% |
10437 |
-28.5% |
|
Produzione
in quota |
1000 t |
11104 |
10441 |
-6.0% |
10437 |
-6.0% |
|
Produzione C |
1000 t |
3485 |
3110 |
-10.8% |
0 |
-100.0% |
|
Importazioni |
1000 t |
4348 |
2485 |
-42.8% |
2485 |
-42.8% |
|
Offerta totale |
1000 t |
18937 |
16036 |
-15.3% |
12922 |
-31.8% |
|
Domanda interna |
1000 t |
12694 |
12779 |
0.7% |
12777 |
0.7% |
|
Esportazioni |
1000 t |
6243 |
3257 |
-47.8% |
145 |
-97.7% |
|
Esportazioni
C |
1000 t |
3485 |
3110 |
-10.8% |
0 |
-100.0% |
|
Esportazioni
sovvenzionate |
1000 t |
2606 |
0 |
-100.0% |
0 |
-100.0% |
|
Non
sovvenzionate 1) |
1000 t |
153 |
148 |
-3.1% |
145 |
-5.0% |
|
Domanda
totale |
1000 t |
18937 |
16036 |
-15.3% |
12922 |
-31.8% |
|
Prezzo
UE |
€/t |
689 |
545 |
-20.8% |
545 |
-20.9% |
|
Prezzo
sul mercato mondiale |
€/t |
244 |
245 |
0.4% |
250 |
2.6% |
1) Una parte dello zucchero trasformato viene esportato
senza sovvenzioni
L’Opzione 4b potrebbe eliminare i
3.1 milioni di tonnellate di zucchero C ancora presenti nell’Opzione 4a, con
una rigida applicazione delle quote, per esempio tramite l’introduzione di una
super tassa. Ciò provocherebbe un incremento del prezzo internazionale dello
zucchero, a tutto vantaggio degli esportatori. Comunque dal punto di vista dei
PMA, le Opzioni 4a e 4b si equivalgono, poiché in entrambi i casi il livello
delle loro esportazioni verso la UE è di 2.5 milioni di tonnellate, superiore
quindi a quello dell’Opzione 2, ma comunque inferiore a quello dello scenario
di riferimento.
Tabella 5.4-2: Opzione
4 – Provenienza delle importazioni UE (1000 t)
|
Paese |
Riferim.
intermedio |
Opzione
4 |
Variaz. |
Variaz.
% |
|
PMA |
2561 |
1494 |
-1067 |
-41.7% |
|
Paesi
ACP |
1213 |
690 |
-522 |
-43.1% |
|
Altri
Paesi |
574 |
289 |
-285 |
-49.6% |
|
Totale |
4347 |
2473 |
-1874 |
-43.1% |
Nota: Una reiterata azione di coordinamento tra CAPSIM e WATSIM potrebbe originare dati relativi all’importazione leggermente differenti da quelli descritti nella Tabella 5.2-1 e 5.2-2
Per un livello del prezzo dello zucchero pari a 545
€/t, nell’Opzione 4a e 4b rispettivamente le quote dell’isoglucosio e
dell’inulina sarebbero ancora operanti. Fintantoché permangono tali quote, non
ci si devono attendere ripercussioni sul mercato saccarifero.
La seguente Tabella indica gli effetti sul welfare
prodotti dalle Opzioni 4a e 4b.
Tabella 5.4-3: Opzione
4 – Effetti sul Welfare
|
|
|
Opzione
4a – Riferimento |
in % |
Opzione
4b– Riferimento |
in % |
|
Agricoltura |
Mio €
|
-732 |
-0.54% |
-981 |
-0.72% |
|
Industria
saccarifera |
Mio € |
-773 |
-49.0% |
-625 |
-39.6% |
|
Consumatori
finali/Industria alimentare |
Mio € |
1838 |
0.29% |
2146 |
0.34% |
|
Risparmio
sul bilancio UE |
Mio €
|
728 |
-1.60% |
693 |
-1.53% |
|
Welfare complessivo |
Mio € |
1060 |
|
1232 |
|
Nota: I benefici
relativi per i consumatori/industria alimentare sono espressi in percentuale
sulla spesa alimentare
L’Opzione 4a produce, rispetto all’Opzione 3, una più moderata
ridistribuzione del reddito e minori aumenti del welfare. Ad un taglio dei
prezzi meno drastico corrispondono perdite inferiori per l’agricoltura e per
l’industria della trasformazione, ma anche minori vantaggi per i consumatori.
Se i prezzi sono ridotti in misura minore, aumentano anche i risparmi sul
bilancio UE, poiché diminuiscono le spese di compensazione.
L’Opzione 4b non incrementerebbe
in modo significativo la perdita di reddito delle aziende agricole, se non ci
fossero effetti di prezzo sui mercati collegati, come quelli di patate e
ortaggi. Questo aspetto influisce anche sull’aumento dei benefici per i
consumatori. Anche l’industria saccarifera sembra trarre benefici da questa
Opzione, essendo la produzione C non economicamente vantaggiosa. Ciò potrebbe
essere dovuto ai presupposti semplificati nella Tabella 5.4-3 relativa ai risparmi
di costo che conseguono al decremento della produzione C (vedi paragrafo
5.4-6). Gli effetti sul bilancio UE prodotti dalle Opzioni 4a e 4b sono molto
simili. Nell’Opzione 4b gli effetti sul welfare complessivo sono in certa
misura più positivi, ma ciò può essere anche una conseguenza di guadagni
numerici che risultano per l’industria saccarifera, cosa che può apparire
strana (come nell’Opzione 1b).
Gli effetti sulle regioni dell’Opzione 4a sono
descritti nell’Allegato I. La figura che segue mostra i cambiamenti nella
produzione di barbabietole da zucchero nell’Opzione 4b, ed evidenzia gli
effetti sulle regioni di una politica agricola che mira all’eliminazione della
produzione C.
Figura 5.4-1: Riposta
regionale delle aree coltivate a barbabietola da zucchero nell’Opzione 4b
(2011)


L’eliminazione della produzione
C, attuata in modo simile a quella dell’Opzione 1b, penalizza i Paesi che hanno
quantitativi elevati di tali produzioni. In confronto all’Opzione 1b,
nell’Opzione 4b la riduzione dell’estensione dei terreni coltivati a
barbabietola da zucchero è molto minore. E ciò grazie all’inferiore sostegno
dei prezzi, che riduce le importazioni dal resto del mondo. Portogallo a parte,
in cui la distribuzione geografica della coltivazione delle barbabietole non
sembra risentire in alcun modo degli effetti prodotti dall’Opzione 1b, la
situazione descritta dalle due cartine sembra piuttosto simile.
Nell’Opzione 4, a seguito del taglio al sostegno dei
prezzi e alla riduzione delle quote, i margini lordi aggregati della produzione
in quota nella UE diminuiscono in modo considerevole (-22%) (Tabella 5.4-4).
Nonostante la compensazione parziale tramite pagamenti diretti, le aziende
agricole produttrici di barbabietola da zucchero subiscono una perdita di
reddito di circa il 7%. L’eliminazione della produzione C tramite
l’introduzione di una super tassa (Opzione 4b) causerebbe una significativa
riduzione della produzione di barbabietola da zucchero, ma avrebbe effetti sul
reddito simili a quelli prodotti dall’Opzione 4a.
Tabella 5.4-4: Indicatori
chiave del reddito per le aziende agricole che producono barbabietola da zucchero
nella UE- Opzione 4
|
|
|
Riferim. intermedio |
Opzione
4a |
Opzione
4a – Riferim. |
Opzione
4b |
Opzione4b Riferim. |
||
|
Prezzo
barbabietole A |
€/t |
55 |
44 |
-22% |
44 |
-22% |
||
|
Prezzo
barbabietole B |
€/t |
56 |
44 |
-22% |
44 |
-22% |
||
|
Prezzo
barbabietole C |
€/t |
24 |
26 |
6% |
0 |
-100% |
||
|
|
|
|
|
|
|
|
||
|
Margine
lordo sulle barbabietole A |
€/ha |
2308 |
1765 |
-24% |
1765 |
-24% |
||
|
Margine
lordo sulle barbabietole B |
€/ha |
2429 |
1859 |
-23% |
1859 |
-23% |
||
|
Margine
lordo sulle barbabietole C |
€/ha |
546 |
581 |
6% |
-1346 |
-346% |
||
|
Margine
lordo sulle colture concorrenti |
€/ha |
712 |
588 |
-17% |
729 |
2% |
||
|
|
|
|
|
|
|
|
||
|
Reddito
dell’azienda agricola |
€/azienda |
29093 |
27116 |
-7% |
27420 |
-6% |
||
Nelle Opzioni 4a e 4b, il libero scambio delle quote compensa
di circa il 2-4% la perdita di reddito (Tabella 5.4-5). La percentuale di quote
scambiate varia tra il 23 e il 31% a seconda delle restrizioni regionali
imposte al commercio delle quote. Nell’Opzione 4a il commercio delle quote
provoca una riduzione nella produzione di barbabietole che si aggira tra il 9 e
il 12%, a seguito della sostituzione di barbabietole C con barbabietole in
quota. Nell’Opzione 4b (in cui la produzione C è assente) comunque, il
commercio delle quote produce un incremento della produzione del 3-5%, perché
le quote non utilizzate vengono cedute ad altre aziende agricole.
Tabella 5.4-5: Effetti
del commercio delle quote di barbabietole – Opzioni 4a/4b
|
|
|
Riferimento 2011 |
Opzione 4a |
Opzione 4b |
|
UE |
|
|
|
|
|
Commercio
delle quote |
% |
31 |
31 |
31 |
|
Produzione |
% |
-7.8 |
-11.8 |
+3.9 |
|
Profitto |
% |
+4.3 |
+3.8 |
+3.7 |
|
NUTS 0 |
|
|
|
|
|
Commercio
delle quote |
% |
27 |
26 |
26 |
|
Produzione |
% |
-7.8 |
-11.4 |
+2.8 |
|
Profitto |
% |
+3.1 |
+2.7 |
+2.6 |
|
NUTS 2 |
|
|
|
|
|
Commercio
delle quote |
% |
25 |
23 |
24 |
|
Produzione |
% |
-5.8 |
-9.4 |
+4.9 |
|
Profitto |
% |
+2.3 |
+1.8 |
+1.7 |
La combinazione del taglio al sostegno dei prezzi e
della riduzione delle quote prevista nell’Opzione 4a, riduce il profitto
dell’industria di quasi il 50% (-778 milioni di €), riduzione simile a quella
prodotta dall’Opzione 2 (Tabella 5.4-6). Se nell’Opzione 4b viene eliminata
un’ulteriore parte di produzione C, le perdite saranno leggermente inferiori
rispetto a quelle registrate nell’Opzione 4a, grazie al fatto che il 100% delle
barbabietole sono in quota, ma il decremento del 30% nell’offerta di
barbabietole produrrà una maggiore diminuzione della capacità produttiva.
Tabella 5.4-6: Ammontare
del profitto e numero di zuccherifici per l’industria UE della trasformazione -
Opzioni 4a/4b
|
|
|
Riferim.
2011 |
Opzione
4a |
Opzione4a- Riferim.
2011 |
Opzione
4b |
Opzione
4b- Riferim.
2011 |
|
Entrate dell’industria |
Mio € |
8501 |
6452 |
-2048 -24% |
5619 |
-34% |
|
Costi
delle barbabietole |
Mio € |
4364 |
3276 |
-25% |
2878 |
-34% |
|
Costi di
trasformazione |
Mio € |
2557 |
2375 |
-7% |
1807 |
-29% |
|
Profitto |
Mio € |
1580 |
802 |
-778 -49% |
934 |
-41% |
|
Zuccherifici |
N° |
137 |
127 |
-10 -7% |
97 |
-29% |
La riduzione dell’estensione dei terreni coltivati a
barbabietola, e la chiusura di 10 o di 40 zuccherifici rispettivamente
nell’Opzione 4a e 4b, provocano la perdita nella UE di 7.460 o 30.342 posti di
lavoro, tra settore saccarifero e settori collegati (Tabella 5.4-7).
Tabella 5.4-7: Occupazione - Opzioni 4a/4b
|
|
|
Riferimento 2011 |
Opzione 4a |
Opzione 4a -Riferimento |
Opzione 4b |
Opzione 4b - Riferimento |
|
Agricoltura |
Posti di lavoro |
29213 |
27977 |
-1235 |
24560 |
-4653 |
|
Trasformazione |
Posti di lavoro |
26568 |
24682 |
-1886 |
18784 |
-7785 |
|
Settori collegati |
Posti di lavoro |
61107 |
56768 |
-4339 |
43203 |
-17904 |
|
Totale |
Posti di lavoro |
116888 |
109428 |
-7460 |
86546 |
-30342 |
Questa Opzione determina nella UE un livello della
produzione e delle esportazioni maggiore che nell’Opzione 2, ma determina anche
un incremento delle importazioni, essendo ora il prezzo interno della UE più
alto. Mentre la composizione delle importazioni UE è già stata illustrata nella
Tabella 5.4-2, gli effetti dei prezzi spot derivanti dalla diminuzione delle
esportazioni UE, confrontati con lo scenario di riferimento, sono meno
pronunciati che nell’Opzione 2 (vedi Tabella 5.4-7[25]). Di nuovo, si registra un calo dei prezzi per i
Paesi ACP e per i PMA, mentre i prezzi dei Paesi in entrata nella UE e di
quelli del Mediterraneo sono in leggera crescita. Le conseguenze specifiche per
i Paesi in entrata e per i Territori d’Oltremare non sono significativamente
diverse da quelle viste nell’Opzione 2, non essendo state prese in
considerazione informazioni specifiche sulle modalità delle misure
compensative.
Tabella 5.4-8: Prezzi
praticati nei rispettivi mercati nazionali da Paesi terzi selezionati
relativamente all’Opzione 4 in US$/MT
|
Paese |
Riferim.
intermedio |
Opzione
4 |
Variaz.% |
|
Paesi in
entrata |
232 |
237 |
1.9% |
|
PMA |
443 |
395 |
-10.8% |
|
Paesi
ACP |
313 |
283 |
-9.7% |
|
Mediterraneo |
289 |
296 |
2.4% |
Il taglio al sostegno dei prezzi, combinato con il
taglio delle quote, integrati da pagamenti compensativi collegati,
costituiscono uno strumento che ha il grande vantaggio di poter all’occorrenza
essere facilmente modellato per rispettare gli obblighi imposti dal WTO.
Tuttavia la politica agricola attuata con questa Opzione potrebbe essere non
troppo trasparente, ed inoltre richiederebbe procedure amministrative[26]
piuttosto complesse.
L’Opzione 5 prevede
l’inclusione della barbabietola da zucchero nel sistema arable crops, compreso il set aside, attraverso l’eliminazione
delle quote e tagli al sostegno dei prezzi per eliminare le esportazioni
sovvenzionate. Nello scenario di riferimento, l’estensione di base dei terreni
destinati a colture arabili è accresciuta dall’area totale che si stima
coltivata a barbabietole da zucchero, e l’estensione totale dei terreni
destinati a questa coltivazione diventa idonea a ricevere i premi stabiliti da
Agenda 2000 per le colture arabili. Questa soluzione garantirebbe premi anche
alla precedente produzione C, nonostante che essa, nell’attuale sistema, non
possa ricevere il sostegno del prezzo. Comunque, qualsiasi soluzione meno ampia
aumenterebbe gli oneri amministrativi e diminuirebbe l’efficienza economica di
questo pacchetto di misure. Per compensare l’effetto propulsivo risultante
dall’abolizione delle quote e dall’idoneità ai premi, il prezzo d’intervento
dovrebbe essere ridotto a 293 €/t che, in questa Opzione, è solo di poco
superiore al prezzo internazionale (245 €/t). Si presuppone tuttavia che la UE
manterrà protezioni doganali contro le produzioni a basso costo, cosicché il
decremento nell’offerta totale della UE - decremento necessario per eliminare
le esportazioni sovvenzionate - sarà soprattutto imputabile ad una
significativa riduzione delle importazioni UE.
La Tabella 5.5-1 fornisce
informazioni sulla composizione delle importazioni UE (vedi Allegato I per
ulteriori dettagli). Poiché nell’Opzione 5 il prezzo interno della UE è
diminuito anche più che nell’Opzione 2, gli importatori preferenziali
forniscono alla UE quantitativi di zucchero equivalenti a poco più del 10% di
quelli forniti nel periodo di riferimento, e di nuovo ciò è valido soprattutto
per i Paesi ACP, essendo i loro costi di produzione più alti. La maggior parte
delle variazioni riferite alle “altre regioni”, ricade sui Balcani Occidentali.
In questa Opzione la diminuzione dei prezzi nazionali nella UE è una misura
efficace per ridurre le importazioni concorrenziali, e di conseguenza la pressione sull’offerta sarà
determinata dallo zucchero prodotto nei mercati interni della UE.
Tabella 5.5-1: Opzione
5 – Provenienza delle importazioni UE (1000 t)
|
Paese |
Riferim.
intermedio |
Opzione
5 |
Variaz. |
Variaz.
% |
|
PMA |
2561 |
326 |
-2235 |
-87.3% |
|
Paesi
ACP |
1213 |
77 |
-1136 |
-93.7% |
|
Altri
Paesi |
574 |
102 |
-472 |
-82.3% |
|
Totale |
4347 |
505 |
-3843 |
-88.4% |
Nota: Una reiterata azione di coordinamento tra CAPSIM e WATSIM potrebbe originare dati relativi all’importazione leggermente differenti da quelli descritti nella Tabella 5.5-1 e 5.5-2
La riduzione delle importazioni è integrata dalla
diminuzione dell’offerta UE, diminuzione che è leggermente maggiore rispetto a
quella che si registra nell’Opzione 2, perché nell’Opzione 5, che prevede
l’eliminazione delle quote, tutte le esportazioni sono sovvenzionate (eccetto
una piccola quantità di prodotti trasformati) e perciò devono essere eliminate.
Per compensare gli effetti propulsivi sull’offerta UE causati dai premi per le
colture arabili e dalla soppressione delle quote, il taglio al sostegno dei
prezzi deve esser considerevole (-54%), come già detto, ma permarrebbe una
moderata protezione doganale. Comunque la protezione doganale è inferiore a
quanto potrebbe dedursi dalla Tabella 5.5-2 (vedi sotto), perché si presuppone
che i prezzi di mercato si assestino ad un livello più alto di quello del
prezzo d’intervento (293 €/t). Questo rialzo è stato ridotto nella presente
Opzione e in quella che segue per simulare l’aumento della concorrenza che si
verifica a seguito della soppressione del sistema delle quote.
Tabella 5.5-2: Opzione
5 – Effetti sul mercato UE
|
|
|
Riferimento 2011 |
Opzione 5 |
Opzione 5- Riferimento |
|
Diritti di quota |
|
11210 |
|
|
|
Produzione
interna |
1000 t |
14589 |
12586 |
-13.7% |
|
Produzione
in quota |
1000 t |
11104 |
|
-100.0% |
|
Produzione C |
1000 t |
3485 |
|
-100.0% |
|
Importazioni |
1000 t |
4348 |
493 |
-88.7% |
|
Offerta totale |
1000 t |
18937 |
13079 |
-30.9% |
|
Domanda interna |
1000 t |
12694 |
12925 |
1.8% |
|
Esportazioni |
1000 t |
6243 |
154 |
-97.5% |
|
Esportazioni
C |
1000 t |
3485 |
0 |
-100.0% |
|
Esportazioni
sovvenzionate |
1000 t |
2606 |
0 |
-100.0% |
|
Non
sovvenzionate 1) |
1000 t |
153 |
154 |
1.0% |
|
Domanda
totale |
1000 t |
18937 |
13079 |
-30.9% |
|
Prezzo UE |
€/t |
689 |
319 |
-53.6% |
|
Prezzo
sul mercato mondiale |
€/t |
244 |
245 |
0.7% |
1)
Una parte
dello zucchero trasformato viene esportato senza sovvenzioni
Nell’Opzione 5, a seguito della soppressione nella UE
delle quote dello zucchero, dell’isoglucosio e dell’inulina, le quote di
mercato dello zucchero e dei dolcificanti alternativi sono determinate solo dai
limiti tecnici dati dalla sostituibilità e dal prezzo di mercato. Nell’Opzione
5, con il prezzo dello zucchero a 319 €/t, il vantaggio offerto dal più basso
prezzo dell’isoglucosio è piuttosto modesto. Presupponendo una percentuale di
sostituibilità dello zucchero, con dolcificanti alternativi adeguati ai
differenti usi dello zucchero, corrispondente alla percentuale presente nel
mercato USA – dove l’isoglucosio è molto meno costoso dello zucchero – il
potenziale massimo di sostituibilità nella UE è stimato in una percentuale del
30% o in 3.9 milioni di tonnellate. Nell’Opzione 5 comunque, il vantaggio dato
dal prezzo sarebbe molto inferiore e le preferenze del consumatore e i problemi
tecnici limiterebbero il passaggio dallo zucchero ai dolcificanti alternativi.
La Tabella che segue mostra che l’inclusione della
barbabietola da zucchero nel sistema delle culture arabili è causa di
considerevoli perdite di profitto per l’agricoltura, e soprattutto per
l’industria saccarifera.
Si suppone che il drastico taglio al sostegno dei
prezzi e l’aumento della concorrenza faranno in certa misura aumentare i
risparmi sui costi dell’industria saccarifera (vedi paragrafo 5.5.5), ma
ciononostante i profitti scenderanno tanto da esser quasi nulli. Questa
situazione sarebbe molto diversa per prezzi delle barbabietole più bassi,
calcolati sulla base di un’equazione di collegamento dei prezzi derivata
dall’osservazione dei prezzi attuali dello zucchero e delle barbabietole A, B,
C (vedi Allegato II). Essendo difficile prevedere, sulla base dei dati storici
relativi alla UE, quale sarà il comportamento dei prezzi e il potenziale di
risparmio dei costi - in una situazione in cui le quote sono state soppresse e
in cui i prezzi sono bassi -, bisogna ammettere che le previsioni relative alle
Opzioni 5 e 6 sono probabilmente meno precise di quelle fatte per le Opzioni 1
- 4. I più bassi prezzi delle barbabietole incrementerebbero le perdite
dell’agricoltura e farebbero diminuire in modo consistente l’offerta UE.
Tabella 5.5-3 Opzione
5 – Effetti sul Welfare
|
|
|
Opzione
5– Riferimento |
in % |
|
Agricoltura |
Mio €
|
-2174 |
-1.59% |
|
Industria
saccarifera |
Mio € |
-1535 |
-97.2% |
|
Consumatori
finali/Industria alimentare |
Mio € |
4739 |
0.75% |
|
Risparmio
sul bilancio UE |
Mio € |
800 |
-1.76% |
|
Welfare complessivo |
Mio € |
1831 |
|
Nota: I
benefici relativi per i consumatori/industria alimentare sono espressi in
percentuale sulla spesa alimentare
Chiaramente i soggetti che traggono i maggiori
benefici da questa Opzione sono i consumatori finali e l’industria alimentare.
Per effetto dell’aumento dei premi destinati alle colture arabili, il risparmio
sul bilancio UE diminuisce in maniera simile a quella che si verifica
nell’Opzione 4a.
Le regioni della Francia sono le meno interessate da
questa Opzione. Infatti è generalmente risaputo che la Francia è il Paese
europeo più competitivo nella produzione della barbabietola da zucchero. Benché
i produttori debbano far fronte a una considerevole riduzione del prezzo per le
barbabietole che nello scenario di riferimento facevano parte della produzione
in quota, questi prezzi ora interessano tutte le barbabietole. I prezzi delle
barbabietole che prima rientravano nella produzione C ora aumentano per effetto
del prezzo d’intervento che è ancora superiore al prezzo del mercato mondiale.
In aggiunta le barbabietole che prima rientravano nella produzione C
beneficiano dei premi per le colture arabili. Da tutto ciò deriva che le
regioni più competitive sono quelle più avvantaggiate da questa Opzione. Invece
i Paesi che non sono così competitivi nella produzione di barbabietola da
zucchero, come Spagna, Italia, Grecia, Svezia e Finlandia, devono far fronte a
riduzioni dell’estensione dei terreni destinati a barbabietola da zucchero
maggiori rispetto a quelle che si verificano nell’Opzione precedente. La
rappresentazione grafica che riproduce gli effetti di questa Opzione è molto
simile a quella relativa agli effetti della liberalizzazione totale del
mercato, che verrà analizzata più avanti.
Come già accennato in precedenza, questa Opzione ha
come obiettivo una profonda riforma della politica agricola del mercato
saccarifero UE. Sono soprattutto i bieticoltori ad essere avvantaggiati da
questa Opzione, poiché il loro reddito complessivo aumenta del 10% circa.
Comunque, i risultati condotti a livello della singola azienda agricola
mostrano un incremento della coltivazione di barbabietola da zucchero ed un
incremento del reddito considerevolmente maggiori che nelle modellizzazioni
settoriali (vedi Allegato I). In questo caso perciò sarebbe necessario ridurre
ulteriormente il prezzo assunto, in modo da far diminuire anche il reddito dei
bieticoltori.
Tabella 5.5-4: Indicatori
chiave del reddito per le aziende agricole che producono barbabietola da
zucchero nella UE- Opzione 5
|
|
|
Riferimento Intermedio |
Opzione
5 |
Opzione
5- Riferimento |
|
Prezzo
barbabietole A |
€/t |
55 |
0 |
-100% |
|
Prezzo
barbabietole B |
€/t |
56 |
0 |
-100% |
|
Prezzo
barbabietole C |
€/t |
24 |
27 |
13% |
|
|
|
|
|
|
|
Margine
lordo sulle barbabietole A |
€/ha |
2308 |
0 |
-100% |
|
Margine
lordo sulle barbabietole B |
€/ha |
2429 |
0 |
-100% |
|
Margine
lordo sulle barbabietole C |
€/ha |
546 |
1805 |
230% |
|
Margine
lordo sulle colture concorrenti |
€/ha |
712 |
736 |
3% |
|
|
|
|
|
|
|
Reddito
dell’azienda agricola |
€/azienda |
29093 |
31889 |
10% |
Si noti che in
questo caso il commercio delle quote è irrilevante e gli effetti della
commerciabilità sul reddito sono inclusi nelle tabelle sopra riportate[27].
In seguito alla soppressione
delle quote ed alla riduzione del prezzo comunitario di circa il 50%, il
reddito dell’industria saccarifera nella UE si dimezza e i profitti tendono
quasi a zero. Per realizzare qualche profitto, l’adattamento della capacità
produttiva che si ottiene con la chiusura di 19 zuccherifici – per mantenere la
capacità di utilizzo del periodo di riferimento – non è sufficiente. La
pressione aggiuntiva che grava sull’industria costringe alla riduzione dei
costi di trasformazione di almeno il 30%, cioè a circa 150 €/t. Se confrontato
con la riduzione del 54% del prezzo delle barbabietole in questa Opzione, il
decremento del 13.7% nell’offerta di barbabietole è modesto, in virtù dei premi
per ettaro pagati ai bieticoltori. Soprattutto, a seguito dell’eliminazione
delle quote e alla ristrutturazione dell’industria, nelle regioni più
produttive ci si deve aspettare sia una notevole concentrazione delle attività
di coltivazione e trasformazione delle barbabietole, sia una concentrazione
considerevole delle società saccarifere. Gli effetti dell’Opzione 5 sulla
distribuzione regionale dell’uso della terra, sul reddito delle aziende
agricole e sull’occupazione sono molto marcati.
Tabella
5.5-5: Ammontare del profitto e numero
di zuccherifici per l’industria UE della trasformazione – Opzione 5
|
|
|
Riferimento 2011 |
Opzione 5 |
Opzione 5- Riferimento 2011 |
|
Entrate dell’industria |
Mio € |
8501 |
4015 |
-53% |
|
Costi
delle barbabietole |
Mio € |
4364 |
2047 |
-53% |
|
Costi di
trasformazione |
Mio € |
2557 |
1930 |
-25% |
|
Profitto |
Mio € |
1580 |
38 |
-98% |
|
Zuccherifici |
N° |
137 |
118 |
-14% |
Nell’Opzione 5, per effetto della riduzione
dell’estensione dei terreni destinati a barbabietola da zucchero e per effetto
della chiusura degli zuccherifici, nella UE si perderanno circa 15.000 posti di
lavoro tra settore saccarifero e settori collegati. Inoltre una riduzione
elevata delle attività di produzione e trasformazione delle barbabietole si
concentrerà nelle regioni relativamente svantaggiate nella produzione di
barbabietola, e nelle quali l’attuale produzione saccarifera è dovuta
esclusivamente ad una distribuzione dei diritti di quota avvenuta parecchi
decenni fa. D’altro canto invece, nelle regioni relativamente avvantaggiate
nella produzione di barbabietola da zucchero, si registreranno la
concentrazione ed il parziale aumento delle attività di produzione e
trasformazione.
Tabella
5.5-6: Occupazione - Opzione 5
|
|
|
Riferimento |
Opzione
5 - |
|
|
Agricoltura |
Posti di lavoro |
29213 |
26128 |
-3084 |
|
Trasformazione |
Posti di lavoro |
26568 |
22928 |
-3640 |
|
Settori collegati |
Posti di lavoro |
61107 |
52735 |
-8372 |
|
Totale |
Posti di lavoro |
116888 |
101792 |
-15096 |
L’Opzione 5 differisce dalle Opzioni 2 - 4 per il
fatto che in essa la diminuzione del prezzo comunitario è maggiore. A ciò
conseguono importazioni dai Paesi preferenziali inferiori di circa il 90%
rispetto a quelle dello scenario di riferimento. A sua volta questa situazione
provoca una diminuzione dei prezzi nei PMA e nei Paesi ACP. D’Altro canto,
anche le esportazioni UE calano in modo davvero considerevole, il che significa
che l’effetto sul prezzo nei Paesi non preferenziali rimane moderato (vedi
Tabella 5.5-7).
Tabella 5.5-7: Prezzi praticati da Paesi terzi per
i relativi mercati nazionali relativamente all’Opzione 5 in US$/MT
|
Paese |
Riferimento
intermedio |
Opzione
5 |
Variazione
% |
|
Paesi in
entrata |
232 |
241 |
3.6% |
|
India |
318 |
320 |
0.8% |
|
PMA |
443 |
371 |
-16.3% |
|
Importatori
Principali |
359 |
366 |
1.8% |
|
Paesi
ACP |
313 |
277 |
-11.5% |
|
Mediterraneo |
289 |
303 |
4.8% |
|
Esportatori
Principali |
259 |
264 |
1.8% |
|
Altri
Paesi in Via di Sviluppo |
351 |
356 |
1.5% |
|
Brasile |
225 |
228 |
1.3% |
|
Resto
del mondo |
393 |
395 |
0.4% |
Anche in questo caso, non si possono calcolare in modo
certo gli effetti dettagliati sui Paesi in entrata e sui Territori d’Oltremare,
fintantoché non verranno stabilite le misure di compensazione rilevanti per i
produttori.
L’Opzione 5 inserisce completamente il settore
saccarifero nel sistema delle colture arabili secondo i criteri stabiliti da
“Agenda 2000”. Stando alle modellizzazioni settoriali, il sostegno ai prezzi
dello zucchero sarebbe leggermente maggiore di quello delle altre Grandes
Coltures, come cereali e semi oleosi. Tuttavia sarebbe utile che i premi ad
ettaro pagati per le barbabietole da zucchero fossero identici a quelli pagati
per le altre Grandes Coltures, per evitare un peso economico
non necessario.
Questa
scenario prevede la liberalizzazione totale del mercato, eliminando così ogni
forma di intervento comunitario. In particolare, viene soppresso il sistema
delle quote e viene eliminata ogni forma di protezione doganale, cosicché il
prezzo sul mercato UE è uguale a quello del mercato internazionale.
Per studiare
l’attuazione di questa Opzione si è usato il modello WATSIM, che ha consentito
di calcolare il livello dei prezzi sul mercato mondiale e i flussi delle
importazioni basati sulla
descrizione aggregata dello zucchero in WATSIM. Diversamente da tutte le
altre Opzioni, in questa è consentito l’accesso nella UE a grandi quantitativi
di zucchero provenienti da produttori a basso costo, come il Brasile, che
sostanzialmente si sostituiscono alle precedenti importazioni dai PMA. Quindi,
i prezzi internazionali dello zucchero nello scenario di liberalizzazione
totale sono stati immessi nel modello CAPSIM per ottenere i prezzi delle
barbabietole e una stima più accurata dell’offerta UE (che poi è stata
reintrodotta in WATSIM), per ottenere una previsione ricontrollata del livello
del prezzo, che alla fine si assesta a 253 €/t.
La liberalizzazione totale senza compensazioni
determina una diminuzione marcata della produzione comunitaria di zucchero
(-38.4%), molto maggiore cioè che in tutte le altre Opzioni, proprio per il
fatto che questa Opzione non prevede alcuna forma di compensazione. Tuttavia
sembra che il prezzo di mercato nella UE rimanga in certa misura superiore al
prezzo sul mercato internazionale, perché in realtà lo zucchero non è un bene
perfettamente omogeneo.
Tabella 5.6-1: Opzione
6 – Effetti sul mercato UE
|
|
|
Riferimento 2011 |
Opzione 6 |
Opzione 6- Riferimento |
|
Diritti di quota |
|
11210 |
|
-100% |
|
Produzione
interna |
1000 t |
14589 |
8988 |
-38.4% |
|
Produzione
in quota |
1000 t |
11104 |
|
-100.0% |
|
Produzione C |
1000 t |
3485 |
|
-100.0% |
|
Importazioni |
1000 t |
4348 |
4583 |
5.4% |
|
Offerta totale |
1000 t |
18937 |
13572 |
-28.3% |
|
Domanda interna |
1000 t |
12694 |
12954 |
2.1% |
|
Esportazioni |
1000 t |
6243 |
617 |
-90.1% |
|
Esportazioni
C |
1000 t |
3485 |
|
-100.0% |
|
Esportazioni
sovvenzionate |
1000 t |
2606 |
0 |
-100.0% |
|
Non
sovvenzionate 1) |
1000 t |
153 |
617 |
304.1% |
|
Domanda
totale |
1000 t |
18937 |
13572 |
-28.3% |
|
Prezzo
UE |
€/t |
689 |
276 |
-59.9% |
|
Prezzo
sul mercato mondiale |
€/t |
244 |
253 |
3.9% |
L’effetto della liberalizzazione totale del mercato UE
sulla composizione delle importazioni è sorprendente, nonostante che la
quantità totale delle importazioni rimanga più o meno la stessa che nello
scenario di riferimento. La Tabella 5.6-2 descrive in dettaglio i cambiamenti
relativi ai Paesi esportatori. E’ evidente che i produttori a basso costo
conquistano il mercato comunitario delle importazioni, tagliandone fuori quasi
completamente quelli che prima erano i fornitori preferenziali. I quantitativi
maggiori di zucchero provengono dal Brasile, seguito dagli “altri esportatori”
e dai Paesi in entrata.
Tabella 5.6-2: Opzione
6 – Provenienza delle importazioni UE (1000 t)
|
Paese |
Riferim. intermedio |
Opzione 6 |
Variaz. |
Variaz. % |
|
PMA |
2561 |
67 |
-2494 |
-97.4% |
|
Paesi ACP |
1213 |
8 |
-1204 |
-99.3% |
|
Altri Paesi |
574 |
4437 |
3863 |
673.1% |
|
Totale |
4347 |
4512 |
165 |
3.8% |
Nota: Una reiterata azione di coordinamento tra CAPSIM e WATSIM potrebbe originare dati relativi all’importazione leggermente differenti da quelli descritti nella Tabella 5.6-1 e 5.6-2
In un mercato totalmente liberalizzato, senza quote,
lo zucchero avrebbe la possibilità di competere con l’isoglucosio. A tali
condizioni di mercato, la sostituibilità tecnica e le preferenze del
consumatore sono i soli fattori determinanti delle quote di mercato detenute
dallo zucchero e dai dolcificanti alternativi. In Canada, dove tale politica è
adottata da molto tempo, le quote di mercato variano in base al variare della
relazione tra i prezzi, che in media è del 15%. Che nella UE i dolcificanti
alternativi riescano ad ottenere la stessa quota di mercato in seguito alla
liberalizzazione totale del settore, è cosa che dipende esclusivamente dalle
preferenze dei consumatori e dai limiti tecnici. L’uso di dolcificanti
alternativi solitamente richiede adeguamenti tecnologici delle industrie di
trasformazione dello zucchero, cosa che potrebbe richiedere tempo.
La liberalizzazione totale del mercato produce una
ridistribuzione di larga scala tra i gruppi economici, ma produce anche il
massimo aumento del welfare.
Tabella 5.6-3: Opzione
6 – Welfare
|
|
|
Opzione 6 – Riferimento |
in % |
|
Agricoltura |
Mio € |
-3328 |
-2.43% |
|
Industria saccarifera |
Mio € |
-1566 |
-99.2% |
|
Consumatori finali/Industria alimentare |
Mio € |
5724 |
0.91% |
|
Risparmio sul bilancio UE |
Mio € |
1150 |
-2.54% |
|
Welfare complessivo |
Mio € |
1980 |
|
Nota: I
benefici relativi per i consumatori/industria alimentare sono espressi in
percentuale sulla spesa alimentare
Figura 4.6-1: Effetti
della liberalizzazione totale sulla produzione regionale della barbabietola da
zucchero (calcolati sullo scenario di riferimento “intermedio”)


La liberalizzazione totale
dell’OCM zucchero causa una riduzione piuttosto drastica nella produzione di
barbabietole, soprattutto nei Paesi del Mediterraneo, in Irlanda e in Svezia.
Riduzioni più limitate si verificano nelle regioni più competitive, che hanno
già adesso livelli elevati di produzione C (la maggior parte della Francia e
alcune regioni di Gran Bretagna, Danimarca e Germania).
La completa liberalizzazione dell’OCM zucchero nella
UE produce un calo del prezzo UE per i bieticoltori che ammonta a circa 24 €/t
per le barbabietole da zucchero, dedotti i costi di trasporto e trasformazione.
La riduzione del reddito è del 18%. La perdita di reddito dei produttori
avrebbe effetti rilevanti sul patrimonio e sull’affitto del terreno.
Tabella 5.6-4: Indicatori
chiave del reddito per le aziende agricole che producono barbabietole da
zucchero nella UE- Opzione 6
|
|
|
Riferimento intermedio |
Opzione
6 |
Opzione 6- Riferimento |
|
Prezzo
barbabietole A |
€/t |
55 |
0 |
-100% |
|
Prezzo
barbabietole B |
€/t |
56 |
0 |
-100% |
|
Prezzo
barbabietole C |
€/t |
24 |
28 |
14% |
|
|
|
|
|
|
|
Margine
lordo sulle barbabietole A |
€/ha |
2308 |
0 |
-100% |
|
Margine
lordo sulle barbabietole B |
€/ha |
2429 |
0 |
-100% |
|
Margine
lordo sulle barbabietole C |
€/ha |
546 |
923 |
69% |
|
Margine
lordo sulle colture concorrenti |
€/ha |
712 |
686 |
-4% |
|
|
|
|
|
|
|
Reddito
dell’azienda agricola |
€/azienda |
29093 |
23818 |
-18% |
In questa Opzione, l’industria saccarifera subisce una
notevole riduzione dell’offerta di barbabietole (-38.4%) e riduzioni del prezzo
(-60%), che si risolvono in una quasi completa perdita di profitti. Ulteriori
adeguamenti strutturali e razionalizzazione sarebbero necessari per raggiungere
capacità di produzione economicamente vantaggiose.
Tabella 5.6-5: Ammontare
del profitto e numero di zuccherifici per l’industria UE della trasformazione -
Opzione 6
|
|
|
Riferimento
2011 |
Opzione
6 |
Opzione
6- Riferimento
2011 |
|
Entrate dell’industria |
Mio € |
8501 |
2481 |
-71% |
|
Costi
delle barbabietole |
Mio € |
4364 |
1231 |
-72% |
|
Costi di
trasformazione |
Mio € |
2557 |
1241 |
-51% |
|
Profitto |
Mio € |
1580 |
9 |
-99% |
|
Zuccherifici |
N° |
137 |
84 |
-38% |
In seguito alla riduzione dell’estensione dei terreni
destinati a barbabietola da zucchero e alla chiusura degli zuccherifici, si
perderebbero nella UE circa 41.169 posti di lavoro, tra settore saccarifero e
settori collegati. Nell’Opzione in esame, i posti di lavoro persi sono più del
doppio di quelli che si perdono nell’Opzione 5. A causa della competitività
fortemente ridotta nella produzione di barbabietole e di zucchero dovuta a un
maggiore calo del prezzo e all’assenza di pagamenti ai bieticoltori, la
produzione e la trasformazione delle barbabietole diminuiscono ancor di più.
Solo alcune regioni molto favorite continuerebbero a produrre zucchero.
Tabella 5.6-6: Occupazione - Opzione 6
|
|
|
Riferimento |
Opzione
6 |
Opzione
6 - |
|
Agricoltura |
Posti di lavoro |
29213 |
21711 |
-7501 |
|
Trasformazione |
Posti di lavoro |
26568 |
16366 |
-10202 |
|
Settori collegati |
Posti di lavoro |
61107 |
37642 |
-23465 |
|
Totale |
Posti di lavoro |
116888 |
75719 |
-41169 |
Contrariamente a quanto avviene nelle altre Opzioni,
la liberalizzazione del mercato prevista dall’Opzione 6 causa un forte
cambiamento nella composizione delle importazioni UE. Infatti, benché i
quantitativi importati siano più o meno quelli dello scenario di riferimento,
tuttavia ora i partner commerciali delle UE sarebbero i principali produttori
mondiali a basso costo. D’altro canto, le esportazioni UE diminuiscono e così
aumentano i prezzi in quelle regioni che sono state destinatarie dello zucchero
UE sovvenzionato (Tabella 5.6-7).
Tabella 5.6-7: Prezzi
praticati da Paesi terzi nei rispettivi mercati nazionali relativamente
all’Opzione 6 in US$/MT
|
Paese |
Riferim.
intermedio |
Opzione
6 |
Variaz.% |
|
Paesi in
entrata |
232 |
251 |
8.2% |
|
India |
318 |
325 |
2.2% |
|
PMA |
443 |
372 |
-16.2% |
|
Importatori
principali |
359 |
371 |
3.2% |
|
Paesi
ACP |
313 |
266 |
-15.1% |
|
Mediterraneo |
289 |
308 |
6.5% |
|
Esportatori
principali |
259 |
270 |
4.1% |
|
Altri
Paesi in Via di Sviluppo |
351 |
361 |
2.9% |
|
Brasile |
225 |
235 |
4.4% |
|
Resto
del mondo |
393 |
401 |
1.9% |
La diminuzione del prezzo, in
quelli che in precedenza erano i Paesi preferenziali, va di pari passo con un
aumento del prezzo del 4-5% tanto nei Paesi esportatori che in quelli
importatori di zucchero. Quindi i prezzi spot dello zucchero cambieranno su
scala mondiale in seguito alla liberalizzazione del mercato, anche se forse non
nella misura che qualche sostenitore della liberalizzazione del commercio si
potrebbe aspettare. Tuttavia, la liberalizzazione comporterà certamente che la
produzione di zucchero nei Territori d’Oltremare della UE subirà la grandissima
pressione dei prezzi e probabilmente cesserà, a seconda della prontezza dei
produttori locali nel ridurre i costi di produzione.
La liberalizzazione completa del mercato saccarifero
produrrebbe un considerevole aumento del welfare complessivo, ma anche ingenti
perdite di reddito per i bieticoltori, ed una forte pressione di adattamento
sull’industria saccarifera. Inoltre, questa Opzione andrebbe ben al di là delle
riforme previste per le Grandes Cultures da “Agenda 2000”, e ben al di
là di quanto sarà preso in considerazione nelle prossime fasi della riforma
della PAC.
Il punto di partenza più ovvio per cercare di
individuare quale tra le politiche proposte sia quella più appropriata, è fare
il confronto degli effetti aggregati sui settori comunitari interessati. I
risultati principali relativi alle varie Opzioni sono riassunti nella Tabella
6-1.
Tabella 6-1: Effetti
dell’applicazione delle Politiche delle Opzioni sui settori UE interessati
|
|
|
Agricoltura |
Industria saccarifera |
Consumatori finali/ Industria alimentare |
Risparmio sul bilancio UE |
Welfare generale |
|
Opzione 1a |
Mio € |
-795 |
-484 |
256 |
1091 |
67 |
|
Opzione 1b |
Mio € |
-1189 |
-310 |
696 |
1023 |
221 |
|
Opzione 2 |
Mio € |
-1354 |
-821 |
2296 |
1144 |
1264 |
|
Opzione 3 |
Mio € |
-764 |
-953 |
2424 |
556 |
1263 |
|
Opzione 4a |
Mio € |
-732 |
-773 |
1838 |
728 |
1060 |
|
Opzione 4b |
Mio € |
-981 |
-625 |
2146 |
693 |
1232 |
|
Opzione 5 |
Mio € |
-2174 |
-1535 |
4739 |
800 |
1831 |
|
Opzione 6 |
Mio € |
-3328 |
-1566 |
5724 |
1150 |
1980 |
Ad una prima occhiata, si nota che tutte le Opzioni
producono benefici per i consumatori finali e per i contribuenti, e che
riversano il peso dell’adattamento sull’agricoltura e sull’industria
saccarifera, ma in misura molto diversa.
Le riduzioni di quota nel
contesto dell’attuale regime delle quote (Opzioni 1a e 1b) provocherebbero
riduzioni corrispondenti del valore aggiunto nell’agricoltura e nell’industria
saccarifera, e consentirebbero una significativa riduzione delle spese sul
bilancio UE. Tuttavia l’aumento complessivo del welfare sarebbe il minore tra
tutte le Opzioni considerate, perché il sistema delle quote fisse sarebbe di
impedimento agli aggiustamenti strutturali e interregionali nell’agricoltura e
nell’industria saccarifera. Perciò questa Opzione deve essere considerata
peggiore delle altre.
Calcoli ulteriori, sulla base dell’analisi condotta
sul campione di aziende agricole, mostrano che un aumento significativo
dell’efficienza si potrebbe ottenere con l’introduzione del commercio delle
quote. Il presupposto sarebbe di trasferire i diritti di proprietà delle
industrie ai singoli bieticoltori, senza vincoli giuridici o politici. Questo
potrebbe rivelarsi un provvedimento utile per il settore saccarifero durante la
fase di transizione che va verso un sistema di mercato basato sugli incentivi.
Del resto, anche il taglio al sostegno dei prezzi nel
contesto dell’attuale regime delle quote (Opzioni 2 - 4) non sembra, stando ai
risultati della modellizzazione, essere la scelta migliore. Le sotto-Opzioni
rilevanti comporterebbero tagli significativi (dal 20 al 28%) dei prezzi
d’intervento per poter eliminare le esportazioni sovvenzionate. Ciò
produrrebbe, da un lato, riduzioni considerevoli del reddito dell’agricoltura e
del valore aggiunto dell’industria saccarifera e, dall’altro, considerevoli benefici
per i consumatori e risparmi sul bilancio UE. Tuttavia gli effetti complessivi
sul welfare sarebbero decisamente inferiori a quelli prodotti delle Opzioni 5 e
6. Inoltre, la scelta di attuare le Opzioni 2 - 4 potrebbe consolidare il
regime delle quote per il settore saccarifero, e ostacolarne l’ingresso nel
sistema delle colture arabili, cosa che invece potrebbe essere preferibile
considerando gli obiettivi di efficienza ed equità.
Dall’altro capo dello spettro delle possibili
politiche attuabili, la liberalizzazione totale del mercato saccarifero
(Opzione 6) produrrebbe, secondo i principi delle teoria economica, i maggiori
aumenti del welfare complessivo, ma anche la più drastica riduzione del reddito
dell’agricoltura e la più forte esigenza di adattamento per l’industria
saccarifera. Inoltre questa Opzione si spinge molto al di là del regime di
mercato previsto per le altre Grandes Cultures, cosicché la sua
attuazione potrebbe essere interessante soprattutto come punto di riferimento
teorico.
Inoltre le Opzioni che combinano un approccio più market oriented con certe forme di integrazioni dirette al reddito, come avviene per le altre Grandes Cultures, potrebbero essere oggetto di discussioni politiche, e potrebbero essere ulteriormente sviluppate nelle fasi future della riforma della PAC. L’Opzione 5 si basa sui seguenti presupposti: a) eliminazione delle quote; b) taglio al sostegno dei prezzi per eliminare le esportazioni sovvenzionate; c) pagamenti diretti per il totale dell’area saccarifera secondo i premi previsti per le colture arabili da “Agenda 2000”. Questa Opzione produrrebbe di gran lunga i benefici maggiori per i consumatori e gli aumenti maggiori del welfare complessivo (Opzione 6 a parte) ma, d’altro canto, produrrebbe anche grandi riduzioni del reddito dei bieticoltori, e una forte esigenza di ristrutturazione per l’industria saccarifera. Se le notevoli riduzioni del reddito dei bieticoltori non sono opportune dal punto di vista politico, si potrebbero però, per un periodo di tempo limitato, finanziare premi-ettaro supplementari per le barbabietole da zucchero usando i risparmi sul bilancio UE che si ottengono con questa Opzione. Durante il periodo di transizione degli Stati candidati all’ingresso nella UE, potrebbe essere giustificato continuare ad applicare il sistema delle quote per un paio d’anni per evitare effetti di mercato indesiderati.
[1] NdT: Nel testo originario inglese la dicitura “compensazione parziale” non compare, ma è ragionevolmente desumibile dal titolo dell’Opzione in oggetto.
[2] NdT: Per meglio comprendere il significato dell’intero paragrafo, si faccia riferimento a quanto riportato nell’Allegato II (pag. 48 ss), di cui qui di seguito si riporta una traduzione parziale.
“ 4.1 Introduzione - Nel presente studio […] il sistema di modellizzazione del commercio WATSIM verrà usato per misurare gli effetti internazionali delle Opzioni di riforma. La versione di WATSIM in uso fino al 2001 includeva tutti i Paesi del mondo, raggruppati in 10 macro regioni, e 29 prodotti agricoli sia grezzi che trasformati. Per far sì che WATSIM potesse essere usato come strumento adatto ad analizzare il commercio internazionale dello zucchero, si sono fatti sforzi notevoli per ridisegnare il modello. Le modifiche apportate comprendono una nuova composizione regionale del modello, […] ma soprattutto è stato necessario trasformare WATSIM da modello commerciale che descrive il mercato mondiale nel suo complesso, a modello di flussi commerciali, in grado di rappresentare gli effetti di politiche commerciali bilaterali. Per esempio gli effetti dell’Accordo EBA sulla UE e sui Paesi che ne beneficiano è difficilmente analizzabile se il modello non prende in considerazione flussi commerciali tra regioni specifiche.”
“4.2 Il Database di WATSIM - […] - Composizione regionale di WATSIM (versione speciale per studiare il mercato saccarifero) - Per soddisfare le esigenze dello studio del mercato saccarifero, la composizione regionale di WATSIM sarà modificata per includere gruppi specifici di PVS. In particolare nella versione aggiornata di WATSIM saranno inclusi nuovi gruppi di PVS: i Paesi ACP, i PMA autorizzati ad esportare zucchero nella UE in base all’Accordo EBA, ed altri PVS. I Paesi maggiori esportatori di zucchero e i Paesi maggiori importatori verranno considerati come due gruppi separati. Il gruppo costituito dai 15 Paesi UE e quello costituito dai Paesi in ingresso nella UE non saranno invece modificati. La seguente Tabella elenca le macro-regioni incluse in WATSIM:
1) 15 Paesi UE
2) Paesi che hanno fatto domanda di adesione alla UE
3) PMA: Paesi Meno Avanzati (inclusi quelli che sono anche Paesi ACP)
4) Paesi ACP (eccetto quelli che sono anche PMA)
5) Altri PVS
6) Brasile
7) Mediterraneo e Medio Oriente
8) Altri Esportatori di zucchero (Australia, Tailandia, Colombia, Messico, Guatemala, Cuba, Sud Africa)
9) Principali Importatori di zucchero (Russia, Mediterraneo, Medio Oriente, Canada, Giappone, USA, India, Malesia, Indonesia
10) Resto del mondo (tutti gli altri Paesi non espressamente menzionati)
(NdT: Da questa Tabella risulta che le macro-regioni considerate
dallo studio sono 10, mentre il testo del Rapporto Finale riporta che
sono 11. Dal confronto delle tabelle – v. per es. Tab. 5.1-10, il Paese
mancante potrebbe essere l’India).
[…] Il Brasile
viene considerato come regione commerciale a sé stante per tenere conto del
fatto che è il più importante esportatore mondiale di zucchero. La divisione in
gruppi così effettuata si discosta da quella della precedente versione di
WATSIM, per poter analizzare specificatamente il mercato mondiale dello
zucchero. I Paesi e i Territori d’Oltremare […] non sono facilmente includibili
nel modello WATSIM. Le loro produzioni e rappresentazioni commerciali sono
tanto piccole che creerebbero problemi numerici nell’algoritmo di calcolo. […].
Composizione del paniere di beni inclusi nel modello – Lo scopo dello studio in oggetto è di
analizzare il mercato saccarifero della UE e quello internazionale. Perciò è
necessario prendere in considerazione non solo lo zucchero, ma anche le colture
concorrenti e altri prodotti. La concorrenza si verifica sia sul versante del
mercato che riguarda i produttori sia su quello che riguarda i consumatori. I
produttori devono scegliere quali colture produrre e, nel caso in cui il
sostegno al mercato di un particolare prodotto venga diminuito, essi possono
sostituire fino anche a percentuali considerevoli la barbabietola da zucchero
con altre colture quali frumento, granturco o semi oleosi – in particolare tale
sostituzione può avvenire più facilmente nei climi miti. La sostituzione nella
coltivazione di prodotti agricoli potrebbe attenuare il calo dei prezzi che si
verifica in seguito alla riduzione delle barriere commerciali e in seguito ad
un’aumentata apertura del mercato ai Paesi terzi. Ma anche i consumatori si
trovano a decidere quali beni inserire nel loro paniere sulla base dei prezzi
relativi. Nelle regioni ad alto reddito l’elasticità della domanda di zucchero
presumibilmente è molto bassa, il che comporta che livelli di prezzo dello
zucchero più bassi avranno effetti pressoché trascurabili sul consumo finale.
Invece, nelle regioni con reddito medio più basso, modifiche nel prezzo dello
zucchero potrebbero influenzare in modo considerevole i consumi di zucchero.
I beni compresi nel paniere di WATSIM sono 29, come descritto di
seguito:
- Zucchero:
prodotti trasformati equivalenti allo zucchero bianco raffinato/Zucchero bianco
raffinato contenuto in prodotti trasformati
- Cereali: frumento, orzo, granturco, altri cereali,
riso
- Colture amidacee (patata, patata dolce, ….)
- Olii e paste derivati dai sopra menzionati semi
oleosi
- Legumi
- Carni: bovine, suine, pollame, altre
- Uova
- Prodotti caseari: latte, burro, panna, formaggio,
latte in polvere scremato”
“4.3 Descrizione metodologica di WATSIM – […] Alla precedente versione del modello WATSIM
sono state apportate alcune modifiche per migliorarne la capacità di analisi.
Tra queste rientra la possibilità di rappresentare i flussi commerciali, le
Quote di Accesso a Tariffa Ridotta ed altre misure non omogenee di politica
commerciale. E’ stata anche modificata la natura statica del modello.
Modello per la rappresentazione del mercato mondiale vs modello di
rappresentazione dei flussi commerciali - Prima di essere riprogettato, WATSIM si basava sul presupposto che
tutti Paesi avessero esportazioni verso, od importazioni da, un fittizio
“mercato mondiale”. Ciò significa che non venivano considerati flussi
commerciali bilaterali: i Paesi importano da, ed esportano verso una sorta di
“bacino” globale. Tale approccio è in grado di gestire i trend nazionali e i
cambiamenti nella politica commerciale globale (come la liberalizzazione
multilaterale), ma non le relazioni commerciali bilaterali o preferenziali. Per
poter usare WATSIM in questo studio, è stato perciò necessario trasformarlo in
modello per la rappresentazione dei flussi commerciali. […].
Rappresentazione delle politiche commerciali – Anche se gli accordi commerciali multilaterali
fatti in sede di WTO hanno lo scopo di eliminare le politiche commerciali
discriminatorie, la discriminazione “positiva” è un fenomeno che nel mondo è
ancora in espansione. La causa principale di questo fatto è che le concessioni
di accesso al mercato vengono concesse dai Paesi industrializzati, e lo
strumento più diffuso a tal scopo sono le Quote di Accesso a Tariffa Ridotta
(TRQ). Per studiare il problema delle concessioni commerciali bilaterali, in
WATSIM si è migliorato il modo in cui vengono trattate le TRQ di regioni
specifiche. […]. Altre politiche commerciali includono prezzi d’intervento, che
in WATSIM sono raffigurati tramite prezzi minimi. I regimi d’intervento sui
prezzi sono descritti tramite imposte variabili, che simulano misure di
salvaguardia e, cosa più importante, tramite restituzioni alle esportazioni.
[…].
Sviluppo di un modello dalle caratteristiche dinamiche - È ora possibile usare WATSIM come modello quasi-dinamico, che si sviluppa sulla base dei risultati della correzione di tendenza del periodo precedente. Le soluzioni vengono calcolate per tutti gli anni. Il merito di tale approccio è che la modificazione di variabili importanti può essere presentata per l’intero periodo. […].
[3] NdT: Dal testo inglese non si comprende bene quali siano i due modelli in oggetto.
[4] NdT: L’aggregazione NUTS 2 dovrebbe
corrispondere all’insieme delle Regioni di ciascuno degli Stati Membri della
UE.
[5] NdT: v. pag. 43, Allegato II.
[6] NdT: L’aggettivo “classic” si
riferisce al database o alle incoerenze?
[7] Una descrizione più dettagliata della base di dati è fornita nella parte relativa a CAPRI (nell’Allegato II, pag. 36 ss, NdT).
[8] Le quote delle barbabietole da zucchero delle singole aziende agricole sono state stimate per prime e sono usate anche per definire le quote regionali per CAPRI. Si veda il capitolo relativo alle quote delle aziende agricole nell’Allegato I.
[9] NdT: In questo paragrafo le parti in corsivo indicano aggiunte del traduttore per rendere più comprensibile il testo, e corrispondono alla traduzione delle pag. 48 ss dell’Allegato II.
[10] WITZKE, H.P. (2003): Impact
Analysis of the European Commission’s proposal under the Mid-Term Review of the
CAP using the CAPSIM model, in European Commission, DG Agriculture
(eds.), Mid Term Review – External Impact Analyses, Brussels, pp. 83-104
(http://europa.eu.int/comm/agriculture/publi/reports/mtrimpact/repex_en.pdf).
[11] NdT: Il testo in corsivo indica un’interpolazione del traduttore per rendere il testo maggiormente comprensibile, ed è una traduzione di quanto riportato a pag. 9 dell’Allegato I.
[12] NdT: Il testo in corsivo indica un’interpolazione del traduttore per rendere il testo maggiormente comprensibile, ed è una traduzione di quanto riportato a pag. 9 dell’Allegato I.
[13] NdT: Il testo in corsivo indica un’interpolazione del traduttore per rendere il testo maggiormente comprensibile, ed è una traduzione di quanto riportato a pag. 9 dell’Allegato I.
[14] NdT: Che cosa non è coperto da CAPSIM? i vari tipi di spesa o il loro ammontare?
[15] NdT: Dalla Tabella risulta però che il valore è del 3.7%.
[16] Tale ammontare è di circa il 20% inferiore a quello indicato dalle ultime specifiche contenute nel regolamento del mercato dello zucchero, perché si tiene conto del progresso tecnologico che non è stato qui pienamente preso in considerazione secondo quanto riportato da diverse fonti (NEI 2000, p. 72, SOMMER 1999).
[17] Per livelli di quote solo leggermente ridotte rimarrebbe comunque una certa produzione di zucchero C, ma le esportazioni nette calerebbero. Conseguentemente una parte dello zucchero C destinato all’esportazione finirebbe sul mercato UE, probabilmente a seguito di esportazione e quindi immediata reimportazione nella UE. La differenza tra il prezzo UE e quello internazionale potrebbe essere assorbito dal bilancio UE sotto forma di dazi sulla reimportazione di zucchero C o tassando direttamente tale zucchero, ma questa soluzione sembrerebbe in contraddizione con la ratio dell’OCM zucchero. Perciò si è ritenuto che la super tassa sullo zucchero sia più realistica nel contesto di questa Opzione.
[18] NdT: v. anche Allegato II, pag. 22.
[19] La cartina relativa all’Opzione 1b si trova nell’Allegato I. In essa si vede chiaramente che le riduzioni maggiori nella produzione di barbabietola da zucchero si registrano nelle regioni che producono quantità considerevoli di barbabietole C nello scenario di riferimento, non essendo tale coltura più ammessa nell’Opzione 1b.
[20] NdT: Nelle altre Tabelle dello stesso tipo, al posto della dicitura “NUTS0” talvolta c’è “Stati Membri”.
[21] NdT: Non è chiaro cosa gli autori intendano con l’espressione “administrative requirements”. Forse, come potrebbe dedursi da una lettura comparata con il paragrafo 5.4-9, si fa riferimento alle attività che la Comunità o i governi degli Stati Membri dovranno compiere per attuare l’Opzione considerata, o forse, come da una lettura comparata con il paragrafo 5.5-9 - in cui la medesima espressione assume certamente tale valenza, si fa riferimento all’aggravio economico che l’Opzione considerata apporta al budget della UE.
[22] NdT: Non è chiaro cosa gli autori intendano con l’espressione “administrative requirements”. Forse, come potrebbe dedursi da una lettura comparata con il paragrafo 5.4-9, si fa riferimento alle attività che la Comunità o i governi degli Stati Membri dovranno compiere per attuare l’Opzione considerata, o forse, come da una lettura comparata con il paragrafo 5.5-9 - in cui la medesima espressione assume certamente tale valenza, si fa riferimento all’aggravio economico che l’Opzione considerata apporta al budget della UE
[23] NdT: Dalla Tabella si vede invece che il valore è 28%.
[24] NdT: Nelle altre Tabelle dello stesso tipo, al posto della dicitura “Stati Membri” talvolta c’è “NUTS0”.
[25] NdT: La Tabella a cui si riferisce la descrizione dovrebbe essere invece la 5.4-8.
[26] Non è chiaro cosa gli autori intendano con l’espressione “administrative requirements”. Forse, come potrebbe dedursi da una lettura comparata con il paragrafo 5.4-9, si fa riferimento alle attività che la Comunità o i governi degli Stati Membri dovranno compiere per attuare l’Opzione considerata, o forse, come da una lettura comparata con il paragrafo 5.5-9 - in cui la medesima espressione assume certamente tale valenza, si fa riferimento all’aggravio economico che l’Opzione considerata apporta al budget della UE.
[27] NdT: Qual è il senso della frase? Se in questa opzione le quote sono state soppresse, come è possibile venderle o comprarle?